02nov 11
In un giorno così drammatico per le Borse europee, assieme al mitico spread fra titoli di stato tedeschi e italiani ha raggiunto il culmine anche lo scontro tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Si è scritto che già al momento di presentare la lettera d’intenti al Consiglio europeo il ministro avesse detto al premier: “Il problema non sono le misure che prendiamo, il problema sei tu”. Al vertice di ieri sera tra alcuni ministri, Tremonti avrebbe ripetuto a Berlusconi la richiesta di farsi da parte. Ricostruzione poi smentita dal portavoce del ministro ma non dagli altri partecipanti al vertice (da ...
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26ott 11
Fin-endola. Oppure Vendol-ini, come preferite. È questa l’alternativa al governo Berlusconi? Ieri sera la stretta di mano a Ballarò tra il presidente della Camera e il leader della sinistra radicale ha sancito questo patto. Meglio questa sinistra che Berlusconi, ha detto l’imparziale terza carica dello stato, il quale ha ufficialmente aperto la campagna elettorale. Fini che propone la patrimoniale come panacea dei mali della repubblica, dopo essere stato eletto allo scranno più importante di Montecitorio facendo proprio lo slogan «non metteremo le mani nelle tasche degli italiani» è la maschera di se stesso. È credibile come alternativa a Berlusconi? La ...
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12ott 11
Saranno anche 28 pasticcioni, ma il pasticciaccio brutto che hanno creato alla Camera rischia di precipitare il Paese nel caos. Prendiamo per buona la versione della maggioranza, rilanciata tra gli altri dal ministro Michela Vittoria Brambilla: qui l’intervista che mi ha concesso pochi minuti dopo la bocciatura di Montecitorio. Dietro quel voto, determinato dall’assenza dei “malpancisti” della maggioranza (mancavano tra gli altri Tremonti, Bossi, Maroni, Scajola, Miccichè, Scilipoti) non ci sono agguati, imboscate, tranelli. Non è un fatto politico. Diamo per buona questa versione dei fatti: un concatenarsi di circostanze impreviste hanno tenuto lontano dall’aula un certo numero di deputati ...
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20set 11
La tre giorni padana della Lega ha fornito una sola indicazione: il declino del partito di Bossi. Il campanello d’allarme era già suonato alle regionali, un anno e mezzo fa, ed era suonato nella nuova terra promessa del Carroccio, cioè il Veneto. Nel 2008 la Lega aveva conosciuto un’avanzata impetuosa, confermata nel 2009 alle europee, al punto che alla vigilia di quella consultazione l’interrogativo era: ci sarà il sorpasso sul Pdl? Non ci fu. E l’anno dopo i veneti hanno eletto Luca Zaia governatore (dopo un estenuante braccio di ferro con il governatore Galan) ma attribuendogli una quantità inferiore di ...
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16set 11
L’intervento coordinato di cinque banche centrali per immettere liquidità in dollari nei circuiti finanziari ha rianimato le borse, a partire da Piazza Affari. Essendo più piccolo rispetto ad altri, il mercato di Milano reagisce sempre amplificando gli andamenti, nel bene e nel male: se perde, perde più degli altri, così come in caso di guadagni. In queste situazioni, gli indicatori economici (prospettive di crescita, disoccupazione, investimenti) c’entrano poco, visto che il pessimismo rimane per tutta l’economia occidentale, al pari degli interventi del governo richiesti – si dice – per «calmare i mercati» quando i titoli corrono al ribasso. In pericolo ...
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16lug 11
Archiviato a tempi di record il voto sulla manovra economica, in Parlamento si è nuovamente affacciato il tormentone sul sistema elettorale. Il classico tema che non scalda i cuori degli elettori ma dei politici, a maggior ragione adesso che il dopo-Berlusconi appare un’incognita per tutti. La questione è viva soprattutto a sinistra, dove però regna la confusione più totale. Non c’è una linea comune all’interno del Pd, dove Veltroni raccoglie firme per un referendum mentre Bersani cincischia. Nel Pdl si dibatte sulle primarie, al momento senza grandi prospettive. E’ già ripartito il balletto per chi scimmiotta meglio i sistemi elettorali ...
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01lug 11
Quello che mi convince poco della manovra economica varata dal governo è l’idea complessiva che se ne ricava: tante misure grandi e piccole sparpagliate in mille rivoli nell’assenza di una forte idea ispiratrice. L’impressione è che si vada a raschiare ovunque possibile per recuperare le finanze necessarie ad azzerare il deficit, il che è comunque un obiettivo fondamentale e ineludibile, ma in un contesto complessivo di debolezza. Manca un guizzo di novità in cui riconoscersi, una bandiera identitaria; resta una somma algebrica di interventi a volte discutibili, come la tassa sulle operazioni di Borsa che sposterà da Milano i maggiori ...
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28mag 11
In attesa dei ballottaggi di lunedì, e per un approfondimento dei risultati del primo turno, riporto le analisi sui flussi elettorali di Milano elaborate dall’Istituto Cattaneo di Bologna. Il quale, tra l’altro, sui voti leghisti dà ragione a quanto avevo sostenuto a caldo nel post precedente: la Lega sta perdendo appeal perché i voti di protesta si dirigono verso Grillo, che minaccia anche Di Pietro. Il Cattaneo paragona le comunali 2011 alle regionali 2010 per cogliere i cambiamenti in corso. A Milano “l’aumento della partecipazione elettorale è stato pari al 7 per cento”. Di tale ritorno alle urne hanno beneficiato ...
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17mag 11
Lascerei da parte le polemiche – scontate – su Berlusconi per approfondire una questione diversa: il risultato della Lega. Che è tutt’altro che esaltante. Nelle grandi città non sfonda, a Milano arretra, a Torino non mette a frutto il buon lavoro del governatore Cota, a Bologna supera il 10 per cento ma gli obiettivi “veri”, cioè arrivare al ballottaggio e – forse soprattutto – superare il Pdl come era successo in Veneto, sono stati mancati. Clamoroso è poi il risultato di Gallarate, dove il Carroccio è sceso in campo contro Pd e Pdl con un nome di un certo peso ...
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02apr 11
Il costituzionalista Michele Ainis ha lasciato la Stampa per il Corriere della Sera con un editoriale (pubblicato ieri, titolo «La deriva pericolosa») in cui imputa questa deriva rissosa al «mancato ricambio delle classi dirigenti» politiche: salvo poi intonare il peana dell’ottantaseienne Giorgio Napolitano, «protagonista suo malgrado» per svelenire il clima. Esordio zoppicante per il professor Ainis. La Stampa comunque si consola con l’ingaggio del carissimo amico e collega Andrea Tornielli, mio compagno di banco al Giornale fino all’altro giorno, numero 1 dei vaticanisti italiani e scrittore prolifico (da Rizzoli è appena uscito il suo ultimo libro, «La fragile concordia», sui ...
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22mar 11
Dopo tre giorni di guerra, il nostro governo ha chiesto una correzione di rotta nella missione militare in Libia: cambio di guida, intervento Nato, rispetto rigoroso dei limiti imposti dall’Onu, assistenza ai civili. Berlusconi (qui la mia cronaca del discorso di ieri sera) assicura che i nostri aerei militari non bombarderanno mentre il ministro Frattini ipotizza un comando separato italiano per le basi. Le ipocrisie degli alleati stanno venendo a galla una dopo l’altra mentre è sempre più chiaro che l’Italia ha soltanto da perdere in un conflitto del genere: Lampedusa scoppia, i nostri interessi economici sono in grave rischio, ...
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04feb 11
Calma, amici catastrofisti che esultate per l’altolà del presidente Napolitano al federalismo. E calma anche per quanti criticano l’intervento del Colle. La mossa del Quirinale è formalmente ineccepibile; per rendersene conto basta leggere il testo della legge che delega il governo a emanare i decreti sul federalismo (legge 5 marzo 2009 n. 42, consultabile qui). In sintesi: la legge prevede che l’esecutivo ottenga una serie di pareri (tutti consultivi, nessuno vincolante) di varie commissioni parlamentari, compresa la Bicamerale costituita ad hoc. Il voto di ieri non è un voto a favore, ma ciò non ferma l’iter del provvedimento. La legge ...
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