L’Italia dei leader extraparlamentari

Berlusconi, Grillo, Renzi, Vendola, Maroni: che cosa hanno in comune questi personaggi oltre a essere i leader dei rispettivi partiti? Nessuno di loro siede in Parlamento. Il Cavaliere è stato appena cacciato, il pregiudicato a cinque stelle (condanna definitiva per omicidio colposo) non può mettervi piede, il rottamatore non si è ancora candidato, gli altri due hanno preferito fare politica territoriale. Fatto sta che i capi dei cinque maggiori partiti sono extraparlamentari. Gli unici leader con uno scranno alle Camere guidano formazioni minori: Casini, Monti, la Meloni, Alfano. È il paradosso cui giunge il clima anticasta, con la delegittimazione del […]

  

Bersani-Monti, tutto deciso

Cresce il numero di candidati nella lista Monti che non voteranno il “loro” Gabriele Albertini come presidente della Lombardia, ma il candidato del Pd, Umberto Ambrosoli. La pietra nello stagno era stata gettata da Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai e capolista dei “montiani” alla Camera in Lombardia. Ieri le file si sono notevolmente ingrossate. Voto disgiunto: Ambrosoli in regione, Scelta civica in Parlamento. Il povero Albertini incassa in silenzio la figuraccia e si “accontenta” del posto garantito in Senato. Mario Monti pare sia seccato di queste novità, dice di essere danneggiato perché il voto disgiunto è un “suicidio politico“. […]

  

Il Cav ha trovato uno con il «quid»: Maroni

Se Silvio Berlusconi cercava un politico con il «quid» (che non trovava in Angelino Alfano), ha trovato pane per i suoi denti. Roberto Maroni sta giocando pesante. Sta tenendo testa al Cavaliere e ormai è quasi sicuro che rifiuterà un accordo elettorale con il Pdl. Il che significa agevolare la vittoria del centrosinistra alle politiche (senza il blocco Pdl-Lega sarà più facile per la coalizione Pd-Sel ottenere il premio di maggioranza nei collegi senatoriali lombardi) e probabilmente anche alle regionali perché, al momento, né Maroni né Albertini (o chi per lui, Gelmini, Romani, altri ancora) sembrano avere più voti di […]

  

I conti del Cav senza l’oste padano

Una settimana fa Roberto Maroni esultava per la svolta anti-Monti di Silvio Berlusconi. Su Twitter e Facebook si leggono ancora i suoi messaggi tipo “forza Silvio“. Oggi, accanto all’ennesima svolta del Cavaliere, registriamo anche il contorsionismo maroniano. Che ridà fiato a quanti considerano la Lega un alleato inaffidabile per il Pdl. La correzione di tiro è dovuta alla durissima reazione della base contro il Cavaliere raccolta e rilanciata da due colonnelli di Maroni molto sensibili agli umori dell’elettorato padano, cioè Matteo Salvini e Flavio Tosi. Il ragionamento è semplice: Berlusconi ha sostenuto per un anno Monti, ora non può venire […]

  

Le ragioni dell’«euroregione»

L’«euroregione» del Nord ha fatto capolino tra i temi di discussione politica. Due nomi tra tutti ne stanno facendo una bandiera: Roberto Maroni e Roberto Formigoni. Per il segretario della Lega è il modo per superare le utopie secessioniste del Nord; per il presidente lombardo, che preferisce chiamarla «macroregione» e ha trovato sponde nei governatori di Piemonte e Friuli Venezia Giulia, è un argomento per uscire dalle secche delle vicende giudiziarie. Ho ascoltato sabato sera il dibattito alla Berghem fest di Alzano Lombardo tra Maroni e Vittorio Feltri (qui il resoconto che ho scritto per il Giornale): l’euroregione è stato […]

  

Lega, repulisti ed epurazioni

Ringrazio di cuore gli amici del blog che mi hanno fatto gli auguri pasquali e ricambio con simpatia (secondo la liturgia di Santa Madre Chiesa la festa di Pasqua si prolunga per gli otto giorni successivi, cioè l’Ottava). Aggiungo una considerazione sul caos in cui è precipitata la Lega. Non mi baso sulla fisiognomica nemmeno per giudicare Francesco Belsito, Renzo Bossi e Rosi Mauro, benché Lombroso avrebbe avuto di che studiare. Non tutti i nostri politici hanno prestigiosi curriculum alle spalle, e forse anche il Trota col tempo avrebbe combinato qualcosa di buono. Non so, e a questo punto non lo […]

  

Tocca a Maroni

Umberto Bossi ha lasciato il partito quattro mesi dopo che Silvio Berlusconi ha lasciato il governo. In post precedenti avevo sottolineato il paradosso di un partito – la Lega Nord – che avrebbe dovuto trarre i maggiori vantaggi dall’opposizione al tecnogoverno delle tasse e si trova invece in crescenti difficoltà. Sembra addirittura più in crisi il Carroccio che il Pd/Margherita, il cui ex tesoriere Luigi Lusi (stando alle accuse dei pm) ne ha combinate molte più di Francesco Belsito: più denaro sottratto, più spreco, più sfarzo, più faccia tosta. Dopo Scajola, Bersani (con Penati) e Rutelli (Lusi), anche Bossi è […]

  

La Lega garantista (ma solo con se stessa)

Sorprendente svolta garantista della Lega Nord. Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia indagato per corruzione, non si dimette, almeno per ora: è il verdetto emesso da Umberto Bossi. «Ti dimetti quando lo dico io»: queste le parole del Senatùr. Si tratta di una metamorfosi: la Lega è prevalentemente un partito giustizialista. I padani sventolarono il cappio a Montecitorio ai tempi di Mani pulite. Chiedono dimissioni a chi riceva un avviso di garanzia. Non fanno sconti nemmeno agli alleati – circostanza che depone a favore della loro coerenza – come dimostra il recente tentativo di Roberto Maroni di favorire […]

  

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