La vendetta dei ballottaggi

Il comportamento degli elettori italiani al ballottaggio è l’ultimo esempio dell’avvicinamento di Matteo Renzi a Silvio Berlusconi, almeno nell’immagine presso gli elettori. Quando il Cav era sulla breccia, se un candidato del centrodestra arrivava al ballottaggio (soprattutto se in testa) finiva spesso bocciato al secondo turno perché tutti gli altri si coalizzavano contro di lui. «Chiunque è meglio di un berlusconiano», era la parola d’ordine che circolava pressoché scontata. Oggi accade l’opposto: sempre più spesso la «conventio ad excludendum» colpisce il Pd renziano. Se n’era avuta un’avvisaglia a Parma quando i moderati preferirono votare il grillino Pizzarotti piuttosto che il piddino […]

  

Se si votasse domani vincerebbe Renzi

Ieri sera, durante il programma Virus di Nicola Porro, è stato presentato un interessantissimo sondaggio di Euromedia Research che ha ipotizzato la composizione del Parlamento se si votasse con l’ultima versione dell’Italicum in base alle intenzioni di voto attuali. Vincerebbe il Pd di Matteo Renzi. Sparirebbero i partiti minori e in Parlamento entrerebbero soltanto Pd, Cinque Stelle e Forza Italia. Come si giunge a questa composizione? Al primo turno nessuno, né partito né coalizione, raggiungerebbe il fatidico 37% che garantisce il premio di maggioranza senza ballottaggio. Il Pd è quotato al 28,5% che, con l’aggiunta dei partiti di sinistra, porterebbe […]

  

L’Imu val bene le larghe intese?

“Parigi val bene una messa”, disse Enrico IV che si convertì al cattolicesimo per ottenere il trono di Francia. Ebbene, l’Imu val bene le larghe intese? Lo pongo ai lettori del blog come interrogativo per conoscere la loro opinione sul tema che – guai giudiziari del Cavaliere a parte – ci accompagnerà fino alla fine del mese. E che potrebbe anche fare cadere il governo Letta. L’abolizione dell’Imu sulla prima casa è stato l’argomento con il quale il Pdl ha sfiorato una clamorosa rimonta elettorale. La profonda revisione della tassa più odiata dagli italiani è uno dei pilastri sul quale […]

  

Aggrappati a Napolitano

Chissà che cosa sarebbe successo se la Corte di Cassazione avesse toccato la sentenza di Milano. Avrei voluto vedere i soloni che predicano «le sentenze si rispettano», i giornali che della demolizione di Silvio Berlusconi hanno fatto l’unica ragione di sostentamento, gli avversari politici che – con dolori addominali sempre più forti – governano con il Pdl, e anche gli avversari che non governano ma che hanno bisogno del Cav per dire «votate noi perché non siamo come lui». Si sarebbe scatenata una canea contro i giudici piegati alla ragione di stato, contro il potere di ricatto di Berlusconi, eccetera. […]

  

Letta, Alfano, la politica e le politiche

Sì alle politiche (intese come azioni di governo), uno stop alla politica (cioè alla sottolineatura delle identità di partito). E’ su questa base, presa a prestito da Beniamino Andreatta, che Enrico Letta tenta la strada stretta del governo di larghe intese. Per un governo che tiene assieme due partiti che si contrappongono da vent’anni più un soggetto nato da poco e ancora gracilino, l’unico modo per tirare avanti è puntare sulle cose da fare (sarebbe meglio su quelle già fatte, che sono ancora pochine a 15 giorni dalla fiducia). Sulle politiche, per dirla con Letta. Nell’abbazia di Spineto il premier […]

  

Grillo dimezzato in due mesi

Prendiamo i numeri, i freddi numeri. In Friuli Venezia Giulia alle politiche il Movimento 5 Stelle aveva preso 196.218 voti (alla Camera): alle regionali di domenica e lunedì gliene sono rimasti 103.133. Quasi dimezzato (-48%). Altro dato dall’estremo Nordest, area tra le più in crisi del Paese e che per questo più di altre era finita a ingrossare le file grilline: i voti di lista sono la metà di quelli ottenuti dal candidato presidente. Ulteriore dato: alle Quirinarie dello scorso 15 aprile per designare il candidato al Colle del M5S hanno partecipato circa 28.000 militanti su 48.292 aventi diritto. Anche […]

  

Il ritorno di Renzi: era ora

Sul Corriere della Sera di questa mattina Aldo Cazzullo intervista Matteo Renzi. Il titolo è eloquente: “Bersani si è fatto umiliare da quegli arroganti di M5S, ora patto con il Pdl o urne“. Anche il sottotitolo è una citazione del sindaco di Firenze: “Basta vivacchiare, bisogna avere le idee chiare”. Occhiello: “In sei mesi si può cambiare la legge elettorale e anche abolire le province”. Bastano le prime parole dell’intervista per capire che finalmente anche a sinistra c’è qualcuno che non vuole più restare impantanato nella palude dei veti e dei personalismi: “Pensiamo a cos’è successo nel mondo dal 25 […]

  

E adesso mettetevi al lavoro

I Cinque stelle sono il primo partito alla Camera ma il premio di maggioranza è andato a Pd-Sel. Il Pd è il primo partito al Senato ma la maggioranza relativa va a Pdl-Lega. Silvio Berlusconi era dato per spacciato e invece ha smacchiato un Pierluigi Bersani che farebbe meglio a imparare come si pettinano le bambole. La gioiosa macchina da guerra della sinistra è avanti per meno di 50mila voti. Fini è sparito, Casini quasi, Mario Monti fa quasi tenerezza. La sinistra estrema e giustizialista è stata fagocitata da Grillo, ed è una curiosa eterogenesi dei fini per i vari […]

  

Domande ai leader/3 Che fare senza maggioranza?

Lo scandalo Montepaschi sta facendo precipitare il Pd nei sondaggi. Una parte dell’elettorato lascia Bersani a favore di Grillo, mentre una quota di astensionisti delusi dal centrodestra si riavvicina al Pdl. La seriosa macchina da guerra democratica è in crisi e Bersani si sta impegnando a fondo, e con successo, per perdere un consenso che sembrava consolidato. Al momento, comunque, lo scenario più probabile rimane che Pd-Sel non riescano ad avere la maggioranza  al Senato, dove l’odiato Porcellum regala premi su base regionale. A Palazzo Madama le proiezioni assegnano a Bersani tra i 140 e i 145 seggi su una maggioranza […]

  

Domanda ai leader/2 Taglierete il debito pubblico?

Più che sulle schermaglie tattiche, mi interessa insistere sui temi della campagna elettorale. Dopo aver posto la questione della spesa pubblica parliamo del debito, il cui abbattimento è stata una delle emergenze (assieme allo spread) che ha portato Mario Monti a Palazzo Chigi. Ricordate? Le sue manovre salva-Italia avevano come scopo quello di «mettere i conti in sicurezza» e garantire i mercati circa la capacità dell’Italia di onorare – e possibilmente ridurre – la montagna del proprio debito pubblico. Queste manovre condotte più sul lato delle entrate (tasse) che dei tagli alla spesa (risparmi) hanno accelerato la recessione economica: calo […]

  

Il Cav ha trovato uno con il «quid»: Maroni

Se Silvio Berlusconi cercava un politico con il «quid» (che non trovava in Angelino Alfano), ha trovato pane per i suoi denti. Roberto Maroni sta giocando pesante. Sta tenendo testa al Cavaliere e ormai è quasi sicuro che rifiuterà un accordo elettorale con il Pdl. Il che significa agevolare la vittoria del centrosinistra alle politiche (senza il blocco Pdl-Lega sarà più facile per la coalizione Pd-Sel ottenere il premio di maggioranza nei collegi senatoriali lombardi) e probabilmente anche alle regionali perché, al momento, né Maroni né Albertini (o chi per lui, Gelmini, Romani, altri ancora) sembrano avere più voti di […]

  

Né il Cav né Bersani: lo spread vuole Monti

Non si sentiva la mancanza dello spread, il manganello agitato al momento giusto per avvertire i ribelli. E’ tornato a salire, evocato da Mario Monti mentre annunciava a un incredulo Giorgio Napolitano che sta per fare le valigie da Palazzo Chigi. Eppure basta fare una semplice ricerca sul web per verificare che – in quest’anno di governo tecnico – il famigerato spread ha galleggiato mediamente su livelli più alti degli attuali, superando addirittura i 500 punti-base agli inizi di agosto. Ergo, se davvero lo spread fosse l’unica unità di misura della salute di un Paese, il professor Monti avrebbe dovuto […]

  

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