La stampa anglosassone continua a dar fiducia a Erdogan. Vedono solo una faccia della medaglia: quella del riformista che in economia applica le ricette del Fmi. Anche diversi turchi laici rifiutano di credere che il loro Paese sia a rischio. Ieri la nostra brava collaboratrice da Ankara, Marta Ottaviani, che parla il turco, intervistata da una tv locale ha detto, giustamente, che con questo voto la Turchia è destinata a diventare sempre più islamica. Il giornalista l’ha presa come un’offesa personale. Lui, come molti, preferisce non vedere la realtà, preferisce accontentantarsi delle assicurazioni formali di Erdogan. Ma negli scorsi cinque anni il premier islamico ha islamizzato con successo buona parte della società e dopo questa travolgente vittoria elettorale il processo verrà accelerato. La Shaaria non è certo per domani, ma l’erosione delle fondamenta della Turchia secolare è costante e ben pianificata. Nulla è lasciato al caso. Quando anche i turchi laici garantisti e certa stampa internazionale se ne renderanno conto sarà troppo tardi.