21lug 07
Fumi come…
Noterella da Istanbul. Ma quanto fumano le turche? Nei ristoranti, per strada, una sigaretta via l’altra, molto più degli uomini, che sembrano aver perso il primato, proprio qui nella Turchia, da sempre grande produttrice di tabacco. Le donne (ovviamente solo quelle laiche, senza velo) ci danno dentro alla grande anche con il narghilé. Un tempo si diceva: fumi come un turco, lo cambiaremo in: fumi come una turca?

I turchi fumano tanto e le turche fumano tanto, forse di più rispetto agli anni passati! E poi se non fumi, sei tu il diverso. Questo è quello che ho potuto constatare nelle mie permanenze, ormai non li chiamo più viaggi, in Turchia, in particolare Istanbul, Ankara, Eskisehir, Izmir, Denizli, Antalya, ovviamente mi riferisco a gruppi di giovani, turchi e turche, con un buono standard di vita, che potremmo facilmente e banalmente definire “all’occidentale”…una precisione anche per altri post, l’avanzata islamica se esci un po’ dalle solite città si sente, eccome…l’ho sperimentato!
fumare come un turco? le donne si stanno rpendendo la rivincita sui maschietti facendosi venire un cancro? bella rivincita. a me pare che efefttivamente questo sia un segnale di voluta agognata libertà, ma se Erdogan riesce nel suo intento, altro che le sigarette dovranno abbandonare le donne.
Graziosa davvero l’iniziativa di rappresentare pennellate di colore turco nel blog!
Quanto al merito, sarebbe il caso di ricordare che l’apparente contraddizione nei costumi rappresenta da sempre un alto valore aggiunto per il turismo. Se la Turchia vuole entrare in Europa farebbe bene a non eliminarlo.
Luigi
Non e’ noterella da poco. La sigaretta tra le dita e gli abiti europei connotano da piu’ di un secolo la donna turca propensa a occidentalizzarsi (batılaşmak dicono qui), esattamente come sulle copertine delle riviste femminili dalla Belle Epoque in poi. İl fatto e’ che oggi si puo’ facilmente essere occidentali nella forma e profondamente anti-occidentali nella sostanza. Come lo sono buona parte, anche se non tutti, di coloro che hanno votato AKP. Ma questo ci porterebbe lontano, e commentare le elezioni turche, e gli articoli di Foa acuti anche se non sempre condivisibili, su di una tastiera con font turche in un İnternet cafe di İstanbul e’ impresa troppo ardua.
Mi sembra che dai risultati di queste elezioni l’avanzata islamista sia davvero inarrestabile: nella nuova Turchia niente fumo per le donne , separazione dei sessi e niente musica strumentale (solo anasheed con voce maschile e percussioni). Complimenti per il blog.
Aldo
Ad Andrea non posso che rispondere con una risata compiaciuta, ricordando ai lettori, che Andrea è quel Tornielli, straordinario vaticanista e brillante autore dell’altro blog del Giornale Sacri Palazzi (leggetelo! Ne val la pena). Tocqueville ha ragione: il fumo è un segnale di libertà. Le novità nella Turchia di oggi sono due: la prima è che le donne fumano molto di più rispetto a qualche anno fa (da qui il mio post). Il secondo: è che se l’avanzata islamica continua, nessuna donna fumerà più…
Potrebbe sembrare stupido, ma credo che un vizio simile sia un “buon” segno. In particolar modo se a coltivarlo sono le donne in un paese come la Turchia. Il fumo non è forse un piccolo segno di emancipazione? Che una donna fumi liberamente, e o “occidentalmente” in pubblico (aggiungo anche senza remore) fa parte di quei piccoli gesti che fanno capire che di una società così chiusa non si tratta. …ovviamente il tutto a discapito dei polmoni…
“Eccesso di fumo femminile, percentuale di donne fumanti al di sopra di ogni ragionevole soglia, rischio per la salute pubblica…”. Potrebbe essere un nuovo paletto che la Ue mette alla Turchia per renderne più difficile l’ingresso in Europa. Quanto a cambiare il proverbio, procederei con i piedi di piombo: anche se sta scomparendo, da noi “la turca” evoca altre situazioni…
Buon lavoro e buona domenica.
andrea