Costituzione addio

Non sento nessuno dei paladini della Costituzione protestare contro l’uso che se ne sta facendo nei palazzi del potere. Mi rivolgo a quanti aggredivano Silvio Berlusconi ogni due per tre. È il vostro momento, araldi del diritto, alfieri della legalità, cavalieri della giustizia: dove siete finiti? Abbiamo il leader di un grande movimento, Beppe Grillo, che non vuole smettere di fare il comico: ora dice che si può governare senza governo perché per fare le leggi basta il Parlamento. La Costituzione dice che l’Italia è una repubblica parlamentare, non assembleare, dove paradossalmente il potere resta ai vituperati partiti, ma Grillo ...

Anche i mercati votano. E ci affondano (con l’aiutino tedesco)

I «mercati», come genericamente vengono chiamati, non possiedono tessera elettorale. Eppure votano, eccome se lo fanno. E si schierano a senso unico: contro l’Italia. Peggio ancora fanno coloro che si mettono dalla loro parte credendo così di combattere l’avversario politico. Domenica Silvio Berlusconi ha annunciato il progetto di rimborso Imu, seguito da un’apertura al condono tributario. Lunedì la Borsa ha chiuso con un -4,5 %. Quel giorno hanno ceduto terreno le Borse di mezzo mondo. Gli indici italiani avevano chiuso la settimana ai massimi da oltre un anno – gennaio è stato galvanizzato dall’accordo sul cosiddetto “fiscal cliff” Usa – ...

Domanda ai leader/2 Taglierete il debito pubblico?

Più che sulle schermaglie tattiche, mi interessa insistere sui temi della campagna elettorale. Dopo aver posto la questione della spesa pubblica parliamo del debito, il cui abbattimento è stata una delle emergenze (assieme allo spread) che ha portato Mario Monti a Palazzo Chigi. Ricordate? Le sue manovre salva-Italia avevano come scopo quello di «mettere i conti in sicurezza» e garantire i mercati circa la capacità dell’Italia di onorare – e possibilmente ridurre – la montagna del proprio debito pubblico. Queste manovre condotte più sul lato delle entrate (tasse) che dei tagli alla spesa (risparmi) hanno accelerato la recessione economica: calo ...

Domanda ai candidati: quali spese pubbliche taglierete?

Il grande assente di questa campagna elettorale è il tema-chiave per il futuro dell’Italia: la riduzione delle spese pubbliche. Comprendo che alla vigilia del voto è più facile promettere di tagliare l’Imu (lo fanno perfino coloro che l’hanno voluta, votata e un mese fa l’avrebbero pure riproposta) mentre si paventano altre patrimoniali. Tuttavia non si può proprio fare finta di nulla. Quando non esistono alternative a tagli massicci e sacrifici, si costruiscono le emergenze. Nel ’95 fu un governo tecnico di emergenza (Dini) a varare la prima importante riforma delle pensioni. In breve si capì che non bastava. Nel 2004 ...

Né il Cav né Bersani: lo spread vuole Monti

Non si sentiva la mancanza dello spread, il manganello agitato al momento giusto per avvertire i ribelli. E’ tornato a salire, evocato da Mario Monti mentre annunciava a un incredulo Giorgio Napolitano che sta per fare le valigie da Palazzo Chigi. Eppure basta fare una semplice ricerca sul web per verificare che – in quest’anno di governo tecnico – il famigerato spread ha galleggiato mediamente su livelli più alti degli attuali, superando addirittura i 500 punti-base agli inizi di agosto. Ergo, se davvero lo spread fosse l’unica unità di misura della salute di un Paese, il professor Monti avrebbe dovuto ...

La spallata di Silvio

Se l’è presa con la Merkel, Sarkozy, Monti, Equitalia, coloro che ci portarono nell’euro, la magistratocrazia, gli ex alleati che gli hanno impedito di modernizzare il Paese, la Costituzione retrograda. L’unico errore che ha riconosciuto è di non essere riuscito a convincere gli italiani a dargli il 51 per cento. Ha confermato che resterà sul proscenio politico pur non candidandosi più a premier. Silvio Berlusconi è tornato all’attacco. Chi è interessato può trovare qui il mio resoconto della lunga conferenza stampa di ieri a Villa Gernetto pubblicato sul Giornale. C’era un convitato di pietra, ieri pomeriggio: il Pdl. L’unico soggetto ...

Ripartire dai fondamentali

Un amico mi ha segnalato questo brano di uno scrittore che mi sta molto simpatico, Gilbert K. Chesterton, un saggista acuto oltre che creatore di Padre Brown e altri indimenticabili personaggi. Il brano è tratto dal libro “Eretici” scritto nel 1905 e pubblicato in Italia nel 2010 da Lindau. Lo trascrivo. Supponiamo che, in strada, si crei un grande scompiglio per, mettiamo, un lampione che molte persone influenti vorrebbero abbattere. Un monaco di grigio vestito, che incarna lo spirito del Medioevo, viene interpellato sulla questione e comincia ad affermare, con il tono arido tipico dell’educatore: “Consideriamo innanzitutto, cari fratelli, il valore ...

E Silvio continua a tacere

Le polemiche politiche di giornata stanno tutte a sinistra, dalle zuffe del Pd sulla leadership al «movimento padronale» di Beppe Grillo. Ma gli elettori del centrodestra (e molti lettori del Giornale) si fanno in realtà un’altra domanda: perché Silvio Berlusconi tace? Da quando (era luglio) ha annunciato il ritorno in campo, il Cavaliere è quasi sparito dalla scena. Quel proclama ha scatenato polemiche dentro e fuori il partito e per qualche tempo Berlusconi è sembrato tornare al centro dell’attenzione. Nelle ultime settimane si è parlato di lui soprattutto per le pratiche della separazione dalla moglie e per la scivolata mentre ...

Le ragioni dell’«euroregione»

L’«euroregione» del Nord ha fatto capolino tra i temi di discussione politica. Due nomi tra tutti ne stanno facendo una bandiera: Roberto Maroni e Roberto Formigoni. Per il segretario della Lega è il modo per superare le utopie secessioniste del Nord; per il presidente lombardo, che preferisce chiamarla «macroregione» e ha trovato sponde nei governatori di Piemonte e Friuli Venezia Giulia, è un argomento per uscire dalle secche delle vicende giudiziarie. Ho ascoltato sabato sera il dibattito alla Berghem fest di Alzano Lombardo tra Maroni e Vittorio Feltri (qui il resoconto che ho scritto per il Giornale): l’euroregione è stato ...

Un anno fa la lettera Bce (che Monti ha ignorato)

«Caro primo ministro…»: cominciava così, con questo tono confidenziale, la lettera che giusto un anno fa, il 5 agosto 2011, segnò una svolta per i destini dell’Italia. Era firmata a due mani da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, presidente in scadenza e «in pectore» della Banca centrale europea (il passaggio di consegne sarebbe avvenuto il 19 ottobre a Francoforte). La lettera conteneva i diktat-capestro imposti dal Consiglio direttivo Bce al nostro premier ed è stata usata per appiccare il fuoco al rogo purificatore del ventennio (scarso) berlusconiano. La missiva restò riservata – nel testo integrale, non nei contenuti – fino ...

I silenzi di Grillo

L’intervista in ginocchio di Marco Travaglio a Beppe Grillo ha paradossalmente portato attenzione su un aspetto rimasto in ombra. Non tanto quello che il leader a cinque stelle dice (la guerra a partiti, privilegi, sprechi e corruzione, l’abbandono dell’euro, l’ambientalismo, l’opportunità data a dei «signori nessuno» di partecipare alla vita pubblica e addirittura diventare dal nulla sindaci di città e paesi), ma quello che non dice. Sul Giornale di oggi ho pubblicato un articolo (questo il link) che pone alcuni interrogativi sui programmi grillini ancora privi di risposta. I pentastellati danno voce a un’insoddisfazione e a una protesta che in ...

«L’Italia truccò i conti per entrare nell’euro»

Il governo Prodi/Ciampi truccò i conti per portarci nell’euro. Lo scrive sull’ultimo numero il settimanale tedesco Der Spiegel, un giornale cui l’Italia non sta simpatica: è quello che mise in copertina la P38 negli Anni di piombo e più recentemente ci ha definito “codardi come Schettino”. Questa volta però non si tratta di una polemica giornalistica, ma di documenti, carte, riscontri con protagonisti della decisione europea che ha rivoluzionato la nostra vita: l’introduzione della moneta comune. Il cancelliere Kohl sapeva che eravamo sull’orlo della bancarotta e non avevamo i requisiti per entrare nell’euro, ma la ragione politica prevalse sul rigore ...
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