La vendetta dei ballottaggi

Il comportamento degli elettori italiani al ballottaggio è l’ultimo esempio dell’avvicinamento di Matteo Renzi a Silvio Berlusconi, almeno nell’immagine presso gli elettori. Quando il Cav era sulla breccia, se un candidato del centrodestra arrivava al ballottaggio (soprattutto se in testa) finiva spesso bocciato al secondo turno perché tutti gli altri si coalizzavano contro di lui. «Chiunque è meglio di un berlusconiano», era la parola d’ordine che circolava pressoché scontata. Oggi accade l’opposto: sempre più spesso la «conventio ad excludendum» colpisce il Pd renziano. Se n’era avuta un’avvisaglia a Parma quando i moderati preferirono votare il grillino Pizzarotti piuttosto che il piddino […]

  

Grillo dimezzato in due mesi

Prendiamo i numeri, i freddi numeri. In Friuli Venezia Giulia alle politiche il Movimento 5 Stelle aveva preso 196.218 voti (alla Camera): alle regionali di domenica e lunedì gliene sono rimasti 103.133. Quasi dimezzato (-48%). Altro dato dall’estremo Nordest, area tra le più in crisi del Paese e che per questo più di altre era finita a ingrossare le file grilline: i voti di lista sono la metà di quelli ottenuti dal candidato presidente. Ulteriore dato: alle Quirinarie dello scorso 15 aprile per designare il candidato al Colle del M5S hanno partecipato circa 28.000 militanti su 48.292 aventi diritto. Anche […]

  

Bersani-Monti, tutto deciso

Cresce il numero di candidati nella lista Monti che non voteranno il “loro” Gabriele Albertini come presidente della Lombardia, ma il candidato del Pd, Umberto Ambrosoli. La pietra nello stagno era stata gettata da Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai e capolista dei “montiani” alla Camera in Lombardia. Ieri le file si sono notevolmente ingrossate. Voto disgiunto: Ambrosoli in regione, Scelta civica in Parlamento. Il povero Albertini incassa in silenzio la figuraccia e si “accontenta” del posto garantito in Senato. Mario Monti pare sia seccato di queste novità, dice di essere danneggiato perché il voto disgiunto è un “suicidio politico“. […]

  

Il Cav ha trovato uno con il «quid»: Maroni

Se Silvio Berlusconi cercava un politico con il «quid» (che non trovava in Angelino Alfano), ha trovato pane per i suoi denti. Roberto Maroni sta giocando pesante. Sta tenendo testa al Cavaliere e ormai è quasi sicuro che rifiuterà un accordo elettorale con il Pdl. Il che significa agevolare la vittoria del centrosinistra alle politiche (senza il blocco Pdl-Lega sarà più facile per la coalizione Pd-Sel ottenere il premio di maggioranza nei collegi senatoriali lombardi) e probabilmente anche alle regionali perché, al momento, né Maroni né Albertini (o chi per lui, Gelmini, Romani, altri ancora) sembrano avere più voti di […]

  

I conti del Cav senza l’oste padano

Una settimana fa Roberto Maroni esultava per la svolta anti-Monti di Silvio Berlusconi. Su Twitter e Facebook si leggono ancora i suoi messaggi tipo “forza Silvio“. Oggi, accanto all’ennesima svolta del Cavaliere, registriamo anche il contorsionismo maroniano. Che ridà fiato a quanti considerano la Lega un alleato inaffidabile per il Pdl. La correzione di tiro è dovuta alla durissima reazione della base contro il Cavaliere raccolta e rilanciata da due colonnelli di Maroni molto sensibili agli umori dell’elettorato padano, cioè Matteo Salvini e Flavio Tosi. Il ragionamento è semplice: Berlusconi ha sostenuto per un anno Monti, ora non può venire […]

  

La spallata di Silvio

Se l’è presa con la Merkel, Sarkozy, Monti, Equitalia, coloro che ci portarono nell’euro, la magistratocrazia, gli ex alleati che gli hanno impedito di modernizzare il Paese, la Costituzione retrograda. L’unico errore che ha riconosciuto è di non essere riuscito a convincere gli italiani a dargli il 51 per cento. Ha confermato che resterà sul proscenio politico pur non candidandosi più a premier. Silvio Berlusconi è tornato all’attacco. Chi è interessato può trovare qui il mio resoconto della lunga conferenza stampa di ieri a Villa Gernetto pubblicato sul Giornale. C’era un convitato di pietra, ieri pomeriggio: il Pdl. L’unico soggetto […]

  

Un passo indietro e tre avanti

Qualcosa si muove anche nel centrodestra. Sull’orlo dell’abisso (cioè del disfacimento del partito) Silvio Berlusconi annuncia che potrebbe non candidarsi per favorire un accordo tra moderati, cioè con l’Udc. Dice che lo fa per impedire la vittoria della sinistra, cioè lo stesso motivo che lo indusse a scendere in campo nel 1994. Mosse diverse in vista del medesimo obiettivo. Per dare prova che le sue intenzioni sono serie, Berlusconi accetta non solo la pregiudiziale di Pierferdinando Casini (cioè che si farà da parte) ma soprattutto l’appoggio all’eventuale riconferma di Mario Monti a Palazzo Chigi. Monti è un generale senza truppe, […]

  

Quando la Finanza nelle regioni rosse?

Apprendo dall’agenzia Ansa che “un gruppo di uomini della Guardia di finanza è in queste ore negli uffici dei gruppi politici del Consiglio regionale del Piemonte per acquisire documentazione relativa alle spese degli stessi gruppi. L’acquisizione avviene nell’ambito di un’indagine conoscitiva avviata nei giorni scorsi dalla Procura di Torino“. Prosegue la notizia, data giustamente con il massimo risalto dall’Ansa: “L’acquisizione dei documenti sta avvenendo negli uffici di tutti i gruppi consiliari e – da quanto si è saputo – riguarda le spese sostenute dai gruppi a partire dal primo gennaio 2008. Nell’operazione sono impegnati gli uomini del Nucleo di Polizia […]

  

Le ragioni dell’«euroregione»

L’«euroregione» del Nord ha fatto capolino tra i temi di discussione politica. Due nomi tra tutti ne stanno facendo una bandiera: Roberto Maroni e Roberto Formigoni. Per il segretario della Lega è il modo per superare le utopie secessioniste del Nord; per il presidente lombardo, che preferisce chiamarla «macroregione» e ha trovato sponde nei governatori di Piemonte e Friuli Venezia Giulia, è un argomento per uscire dalle secche delle vicende giudiziarie. Ho ascoltato sabato sera il dibattito alla Berghem fest di Alzano Lombardo tra Maroni e Vittorio Feltri (qui il resoconto che ho scritto per il Giornale): l’euroregione è stato […]

  

La scossa del presidentissimo

Il Pdl ha giocato la sua carta: riforma istituzionale sul modello del presidenzialismo francese. Silvio Berlusconi e Angelino Alfano hanno lanciato la proposta che smuove lo stagno della politica italiana. È la migliore? Non so. Per il momento è l’unica con cui misurarsi. Ed è il segno che la politica, cioè il lavoro per il bene comune, non ha ancora abdicato in questo Paese. Come funziona questo sistema, lo si è visto poche settimane fa. I partiti non sono obbligati a stringere alleanze preventive, modello che sta alla base della nostra attuale legge elettorale. Chi ha fiato corre, e i […]

  

Lega, repulisti ed epurazioni

Ringrazio di cuore gli amici del blog che mi hanno fatto gli auguri pasquali e ricambio con simpatia (secondo la liturgia di Santa Madre Chiesa la festa di Pasqua si prolunga per gli otto giorni successivi, cioè l’Ottava). Aggiungo una considerazione sul caos in cui è precipitata la Lega. Non mi baso sulla fisiognomica nemmeno per giudicare Francesco Belsito, Renzo Bossi e Rosi Mauro, benché Lombroso avrebbe avuto di che studiare. Non tutti i nostri politici hanno prestigiosi curriculum alle spalle, e forse anche il Trota col tempo avrebbe combinato qualcosa di buono. Non so, e a questo punto non lo […]

  

Tocca a Maroni

Umberto Bossi ha lasciato il partito quattro mesi dopo che Silvio Berlusconi ha lasciato il governo. In post precedenti avevo sottolineato il paradosso di un partito – la Lega Nord – che avrebbe dovuto trarre i maggiori vantaggi dall’opposizione al tecnogoverno delle tasse e si trova invece in crescenti difficoltà. Sembra addirittura più in crisi il Carroccio che il Pd/Margherita, il cui ex tesoriere Luigi Lusi (stando alle accuse dei pm) ne ha combinate molte più di Francesco Belsito: più denaro sottratto, più spreco, più sfarzo, più faccia tosta. Dopo Scajola, Bersani (con Penati) e Rutelli (Lusi), anche Bossi è […]

  

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