La notizia è riportata da una fonte molto attendibile, Reporters sans frontières l’associazione che difende la libertà di stampa nel mondo. Tre giornalisti iraniani sono stati condannati a morte dal lo scorso 16 luglio dal Tribunale della Rivoluzione
di Marivan (nel Kurdistan iraniano), Adnan Hassanpour lavorava per il settimanale Asu, la cui diffusione è stata bloccata, nel mese di agosto 2005, dal ministero della Cultura e dell’Orientamento islamico iraniano. La rivista si occupava spesso di questioni sensibili legate al Kurdistan iraniano. Adnan Hassanpour è stato accusato e condannato per “attentato alla sicurezza dello Stato” e “spionaggio”. E’ stato inoltre punito per i suoi contatti con alcuni media basati all’estero, come ad esempio « Voice of America ». Anche Hiwa Boutimar, collaboratore del settimanale Asu e membro attivo della ONG Sabzchia, è stato condannato alla pena capitale. La loro colpa? Criticare il regime del presidente iraniano Ahmadinejahd.
Reporters sans frontiers segnala che “con 8 giornalisti attualmente in carcere, l’Iran è oggi la più grande prigione per i professionisti dell’informazione del Medio-Oriente, e uno dei 10 paesi più repressivi in materia di libertà di stampa del mondo”.