Ministro Kyenge, stiamo ai fatti

Di problemi migratori non si parlava da due anni, dai tempi degli sbarchi massicci dal Nordafrica percosso dalle rivolte della «primavera araba». Ora il neo ministro Cécile Kyenge ha riaperto una discussione che non si sta sviluppando serenamente. Io eviterei le ideologizzazioni tipo «buonismo contro rigore» e starei ai fatti. Più il governo sarà pragmatico, più efficace sarà la sua azione. La crisi economica ha profondamente modificato il fenomeno migratorio. L’emergenza sbarchi è notevolmente ridimensionata rispetto a qualche anno fa, e così pure la presenza di clandestini. Viceversa va gestito un fenomeno più consistente rispetto al passato, cioè il numero ...

«Meglio rischiare che restare senza lavoro»

Questo terremoto emiliano ci sta facendo conoscere un’Italia che avevamo dimenticato. Un Paese di persone dignitose, di lavoratori instancabili, di gente che preferisce venga ricostruita la fabbrica che gli passa lo stipendio piuttosto che la casa, perché «si può sempre dormire in macchina o in tenda, ma non si può restare senza lavoro». C’è il dolore per le decine di morti e le centinaia di feriti; c’è uno spavento sconosciuto, perché da queste parti erano abituati a fronteggiare alluvioni e grandinate ma non la terra che trema. E ci sono queste migliaia di persone trafitte nell’intimo, perché il terremoto è come ...

Immigrati, l’emergenza continua

Il Giornale pubblica oggi (questo il link) la prima puntata di una mia inchiesta sull’emergenza migranti dal Nordafrica. Sul sito si possono leggere vari commenti, altri ne ho ricevuti via mail. Ne pubblico due, così i lettori del blog possono farsi un’idea delle reazioni suscitate. Gentilissimo Stefano Filippi,ho letto il suo articolo in merito all’emergenza profughi che ha interessato il nostro paese in conseguenza dei numerosi sbarchi di persone provenienti dal conflitto Libico. La pochezza delle informazioni da lei raccolte nello scrivere l’articolo rende almeno curiosa la parola “INCHIESTA” che campeggia in occhiello. Se lo sforzo dello stato nella gestione è stato ...

E se Berlusconi mollasse sul serio?

L’editoriale di Giuliano Ferrara sul Giornale di ieri è stata la notizia politica del giorno, e oggi tutti i quotidiani la riprendono chiedendosi se il “sogno” dell’Elefantino non sia in realtà un presagio ravvicinato. Ferrara manda un “avviso ai naviganti”: se il Cav decidesse davvero di ritirarsi, i suoi luogotenenti ora impegnatissimi a litigare si ritroverebbero senza paracadute né scudo. Sembra incredibile il cupio dissolvi che a volte si impadronisce di chi ha il potere. Era successo alla sinistra che sacrificò Prodi, ora potrebbe capitare a Berlusconi. I suoi ministri si ritrovano a cena per disegnare scenari sul dopo-Cav. Gli ...

Napolitano se la prende con le piazzate

Il costituzionalista Michele Ainis ha lasciato la Stampa per il Corriere della Sera con un editoriale (pubblicato ieri, titolo «La deriva pericolosa») in cui imputa questa deriva rissosa al «mancato ricambio delle classi dirigenti» politiche: salvo poi intonare il peana dell’ottantaseienne Giorgio Napolitano, «protagonista suo malgrado» per svelenire il clima. Esordio zoppicante per il professor Ainis. La Stampa comunque si consola con l’ingaggio del carissimo amico e collega Andrea Tornielli, mio compagno di banco al Giornale fino all’altro giorno, numero 1 dei vaticanisti italiani e scrittore prolifico (da Rizzoli è appena uscito il suo ultimo libro, «La fragile concordia», sui ...

Libia e dintorni, l’ipocrisia dei neo colonialisti

Dopo tre giorni di guerra, il nostro governo ha chiesto una correzione di rotta nella missione militare in Libia: cambio di guida, intervento Nato, rispetto rigoroso dei limiti imposti dall’Onu, assistenza ai civili. Berlusconi (qui la mia cronaca del discorso di ieri sera) assicura che i nostri aerei militari non bombarderanno mentre il ministro Frattini ipotizza un comando separato italiano per le basi. Le ipocrisie degli alleati stanno venendo a galla una dopo l’altra mentre è sempre più chiaro che l’Italia ha soltanto da perdere in un conflitto del genere: Lampedusa scoppia, i nostri interessi economici sono in grave rischio, ...

La tattica di Fini per il Nord

Che cosa dirà Gianfranco Fini alla “gente del Nord” arrivando a Milano? Oggi ho pubblicato un articolo (che potete leggere qui). Il programma di Fli per il Nord semplicemente non esiste, se si eccettua l’infelice uscita sul raddoppio delle rendite da capitale che falcidierà i piccoli risparmiatori. Il viaggio di Fini assomiglia ai tour di Pigi Bersani ed Enrico Letta di qualche anno fa, buoni per ricavarne libri ma non voti. C’è una incapacità profonda di capire il Nord, fatto di persone che faticano a comprendere le alchimie della “politica politicante”. Fini non capisce il Nord e il Nord non ...

Il burqa francese e le maschere italiane

Sui temi dell’immigrazione bisogna seguire sempre con grande attenzione ciò che succede in Francia, Paese dove il fenomeno è cominciato ben prima che da noi seguendo percorsi spesso infelici. Per rendersene conto basta attraversare le periferie di una delle capitali europee come Strasburgo in auto (a piedi non ci vanno neppure gli abitanti delle zone vicine): quartieri come la Meinau o Neudorf, costruiti per dare case agli africani venuti a lavorare lungo il Reno, sono diventati ghetti impraticabili perché i nuovi venuti hanno rifiutato l’integrazione. La gran parte degli abitanti non parla il francese e per qualsiasi documento o pratica ...

Il silenzio di Gentilini

“Popolo della Lega! La Lega si è svegliata. Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega. La mia parola è rivoluzione. Questo è il vangelo secondo Gentilini, il decalogo del primo sindaco sceriffo. Voglio la rivoluzione contro i clandestini. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n’è più neanche uno. Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anziani. Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro le televisioni e i ...

“Se l’è andata a cercare…”

La mamma di Sanaa, la diciottenne accoltellata a morte dal padre presso Pordenone perché si era innamorata di un ragazzo che aveva il duplice difetto di essere italiano e cattolico, ha detto di aver perdonato il marito perché “è lei che ha sbagliato”. Secondo l’imam della zona, la donna avrebbe aggiunto che la figlia “se l’è andata a cercare”. Cuore di mamma. Parole pronunciate nel giorno in cui sei soldati italiani sono stati massacrati in Afghanistan. Anche loro morti in terra straniera, anche loro se la sono andata a cercare?

  

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