Mentre in Russia si accentua la repressione in stile sovietico, ed entra in vigore la legge contro l’estremismo politico che consentirà al Cremlino di eliminare qualunque partito o movimento ostile, ci si interroga sempre più sul futuro di Putin. A marzo 2008 dovrà lasciare la presidenza, in quanto la Costituzione non permette tre mandati consecutivi, ma pochi credono che sia davvero disposto ad uscire di scena. E allora fioriscono l’ipotesi sul suo futuro. la prima prevede l’elezione al Cremlino di un “uomo di paglia” disposto a dimettersi tra un paio di anni o comunque a restare in carica solo 4 anni: interrotta la continuità, Putin potrebbe essere rieletto. La seconda riguarda la possibile creazione di un superstato, frutto dell’unione tra Russia e Bielorussia, di cui Vladimir diventerebbe presidente; ma il dittatore di Minsk Lukashenko punta i piedi e il progetto stenta a decollare. La terza è di poche ore fa: il quotidiano “Gazeta” scrive che Putin potrebbe continuare a guidare di fatto la Russia da un’altra poltrona: quella di segretario di un riformato Consiglio di sicurezza in grado di controllare tutti i cosiddetti ministeri di forza. Un politologo vicinissimo a Putin, che conosco, Serghei Markov, la ritiene plausibile: il nuovo organismo svolgerebbe un ruolo di “governo parallelo”. Putin è troppo giovane per andare in pensione, troppo potente, troppo ambizioso. Prepariamoci: l’Occidente, che non lo ama più, non si libererà facilmente di Vladimir e del mondo che rappresenta.