Il derby tecnici-politici è tutto da giocare

Venti giorni fa assistevamo in tv al tripudio popolare per le dimissioni di Silvio Berlusconi. Non so che cosa ci fosse da esultare per la fine di un governo democraticamente eletto (sia pure non esente da errori) e per l’arrivo di un esecutivo di tecnocrati, frutto di una crisi determinata da un capitalismo finanziario alterato e di lobby politiche/economiche internazionali interessate a indebolire il nostro Paese. Il professor Mario Monti è stato accolto come l’uomo della provvidenza, l’unico che poteva salvare l’Italia. Gran parte dell’opinione pubblica, cotta a puntino dalla lunga e martellante campagna mediatica anti-casta, non vedeva l’ora di accantonare ...

Muri e Monti

“Bisogna dare atto a Monti di non averci promesso la luna, infatti siamo al buio”, ha scritto qualche giorno fa Jena sulla Stampa. Concordo e condivido con i lettori e le lettrici del blog. Una delle quali mi scrive, riferendosi a un paio di miei recenti articoli sullo sbando della sinistra: Che bel quadro infernale ha dipinto sugli orfani del Cav! Mi ha fatto pensare alla Danza macabra di Hyeronimus Hesse. Ma anche a un ritratto di Arcimboldo: fatto con le rape. Però è un peccato che dall’altra parte non siano messi molto meglio. Io appartengo alla scuola di pensiero che si sta disperando ...

I nuovi Gattopardi

Ora che Berlusconi sta per cadere, sapete quali sono le priorità dei finiani? Le misure anticrisi? La legge di stabilità? Il maxi emendamento imposto dall’Europa? Non volevo credere ai miei occhi quando ho letto cosa scrive Filippo Rossi sul sito del Fatto quotidiano: «Mai più un Silvio Berlusconi. Ecco il primo punto sull’agenda del prossimo governo, di qualunque natura e colore esso sia». Vogliono una legge sul conflitto d’interessi. Questo è ciò che ci attende. Quelli che imputavano al Cavaliere di pensare alle leggi sulle intercettazioni mentre tutto intorno bruciava, ora non sono più preoccupati della crisi o dello spread ...

Vigilia di crisi

Nonostante le dichiarazioni di Berlusconi al convegno di Azione popolare (il gruppo di Moffa), il governo non ha più la maggioranza. Il vertice notturno del Pdl ne ha preso atto senza però tracciare un percorso preciso per i prossimi giorni. Si sono diffuse voci (smentite dal premier) di sue imminenti dimissioni, che sarebbero arrivate questa sera o al più tardi domani mattina: ne è convinto perfino Giuliano Ferrara. Il sito del Foglio è stato a lungo in tilt da quando si è appreso che anche l’Elefantino vede nero. Le voci di abbandono di Berlusconi hanno avuto un effetto euforico sui ...

E adesso, Tremon-dini?

In un giorno così drammatico per le Borse europee, assieme al mitico spread fra titoli di stato tedeschi e italiani ha raggiunto il culmine anche lo scontro tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Si è scritto che già al momento di presentare la lettera d’intenti al Consiglio europeo il ministro avesse detto al premier: “Il problema non sono le misure che prendiamo, il problema sei tu”. Al vertice di ieri sera tra alcuni ministri, Tremonti avrebbe ripetuto a Berlusconi la richiesta di farsi da parte. Ricostruzione poi smentita dal portavoce del ministro ma non dagli altri partecipanti al vertice (da ...

Fin-endola

Fin-endola. Oppure Vendol-ini, come preferite. È questa l’alternativa al governo Berlusconi? Ieri sera la stretta di mano a Ballarò tra il presidente della Camera e il leader della sinistra radicale ha sancito questo patto. Meglio questa sinistra che Berlusconi, ha detto l’imparziale terza carica dello stato, il quale ha ufficialmente aperto la campagna elettorale. Fini che propone la patrimoniale come panacea dei mali della repubblica, dopo essere stato eletto allo scranno più importante di Montecitorio facendo proprio lo slogan «non metteremo le mani nelle tasche degli italiani» è la maschera di se stesso. È credibile come alternativa a Berlusconi? La ...

Gli indignati siamo noi

Gli indignati siamo noi. Noi che siamo contro la violenza. Che guardiamo sgomenti le immagini di Roma devastata dai black block. Che leggiamo le cronache delle manifestazioni svoltesi in mezzo mondo per scoprire che soltanto in Italia si è scatenata la furia distruttiva. Noi che ogni giorno ci rimbocchiamo le maniche per contribuire al bene comune senza manifestare nelle piazze offrendo opportunità ai sovversivi. Che non vogliamo essere strumentalizzati. Che non vogliamo indignarci, ma vorremmo saper ripetere come Gesù davanti alla Maddalena: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, e poi: “Neppure io ti condanno”. Da giorni si ripeteva ...

Quel pasticciaccio brutto che costerà molto caro

Saranno anche 28 pasticcioni, ma il pasticciaccio brutto che hanno creato alla Camera rischia di precipitare il Paese nel caos. Prendiamo per buona la versione della maggioranza, rilanciata tra gli altri dal ministro Michela Vittoria Brambilla: qui l’intervista che mi ha concesso pochi minuti dopo la bocciatura di Montecitorio. Dietro quel voto, determinato dall’assenza dei “malpancisti” della maggioranza (mancavano tra gli altri Tremonti, Bossi, Maroni, Scajola, Miccichè, Scilipoti) non ci sono agguati, imboscate, tranelli. Non è un fatto politico. Diamo per buona questa versione dei fatti: un concatenarsi di circostanze impreviste hanno tenuto lontano dall’aula un certo numero di deputati ...

Il futuro del governo in un’ampolla

L’intervento coordinato di cinque banche centrali per immettere liquidità in dollari nei circuiti finanziari ha rianimato le borse, a partire da Piazza Affari. Essendo più piccolo rispetto ad altri, il mercato di Milano reagisce sempre amplificando gli andamenti, nel bene e nel male: se perde, perde più degli altri, così come in caso di guadagni. In queste situazioni, gli indicatori economici (prospettive di crescita, disoccupazione, investimenti) c’entrano poco, visto che il pessimismo rimane per tutta l’economia occidentale, al pari degli interventi del governo richiesti – si dice – per «calmare i mercati» quando i titoli corrono al ribasso. In pericolo ...

Il governo decida prima che lo faccia l’Europa

La politica italiana di questo ferragosto è tutta presa da mille polemiche: la casta che non molla, i tagli che nessuno vuole, gli scudi e i condoni, il governo che tentenna, la Lega che insulta, i poteri finanziari che spadroneggiano e le borse che crollano, i calciatori ricchi e spilorci, i falsi invalidi e i veri furbi. Aggiungete voi quello che mi è sfuggito. In ogni caso non si discute dell’opposizione: è sparita. C’è un punto che sfugge al dibattito, una di quelle questioni che sembrano tecniche, fumose, burocratiche; che fanno «poco titolo» sui giornali e non accendono gli animi ...

Colpa degli speculatori, ma non solo

E’ stato un lunedì più nero del venerdì nero. I titoli bancari in Borsa hanno sfiorato perdite del 10 per cento in due giorni. La differenza di rendimento (“spread”) tra titoli di stato italiani e tedeschi, considerato un indice di stabilità finanziaria, si allarga di ora in ora. A poco sono valse le mosse anti-speculatori della Consob. E poco efficaci sono state anche le dichiarazioni del governo tedesco che ha approvato la manovra tremontiana da oltre 50 miliardi in quattro anni. La parola d’ordine è «dagli allo speculatore», e indubbiamente gli investitori più spregiudicati, quelli che giocano sulla pelle e ...

Quello che non mi convince della manovra

Quello che mi convince poco della manovra economica varata dal governo è l’idea complessiva che se ne ricava: tante misure grandi e piccole sparpagliate in mille rivoli nell’assenza di una forte idea ispiratrice. L’impressione è che si vada a raschiare ovunque possibile per recuperare le finanze necessarie ad azzerare il deficit, il che è comunque un obiettivo fondamentale e ineludibile, ma in un contesto complessivo di debolezza. Manca un guizzo di novità in cui riconoscersi, una bandiera identitaria; resta una somma algebrica di interventi a volte discutibili, come la tassa sulle operazioni di Borsa che sposterà da Milano i maggiori ...
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