La vendetta dei ballottaggi

Il comportamento degli elettori italiani al ballottaggio è l’ultimo esempio dell’avvicinamento di Matteo Renzi a Silvio Berlusconi, almeno nell’immagine presso gli elettori. Quando il Cav era sulla breccia, se un candidato del centrodestra arrivava al ballottaggio (soprattutto se in testa) finiva spesso bocciato al secondo turno perché tutti gli altri si coalizzavano contro di lui. «Chiunque è meglio di un berlusconiano», era la parola d’ordine che circolava pressoché scontata. Oggi accade l’opposto: sempre più spesso la «conventio ad excludendum» colpisce il Pd renziano. Se n’era avuta un’avvisaglia a Parma quando i moderati preferirono votare il grillino Pizzarotti piuttosto che il piddino […]

  

Ci mancava solo il «voto utile»

L’ennesima freccia che Matteo Renzi ha preso dalla faretra di Silvio Berlusconi riguarda il cosiddetto voto utile. Votate il partito più forte nell’ambito della coalizione perché quelli dati alle frange minoritarie sono tutti voti buttati. E così, dopo la cancellazione dell’articolo 18, le critiche all’Europa, il pacchetto giustizia, la guerra ai sindacati, le strategie di presenza mediatica, il premier-segretario del Pd ha fatto proprio un altro cardine del Silvio-pensiero. Il quale ha sempre sostenuto che gli italiani non sanno votare perché dovrebbero dare il 51 % al partito maggiore. Le coalizioni sono utili perché fanno massa critica ma alla fine meglio orientarsi sul capocordata. […]

  

Ma non chiamatevi «responsabili»

Responsabilità è una parola che mi piace molto. Significa “rispondere a” qualcosa o qualcuno: a una proposta, una provocazione, una chiamata, fate voi. La responsabilità è la mia libertà che sceglie di aderire a un invito. Non è una mia iniziativa. È farsi carico di un impegno non previsto, non voluto, che la realtà propone improvvisamente e inaspettatamente, e spesso nella risposta a questa sorta di chiamata si manifesta di quale stoffa siamo fatti. Assumersi una responsabilità significa accettare le sfide, prendere posizione, non permettere che la realtà ci passi sopra come l’acqua sulle pietre. Negli ultimi anni la responsabilità è diventata […]

  

I super-leader che dividono i partiti

Oggi bisognerebbe parlare dell’assoluzione definitiva di Silvio Berlusconi nel processo Ruby, dell’accanimento giudiziario ingiustificato nei confronti di un presidente del Consiglio, dei danni economici e di immagine portati all’Italia da alcuni magistrati, ma al contempo riconoscere che alla fine la giustizia ha prevalso. Alla fine. Su questo lascio campo libero ai commenti. Ma vorrei segnalare questo fatto paradossale, peraltro già echeggiato nel blog. I partiti di fatto non esistono più; esistono soltanto i leader. Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Beppe Grillo. Leader abili, mediatici, trascinatori: indubbiamente hanno doti oggi indispensabili. Il Pd di Renzi non è quello delle origini, […]

  

Chi volete dopo Napolitano?

Siccome il toto-qualcosa è uno dei nostri sport preferiti, apriamo ufficialmente il toto-Quirinale sul blog. In realtà non è soltanto una questione di scommesse perché l’elezione del capo dello stato è una delle procedure costituzionali più opache e lontane dai cittadini elettori. Non c’è elezione diretta, non c’è campagna elettorale, non ci sono candidature ufficiali, non c’è dibattito parlamentare. Tutto si svolge nei corridoi, dietro le quinte, davanti ai caminetti, sulle pagine dei giornali. Non ci sono pretendenti che si sfidano apertamente e vinca il migliore, ma piuttosto una corsa a eliminazione, a bruciare i nomi che vengono proposti, e la […]

  

Renzi il cannibale che ha rifatto la Dc

Soltanto un ex democristiano come Matteo Renzi poteva rifare la Dc. Il Pd è diventato la Balena rossa, il grande partito interclassista che cerca di tenere assieme tutti, impiegati statali e piccoli artigiani, coltivatori diretti e disoccupati arrabbiati, pensionati nostalgici e giovani armati di speranze. Il voto europeo ha portato alla luce un nuovo blocco sociale, unito non più dai comuni interessi ma dal fatto che il giovine Renzi è l’ultima spiaggia. E dopo anni di vane promesse, ha rimesso qualche soldo nelle tasche di qualche milione di italiani. Ottanta euro al mese saranno anche una mancetta, ma a fine […]

  

Se si votasse domani vincerebbe Renzi

Ieri sera, durante il programma Virus di Nicola Porro, è stato presentato un interessantissimo sondaggio di Euromedia Research che ha ipotizzato la composizione del Parlamento se si votasse con l’ultima versione dell’Italicum in base alle intenzioni di voto attuali. Vincerebbe il Pd di Matteo Renzi. Sparirebbero i partiti minori e in Parlamento entrerebbero soltanto Pd, Cinque Stelle e Forza Italia. Come si giunge a questa composizione? Al primo turno nessuno, né partito né coalizione, raggiungerebbe il fatidico 37% che garantisce il premio di maggioranza senza ballottaggio. Il Pd è quotato al 28,5% che, con l’aggiunta dei partiti di sinistra, porterebbe […]

  

Se anche Napolitano (come Renzi) molla Letta

Da pragmatico «prima repubblica» (in questo i comunisti erano simili ai democristiani), Giorgio Napolitano sta prendendo le distanze dal governo di Enrico Letta. La tirata d’orecchie sul decreto Salvaroma è durissima, molto più drastica dei continui richiami che il capo dello Stato riservava a Silvio Berlusconi. Evidentemente anche il Quirinale si è accorto della debolezza di Letta, il suo pupillo che non ha le energie per affrontare questa fase riformista. Il ragionamento del Colle è più o meno il seguente. Un conto è un governo di emergenza, che unisce le maggiori forze parlamentari nel tentativo di riformare e «pacificare» il […]

  

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