«Cercavano la felicità…»

Davanti alla strage di migranti nel Mediterraneo non si può prescindere da queste parole di Papa Francesco: «Cercavano la felicità». Una frase secca, che non ha bisogno di essere interpretata perché dice una verità evidente. Le migliaia di disperati che fuggono dall’Africa e dal Medio Oriente sono disposti a morire perché non hanno nulla da perdere. Cercano un futuro migliore perché nei loro Paesi il futuro non c’è. «Cercavano la felicità»: la cercavano come la cerchiamo noi, come la cerca ogni persona al mondo. La felicità non è appena un po’ di benessere; è una vita degna, rispettata, e carica del […]

  

Stragi in mare, e le colpe degli scafisti?

L’ultima ecatombe di migranti nel Mediterraneo ha riacceso le polemiche sulla gestione degli sbarchi. E ha riaperto molte ferite mai cicatrizzate. Ci sono le colpe delle istituzioni italiane, che non prestano soccorso efficace ai disperati dopo aver chiuso l’operazione Mare Nostrum. Ci sono le colpe dell’Unione Europea, che con il programma Triton sostanzialmente sorvola sul problema non avendo risorse finanziarie sufficienti. Ci sono le colpe dei Paesi che non si affacciano sul Mediterraneo e quindi non sono direttamente interessati dagli sbarchi, i quali rifiutano di farsi carico del fenomeno. Ci sono le colpe di chi alimenta un clima ostile agli sbarchi. Ci […]

  

Se gli italiani rifiutano il lavoro

L’articolo che ho pubblicato sul Giornale di domenica 6 (potete leggerlo qui) ha provocato moltissime polemiche, segno che ha colpito un nervo scoperto. Un’albergatrice di Lignano Sabbiadoro denunciava il fatto che molti italiani rifiutano il lavoro di cameriere al punto da essere costretta ad assumere personale albanese. La struttura applica i contratti in vigore, che prevedono orari e turni, ma gli italiani – a differenza degli stranieri – volevano un giorno di riposo fisso (per esempio il sabato o la domenica), oppure avrebbero accettato le condizioni di assunzione a patto di uno stipendio sensibilmente più alto. Gli stipendi medi nel settore […]

  

Mare nostrum o degli scafisti?

Arriva l’estate, torna il bello stabile sul Mediterraneo e si ricomincia a contare gli sbarchi dei disperati non più a decine, ma a migliaia. Negli ultimi sei mesi dell’operazione Mare nostrum sono stati soccorse oltre 12mila persone, quasi tutte recuperate dalle navi della nostra Marina militare. I costi a carico della Difesa variano dai 12 ai 14 milioni di euro ogni mese, a seconda dei mezzi impegnati e del tipo di intervento. Il flusso principale, dicono le statistiche, non è più formato dalla gente che cerca lavoro ma dai richiedenti asilo. Migliaia di persone in fuga dalle guerre e dalle […]

  

La tragedia cinese e l’ipocrisia italiana

Le grate: nel capannone clandestino cinese andato a fuoco a Prato le grate erano state montate per evitare che i lavoratori fuggissero dalla schiavitù. Sono state la loro condanna a morte. Sfruttamento, povertà, morte. Consiglio la lettura di questo bell’articolo che guarda alla tragedia con compassione ma senza ipocrisie. Gli immigrati clandestini che conosciamo hanno le facce dei disperati di Lampedusa, ma anche i volti fantasma di migliaia di cinesi arrivati chissà come ma accolti da gruppi organizzati che li riducono in schiavitù. I laboratori tessili di Prato – ma ce ne sono in tutte le periferie d’Italia – sono […]

  

La lezione di Papa Francesco a Lampedusa

Le immagini di Papa Francesco a Lampedusa colpiscono. Ma sarebbe un errore ridurle al buonismo pro-immigrati, com’è un errore (che comincia a diffondersi) ridurre la predicazione di Jorge Mario Bergoglio a un generico pauperismo o alla riedizione del vecchio adagio che per i cristiani «il denaro è lo sterco del demonio». La lezione del pontefice è che l’altro è un valore, è un bene, una risorsa, non un avversario da combattere e possibilmente eliminare. È impossibile ridurre l’altro a zero. Il papa non ha condannato le politiche che, giustamente, hanno cercato di fermare o limitare la tratta dei nuovi schiavi, […]

  

Ministro Kyenge, stiamo ai fatti

Di problemi migratori non si parlava da due anni, dai tempi degli sbarchi massicci dal Nordafrica percosso dalle rivolte della «primavera araba». Ora il neo ministro Cécile Kyenge ha riaperto una discussione che non si sta sviluppando serenamente. Io eviterei le ideologizzazioni tipo «buonismo contro rigore» e starei ai fatti. Più il governo sarà pragmatico, più efficace sarà la sua azione. La crisi economica ha profondamente modificato il fenomeno migratorio. L’emergenza sbarchi è notevolmente ridimensionata rispetto a qualche anno fa, e così pure la presenza di clandestini. Viceversa va gestito un fenomeno più consistente rispetto al passato, cioè il numero […]

  

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