Tra le tante impressioni di questi giorni a Istanbul, una mi ha colpito particolarmente. Ne parlo nella mia analisi di oggi sul Giornale. Erdogan ieri sera ha salutato la folla al grido di :”Allah è il nostro amore e ci aiuterà”. Nei Paesi occidentali non sono inconsueti riferimenti religiosi da parte di presidente e primi ministri: “Dio salvi la regina”, “Dio protegga la nostra patria”, eccetera; ma nella laicissima Turchia no. Erdogan ha rotto un tabù ed è significativo che pochi nell’opinione pubblica lo abbiano rilevato. Invocare la gloria di Allah sta diventando normale anche qui, a dispetto del secolarismo sancito dalla Costituzione.