La tattica di Fini per il Nord

Che cosa dirà Gianfranco Fini alla “gente del Nord” arrivando a Milano? Oggi ho pubblicato un articolo (che potete leggere qui). Il programma di Fli per il Nord semplicemente non esiste, se si eccettua l’infelice uscita sul raddoppio delle rendite da capitale che falcidierà i piccoli risparmiatori. Il viaggio di Fini assomiglia ai tour di Pigi Bersani ed Enrico Letta di qualche anno fa, buoni per ricavarne libri ma non voti. C’è una incapacità profonda di capire il Nord, fatto di persone che faticano a comprendere le alchimie della “politica politicante”. Fini non capisce il Nord e il Nord non ...

Il burqa francese e le maschere italiane

Sui temi dell’immigrazione bisogna seguire sempre con grande attenzione ciò che succede in Francia, Paese dove il fenomeno è cominciato ben prima che da noi seguendo percorsi spesso infelici. Per rendersene conto basta attraversare le periferie di una delle capitali europee come Strasburgo in auto (a piedi non ci vanno neppure gli abitanti delle zone vicine): quartieri come la Meinau o Neudorf, costruiti per dare case agli africani venuti a lavorare lungo il Reno, sono diventati ghetti impraticabili perché i nuovi venuti hanno rifiutato l’integrazione. La gran parte degli abitanti non parla il francese e per qualsiasi documento o pratica ...

Pomigliano d’Arco, suicidio della Fiom e Caporetto dei riformisti

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Anche a Pomigliano d’Arco, come da tempo succede con regolarità, la Cgil non ha firmato un accordo che garantisce migliaia di posti di lavoro sottoscritto invece, con grande ragionevolezza, dalle altre sigle sindacali. La Fiat (nella foto, l’amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne), con un investimento di 700 milioni di euro, trasferirà dalla Polonia la catena di montaggio della Panda pur di evitare licenziamenti nel Mezzogiorno d’Italia, a patto che gli operai si impegnino a migliorare la produttività ed eliminare la piaga dell’assenteismo. La prossima settimana un referendum farà capire se le tute blu gradiscono l’accordo che salvaguarda il lavoro ...

Idee per la campagna elettorale: le tasse

Un lettore mi invia il seguente contributo. Carissimo Filippi, ho letto questa mattina la lettera di quell’imprenditore che si lamenta per l’invasione delle merci cinesi, è chiaro che possono fare quello che vogliono, perché chiaramente in Italia esistono leggi che trattano del commercio all’ingrosso e al dettaglio, ma queste leggi devono essere fatte rispettare, e qui casca l’asino: da chi? Ma quello che vorrei dire è un’altra cosa, ovunque e da chiunque si sente parlare dell’evasione fiscale, hanno proposto tanti sistemi per ridurla, io non ho tante lauree, ma penso che, se al cittadino fosse permesso detrarre dalla dichiarazione dei ...

Il triste sport italiano di dare sempre la caccia al colpevole

Non capisco perché in Italia bisogna sempre andare a caccia di un colpevole. Le questioni andrebbero studiate, capite e affrontate guardando avanti, cioè alle possibilità di soluzione; mentre da noi si guarda indietro. La domanda non è “cosa possiamo fare, come possiamo migliorare?”, ma “di chi è la colpa dello sfascio?”. Il mestiere del giudice è diventato lo sport nazionale. Prendo l’ultimo post, quello sul nucleare: un problema da guardare “laicamente”, dati alla mano, in prospettiva. O il tema, tragico, dei suicidi. Ce ne furono in Tangentopoli, ce ne sono purtroppo in questi mesi di crisi. Quando scoppiò lo scandalo ...

I disoccupati chiedono lavoro. Ma anche rispetto

Elevo alla dignità di post un commento di Franz che sarebbe un peccato disperdere in mezzo alle polemiche su Fini. Eccolo. “Oggi ho incontrato il 4° disoccupato sopra i 45 anni in questa settimana che chiede lavoro. Mi colpiscono che non chiedano nè a Tremonti nè a B. della loro disoccupazione. Sono disposti a sacrifici enormi pur di tornare al lavoro. Alla politica chiedono serietà e attenzione, ma sono realisti: per cambiare drasticamente la situazione mondiale, mi dicono, ci vogliono persone che abbiano chiaro l’orizzonte del bene comune. Non sono molto interessati nè a Mills, nè a Travaglio (il travaglio ...

Casarini, il no-global diventato padroncino

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Per un disguido misterioso, sul sito del Giornale non appare il mio articolo di stamattina sulla metamorfosi di Luca Casarini (nella foto), l’ex leader dei disobbedienti e dei centri sociali del Nordest trasformatosi in piccolo imprenditore. Adesso che lavora e non scorrazza più nei cortei anti-tutto, Casarini sembra un misto tra Bossi, Berlusconi, la Marcegaglia, i padroncini della Brianza o le partite Iva di Treviso, cioè i suoi obiettivi preferiti di un tempo. Per una volta, il copia-incolla lo faccio io. Travolto da un insolito destino, Luca Casarini ha smesso la tuta bianca con cui dava l’assalto al mondo globalizzato ...

Treviso, “outlet” non apre perché i negozi sono senza soldi

A Roncade, vicino a Treviso, è in costruzione un grande “outlet” di abbigliamento, quelle città dello shopping che hanno segnato una svolta nel modo di spendere soldi da una quindicina di anni in qua. Doveva aprire a Natale, in tempo per i regali di fine anno, invece è tutto rinviato a primavera. “I negozi non hanno soldi per aprire”, fa sapere la società proprietaria dell’immobile. E così la crisi strangola uno dei simboli degli ultimi Anni 90: le cittadelle del risparmio. Ne sono sorte decine in località facilmente raggiungibili in autostrada da città e metropoli, per portare le grandi firme ...

Fisco velox? In Veneto vogliono il banche-velox

Gli artigiani di Mestre (a lato trovate il link al loro sito) hanno calcolato che tra luglio 2008 e luglio 2009 i prestiti bancari a breve (fino ad 1 anno) sono diminuiti del 2,1% e quelli a medio termine (da 1 a 5 anni) addirittura del 10,7%: soltanto gli impieghi a lungo termine hanno registrato un forte aumento (9,9%). Secondo Beppe Bortolussi, segretario della Cgia mestrina, significa che gli istituti di credito stanno azzerando i loro rischi, perché le erogazioni a breve vengono generalmente concesse in base al rapporto di fiducia esistente tra le parti, mentre per i prestiti più ...

L’altra faccia della cassa integrazione

L’amministratore delegato di una delle maggiori società italiane di lavoro interinale mi spiegava qualche giorno fa il risvolto negativo della cassa integrazione. E’ un sussidio diretto all’azienda, non al lavoratore: salva i posti (cioè il capitale umano, che in un sistema produttivo come quello italiano è una risorsa insostituibile) e anche le imprese. Ma nel momento in cui l’economia riprende, fa ritrovare aziende inadeguate alle nuove esigenze produttive e lavoratori che non hanno approfittato della fase di stasi per riqualificarsi. Risultato: si fatica ad agganciare il treno della ripresa. Altrove, per esempio in Germania, funziona diversamente. Il sussidio va a ...
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