04ago 07
Solidarietà a Don Gelmini
Non posso resistere alla tentazione di commentare un fatto di cronaca italiana per esprimere tutta la mia solidarietà a don Gelmini, un uomo di grande drittura morale che nella sua vita ha saputo dimostrare, con i fatti, che cosa significhi far del Bene agli altri. Altro che inchieste per abusi sessuali, Don Gelmini merita solo ammirazione e rispetto.

Gentile Giulio Monti, vedremo quale sarà l’esito del processo, ma da quando scrissi questo post sono emerse tante e tali testimonianze da rendere sempre meno plausibile la posizione di don Gelmini. Quando iniziai questo blog promisi di pormi ai lettori con onestà intellettuale e di riconoscere eventuali errori. Questa è un’opportunità per dimostrare la mia coerenza: su Don Gelmini molto probabilmente mi sono sbagliato.
Quanto alla Chiesa, la mia impressione è che abbia commesso troppi errori e che comunque la comunicazione della Santa Sede non sia adeguata ai tempi. E’ lenta, farraginosa, sembra incapace di capire le dinamiche moderne della comunicazione; dunque commette errori e presta il fianco a chi cerca di indebolirla. Non è vero che il Papa ha protetto sempre i preti pedofili, è vero però che a lungo il Vaticano ha dato l’impressione di voler eludere la questione. Quando le norme interne alla Chiesa sono diventate più stringenti, la svolta non è stata comunicata in modo adeguato al mondo e ai fedeli. Il prezzo che la Chiesa paga è, come lei giustamente afferma, piuttosto alto.
Salve Foa vorrei una sua opinione sul fatto che il Gelmini è stato rinviato a giudizio, sono un ex operatore sociale da anni, quando ancora non si parlava del caso alcuni ragazzi che si presentavano da me provenienti dalla omunità Incontro mi avevano confidato i rapporti torbidi a sfondo sessuale al limite della violenza psicologica che l’ex prete cercava di instaurare con loro. L’altro giorno viaggiavo in treno provenivo dal sud e c’era un prete seduto accanto a me che parlava con una signora che le chiedeva sulla pedofilia dei preti, ebbene questo le ha detto: vada a chiederlo al Papa lui per anni li ha coperti e nascosti… le battute che facevano i passeggeri che seguivano la discussione non le riporto, un vero peccato che la Chiesa abbia perduto tanta credibilità a quanto pare.Un caro saluto . Monti Giulio
Un caro saluto.
Non gliene voglio affatto, gentile Alberto. Anzi la ringrazio per questa sua pacatissima e molto corretta risposta. Mi auguro di rileggerla presto su questo blog.
La ringrazio della risposta così tempestiva. Il senso del mio commento non voleva mi creda insinuare nulla, e solo che ero curioso di sapere se il suo giudizio di apprezzamento per la “grande dirittura morale” del nostro parroco aveva subito una qualche evoluzione. Lei rimanda ogni ulteriore valutazione agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria.Va bene così, anche se viste le “testimonianze sconvolgenti” da lei pubblicate (che in verità ho letto ben prima che in questa occasione essendo le prime denunce alla magistratura del 2002)mi sarei aspettato un orientamento di giudizio più coraggioso. Non me ne voglia per ciò.
Alberto Fortini
Caro Alberto, lei legge il blog? Ho l’impressione di no altrimenti non mi accuserebbe di sicumera. Riguardo a don Gelmini non ha letto nemmeno i commenti: li ho pubblicati tutti anche le testimonianze più sconvolgenti. E ho ribadito più volte: c’è un’inchiesta in corso, chi è il vero don Gelmini? Io tratto sempre con molto rispetto chi non la pensa come me e se mi sbaglio lo ammetto. Non ho remore, peccato invece per i suoi toni insinuanti…
Lei dice :Non posso resistere alla tentazione di commentare un fatto di cronaca italiana per esprimere tutta la mia solidarietà a don Gelmini, un uomo di grande dirittura morale che nella sua vita ha saputo dimostrare, con i fatti, che cosa significhi far del Bene agli altri. Altro che inchieste per abusi sessuali, Don Gelmini merita solo ammirazione e rispetto.”
Ora io le chiedo: E’ questa la sua cifra professionale? Cioè nelle valutazioni che ci offre sulle varie questioni internazionali di cui si occupa è ispirato alla stessa apodittica sicumera?
ero tra il pubblico martedi’ per Matrix …. e silenziosamente accanto a me due ragazzotti della comunità di mulino silla che fortunatamente non mi hanno riconosciuto se no avrei litigato prima dell’inizio della trasmissione! Il pubblico non è mica scemo… prima che incominciasse la trasmissione, dava del porco al don gelmini e si discuteva sul fatto che solo nella chiesa cattolica i preti non possono sposarsi o dichiarasi felicemente gay… cosi reprimendo le loro pulsioni succedono queste drammatiche vicende. Ma volevo parlare di un paio di momenti.. du alcuni retroscena che nessuno ha visto e sentito perchè censurati e magari come dice qualcuno sono stati videoregistrati.. ci sarebbe veramente da ridere a rivederli, in uno diquesti don Vinicio Albanesi, responsabile della comunità di Capodarco si rivolge al dottor Meluzzi:
- mi scusi ma come mai non l’avete chiamata Don pierina,al gelmini, no? con tutti queste vicende…!!!
Il meluzzi va su tutte le furie a tal punto che Mentana si è dovuto mettere in mezzo tra i due…. Melulzzi come un bambino ferito con gli occhi piangenti rivolti a Mentana
- Ma come! Sta chiamando Pierina il mio padre spirituale… Mentana, ma lo sente.. certo che mi arrabbio.. la sta chiamando Pierina…
Naturalmente il bravo Don Vinicio lo aveva ben provocato e con naturalezza se la ridacchiava per la scena cosi comica….. Meluzzi sempre più incazzato gli dice:
Vorrei vedere se la chiamassimo Vinicia cosa farebbe lei.
Bhè qui viene il bello e l’inimagginabile il caro DOn V. Albanesi, come se non vedesse l’ora di una tale risposta.. gli dice:
Bhè questo non può essere
Meluzzi: e chi glielo dice?
Albanesi: portami tua sorella e poi vediamo chi te lo dice….
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
scusate ma mi sto spisciano anche adesso dalle risate…. sarà stata la tensione ma quanto abbiamo riso!
in effetti la telefonata di Bruno zanin ha creato un bel tafferuglio e aperto un argomento che andrebbe preso con le pinzette per quanto è bollente! Anche sul sttimanale Oggi in edicola al momento
ha fatto nomi e cognomi di personaggi noti e del resto ha mostrato come ci sia stata troppa indiferenza nonostante le sue costanti esortazioni a tutti i tipi di autorità di andare a mettere il naso in quelle merdose vicende che erano a sua consocenza.
Bruno è a conoscenza di molti fatti e mentre parlava.. il caro Mentana era di spalle rivolgendosi a Meluzzi con dei gesti che fanno chiaramente interpretare il “tagliare il pezzo” cosa che poi Meluzzi ha chiaramente verbalizzato…. prima dicendo che quello che a detto bruno andrebbe tagliato e se non sarebbe intervenuto Mentana nel farlo tacere… si sarebbe alzato e se ne sarebbe andato… cosi minacciava il programma… dicendo pure che sarebbe finito tutto!
poi a fatto capire che c’erano degli accordi che secondo lui non erano stati rispettati… non so cosa intendeva! Meluzzi forse non era a conoscenza della telefonata di Bruno Zanin
che ne so’..
Comunque un altra scena degna di essere raccontata dove io sono stato testimone e questa. Sempre ad una pausa mi vado a fumare una sigaretta fuori, vedo uscire con la sigaretta in mano anche don Vicio Albanesi, abbiamo parlato per qualche secondo della mia esperienza… in quel mometno si avvicina quel dentista arrogante tra noi. Anche lui si accende una sigaretta e inizia a dire ad don Albanesi che la comunità incontro e il suo metodo funziona e cazzate varie, mentre parlava si avvicinava sempre piú come un bulletto al prete e gesticolava veramente a due centimetri dalla sua faccia, don Albanesi glichiese ad alta voce di tenere le mani lontano…. risentito, d’ Annibale gli dice che non voleva mica mettergli le mani addosso…… il caro don Albanesi….. ad alta voce gli dice:
Le mani se le deve mettere in tasca…. ma non lei.. don pierino se le deve mettere in tasca.. e non fate finta di niente che queste cose si sanno da molto tempo!
Il dentista dopo essersi preso la bacchettata davanti a tutti, si avvicina nuovamente tra Albanesi e me, che in tanto che parlava mi si avvicina e dice :
“Questo non è il luogo per sputtanarlo (riferendosi a don gelmini, sapeva tutto pure lui)
il caro dentista che tra l’altro ha detto che dal 1982 era in comunità a lavorare da dentista… GRANDE CAZZATA perchè quando a Silla c’ero io, stavano ancora facendo i lavori dello studio medico situato a due passi dal centro, vicino i parcheggi.
In quel periodo quindi, circa nel 92/93, i dentisti del centro erano due ragazzi, uno di questi era bravissimo a suonare la chitarra e se non sbaglio era di udine… l’altro non ricordo.. ma di questo dott. Annibale non c’era ombra!
[...] fidate di lui e dei suoi anni di galera, c’è un intero elettorato di evasori fiscali a cui Meluzzi può strizzare l’occhio: “Con la nuova legge sul falso in bilancio, Gelmini non sarebbe mai andato in carcere!” [...]
Carissimi, il DON (come vuole che lo si chiami) oltre ad aver rubato ha anche abusato. La prima azione è già stata dimostrata dalla magistratura… Per la seconda azione, relativa alle molestie e agli abusi, bisognerà pazientare. Chi vi parla ha subito molestie esplicite dal DON ma non abusi dato che all’epoca avevo 26 anni e quindi ho reagito in malo modo. Ha tentato ben due volte al che, dopo 1 mese, me ne sono andato perché ritenevo fosse inutile continuare a vivere quella menzogna. La fortuna è stata quella di non aver subito ricatti e/o ritorsioni, come molti nella comunità, altrimenti non so come ne sarei uscito. Considerate che chi si trova nella fase di riabilitazione dalla tossicomania è altamente disorientato e sta faticosamente riacquistando la fiducia in se stesso giorno dopo giorno, passo dopo passo. Certamente non è un imbecille, anzi…. Ma ci vuole certamente carattere per reagire. Non è questo però il punto. Pensate infatti a tutti quei bambini dai 10 ai 17 anni, “provenienti” dalla Thailandia, dal Costarica, dalla Slovenia, dall’Africa etc. che girano per Molino Silla e che in genere vengono “nominati” dal DON suoi assistenti personali, … Credete che lo facia per amore? Adesso andate oltre. Immaginate anche i ricatti (passaporti confiscati, condizioni familiari precarie, poca conoscenza della lingua italiana e dei propri diritti) che hanno e continueranno a subire finché non verrà dimostrata la sua colpevolezza. Tra le altre cose il principale accusatore del DON lo conoscevo bene ….. Non credo si debba aggiungere nient’altro se non che Meluzzi – per ritornare all’oggetto del blog, – dovrebbe veramente mettersi in discussione innanzitutto come uomo e poi come psichiatra dato che, come suggeriva ieri sera qualcuno, sta mostrandosi incompetente in materia. Ovviamente non c’è, ma ci fa!…. Comunque non lo biasimo…. Basta vedere chi è stato e capire quindi chi lo sponsorizza e dove intende andare a parare….: http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Meluzzi Gasparri, Fini (AN) e Berlusconi lo hanno sfamato abbastanza in passato ed è quindi giunta l’ora per lui di restituire il favore ad un loro “caro” amico. Il DON per l’appunto. Infine, credete che il DON rientri in Italia? Conoscendolo bene… penso proprio di no.
Sono uscito dalla Comunita’ Incontro a fine novembre
2007,un mese e mezzo fa’, e sono rimasto in tutto 13
mesi sempre a Molino Silla.
Ho vissuto quindi in prima persona nel centro madre e
ho avvertito quindi le tensioni che hanno accompagnato
la vicenda di Gelmini soprattutto nel periodo di
Agosto, cioe’ dopo il ritorno dei ragazzi dal
campeggio di Zervo’.
Speravo che questo duro avvertimento avesse indotto il
Don a comportarsi diversamente vistosi indagato per
reato di molestie sessuali, ma non e’ stato purtroppo
cosi’, anzi ho visto vari ragazzi scendere giu’ in
lacrime dopo aver “parlato”(si fa’ per dire) con Don
Pierino.
Hanno anche loro ammesso di essere stati molestati
rimanendo cosi’ feriti moralmente e molto confusi sul
da farsi…
Anche io ho subito molestie e con me il 70% dei
ragazzi presenti a Silla durante tutto l’anno che ho
passato, forse sono stato in grado di fargli capire
che con me non era il caso e la cosa e’ finita li’, ma
e’ tornato subito alla carica qualche settimana dopo
promettendomi responsabilita’ importanti.
Ho deciso di andare via a novembre per non
sottomettermi a queste torture psicologiche su
individui gia’ abbastanza deboli ed insicuri quali
sono i tossicodipendenti e fortunatamente sto’ bene
cosi’.Antonio
Vivo da anni a Germania ma sono stato anni 82 e 85 a Mulino Silla da don Pierino. Lui è omosessuale e non si faceva scrupolo di chiederci il.c…o ci supplicava per calmare il suo demone diceva che se no diventava malato Sapete sanno metterla come vogliono per giustificare i propri vizi, allora lo sapevo per gratitudine, mia aveva molto aiutato, adesso che ci pernswo mi viene vergogna per quello che ho fatto. E’ un mitomane bugiardo cambia sempre carte in tavola, ma è anche un povero diavolo,andrebbe perdonato ha fatto tanto bene. Valerio
Io non posso che rispettare le testimonianze di Nino e di Massimo. Anche la domanda posta qualche giorno fa da Renato era pertinente. A questo punto non ci resta che aspettare il responso della Giustizia.
Sono stato in comnità da quello schifoso verme nero di don Gelmini.E pure mio fratello Marco
La sera c’era la fila per entrare nella sua stanza, no certo quella del silenzio
onestà e lealtà…uno dei principi della “Scomunità incontro” che il prete Gelmini in privato non rispettava.
Donne trattate e apostrofate come puttane tutti i giorni
e ragazzini di 17 anni portati in camera a farsi fare p…e e p….i.
Niente alcol????
in camera del “don” come lo chiamano gli “ignari” ospiti.. ma se lo sapevavno tutti il verme nero offriva sigarette superalcolici toccando il c….o ai fortunati di serie.
poi i responsabili lo difendono?
dopo averlo preso nel sedere dal prete sicuramente il coraggio di guardarsi allo specchio e uscire dalla comunita diventa flebile e si formano i santi ed eroi
pronti a sacrificare la loro sessualità diventando diaconi.
tutti sapevano che era stato in carcere per truffe varie
e il papa quando lo ricevette ( dopo molti anni) gli disse :
” don pierino hai messo finalmente la testa a posto??”
che schifo
arricchito dai berluscuni e fini e con la sola sete di potere e vendetta. anche con te lui ora le toghe rosse si accaniscono, come col povero previti.
vattene don. è arrivato il momento di uscire dalla scena e non dirai più
o diventi il mio ragazzo o te ne vai!!!
grazie don…. me ne vado… Massi
“sono stato in cura presso la comunità di don gelmini nel 1987; ero un ragazzino ,avevo 19 anni.A me personalmente non mi ha nai molestato(anche perche non mi trovavo nelle sue immediate vicinanze)però ricordo che a natale e pasqua ci baciava sempre in bocca, a tutti.
Che li piacevano i ragazzi alti e capelli corti,gia allora,in tempi non sospetti,lo sapevano tutti solo che non fregava niente a nessuno, cosa volete che comporti ad un tossico,che ne ha viste di tutti i colori, sapere che il direttore della comunità è gay ?Anzi a molti ha fatto anche comodo poichè attraverso certe porcherie
hanno fatto una fulminea carriera in comunità ,mentre gli altri a zappare la terra, a spallare letame, a segare segatura come lui diceva.
Comunque la cosa che piu mi da fastidio non è quella che si è in…to qualcuno
(al quale secondo me stava pure bene),
ma mi da rabbia che si sia approfittato delle famiglie dei ragazzi, perche dovete sapere che per entrare in comunità si deve pagare.
Comunque per quest ultima cosa non è certo il solo, dato che a mio parere il 90 %
delle comunità sono associazioni a delinquere ,che se la magistratura si mettesse a fare indagini finirebbero tutti in galera.
Caro Renato come vede nessuna risposta le hanno dato perchè la domanda è troppo impertinente e seria. Leggo qui tante testimonianze pro e contro,interessante, voglio solo farle sapere dott. Foa che c’è in circolazione sulla rete anche l’articolo originale del Messaggero anno 1976 che immagino sia stato la fonte delle informazioni della vita segreta (ai più) del Monsignore Gelmini, che Francesco Grignetti ci ha dato sulla Stampa di Torino clissando alcuni dettagli tipo che alla Questura di Milano c’era già una denuncia per molestie sessuali da parte del Gelmini denuncia fatta dal padre di un aspirante giocatore di calcio. Vorrei che qualcuno andasse a chiedere a Gianni Rivera cosa ne pensa di quella vecchia conoscenza e delle voci che girano appunto sulla loro amicizia, tutte cattiverie? Ma poi raccontare queste cose è solo pettegolezzo o ricerca della verità? Me lo chiedo tutti i giorni…e cmq sia questo prete fa girare le scatole di brutto, questa sua arroganza, questa sua sicumera ho sempre sospettato che dietro a quella faccia da commediante, quel mascherarsi da Mago Otelma ci fosse un ben altro personaggio e infatti…
l’articolo lo potete leggere qui http://bp1.blogger.com/_yX1gVxsRGZg/RrbZ8Z9UauI/AAAAAAAAAG4/xYH1zs2zHQE/s1600-h/gelmini.jpg
Io pongo solo una domanda a prescindere dalle accuse che vengono rivolte al prete don Gelmini che la magistraturà valuterà, ma come è possibile che lo Stato Italiano Le Rregioni i Comuni abbiamo dato la licenza di aprire comunità a un pregiudicato? Io dovevo aprire un esercizio pubblico ho dovuto intestarlo a mia sorella perchè avevo una condanna in giudicato di sei mesi, Don Gelmini si è fatto 4 anni di galera. o no? Grazie per chi saprà darmi una risposta.
Ho pubblicato il post di Marinetti, tagliandolo un po’ perchè troppo lungo; ma sono colpito dal livore di molti “anti-Don Gelmini”. C’è chi come Stefania argomenta in modo pacato le proprie riserve, chi, come Bruno Zanin, cita un’esperienza personale. Ma poi c’è chi, come Marinetti, esagera. Perchè definire “fascisti” i sostenitori di don Gelmini? Perchè scadere nel luogo comune (“chi si loda, s’imbroda”,”scherza con i fanti non con i santi”) o in un’astiosa demagogia?
Caro don Pierino,
all’avvicinarsi del “Gelmini-Day”, perché non collaborare con la verità e la giustizia?
Sei la persona più indicata, perché hai la stoffa del martire, come dice il tuo portavoce, che ti mette alla pari di Cristo, “tradito” come Giuda. Sei un uomo votato agli altri, che non ha neppure bisogno del “santo subito”. Sei uno che sfida tutti quanti, Dio compreso: «A costo di strisciare per terra, voglio andare avanti. Cadrò quando Dio vorrà, ma rimarrò in mezzo ai miei ragazzi, qualsiasi cosa pensino di me».
E allora, affinché la tua apoteosi sia piena, perché, invece di cantare le tue litanie ad ogni comunicato stampa, non inviti tutti gli abusati a venire alla luce? Suvvia, sottoponiti spontaneamente a una specie di prova del fuoco. Sii tu a lanciare una santa proposta o, se vuoi, una crociata: in tutte le chiese le vittime di qualsiasi pedofilia siano esortate a farsi avanti; si metta su tutti i blog cattolici e non-cattolici un invito a ripulire la chiesa dalla “sporcizia” dei preti pedofili; ogni episcopio, ogni parrocchia abbia un numero verde per le vittime. Non sarebbe il più bel servizio di testimonianza ai tuoi figli e aficionados? Non sarebbe il segno più efficace che prendi sul serio quel Cristo, che grida ancora: “Chi scandalizza un bambino meglio per lui mettersi una macina da mulino al collo e buttarsi in mare”?
Stai tranquillo, sei al sicuro nelle mani di Dio e della magistratura umana. Chi non ha debiti da saldare non ha bisogno di sbraitare, attaccare ebrei, massoni, gay, “magistrati mascalzoni”, ecc. Hai visto? Le tue esternazioni hanno fatto un certo effetto perfino al tuo avvocato, perché sei “ingestibile”. Anche qualche prelato, a titolo personale (secondo lo stile della diplomazia vaticana) ti invita a metterti da parte. Come mai a te non viene applicata la regola d’oro della “tolleranza zero”? Il manuale dei prelati americani (loro si, che se ne intendono) prevede che il solo sospetto di abusi sessuali su minori, è sufficiente per mettere subito il prete in isolamento. Una misura precauzionale (non è mai troppa) per prevenire possibili ricadute e perché fedeli e genitori hanno diritto alla massima sicurezza dei loro figli, siano essi chierichetti, ragazzini del catechismo, seminaristi, tossici, ecc. E allora perché a te è riservato un trattamento speciale, per cui non ti viene imposto, ma sei “invitato” a tirarti da parte? [Vale la pena ricordarti che don Zeno, al quale pensi di assomigliare, non solo aveva in orrore qualsiasi forma di assistenzialismo, ma riteneva che l’unico ambiente educativo è la famiglia di origine o adottiva. E’ evidente che la presenza di uomini e donne previene le aberrazioni degli ambienti a sesso unico, comunità terapeutiche e seminari compresi, che negli USA si sono rivelati vivai di omosessualismo; che ogni comunità è bene sia gestita da adulti e sia sotto il controllo dei laici, ecc.]
L’hanno capita anche in Vaticano: un’eccessiva auto-esaltazione rischia di essere, quantomeno, sospetta: “Chi troppo si loda, s’imbroda”. Ti invitano a fare un passo indietro e tu ne fai due in avanti, paragonandoti ai “martiri”, che hanno sofferto per mano di santa madre chiesa, come don Orione, p. Pio, don Zeno di Nomadelfia. Non è vano ricordare la saggezza popolare: “Scherza con i fanti, non con i santi”. Zeno prendeva i soldi dai ricchi, ma gli diceva in faccia: “I soldi non sono vostri, ma del popolo che lavora, suda e soffre”. Non li blandiva con pagelle e onorificenze; non dedicava loro lapidi di benemerenza, ma, mentre con una mano prendeva i soldi, con l’altra puntava il dito, ricordando loro: “Il ricco? O iniquo o erede di un iniquo”. Nessun vescovo ha mosso un dito per difendere Zeno “nell’ora di Barabba”. L’hanno affogato, perché urlava ai politici (alleati, fin da allora, con la gerarchia ecclesiastica) il dovere della giustizia. Gridava in faccia agli uni e agli altri, come Giovanni Battista: “Fate i conti, fate i conti. Le calcolatrici davanti al confessionale! Senza giustizia non si può neanche parlare di cristianesimo”. Per questo l’hanno eliminato.
Converrai che i tuoi fans, devoti, ammiratori, anche se per lo più fascisti o di destra (con qualche ingenuo sinistrorso), dovrebbero almeno stupire della tua tanto esaltata “Cristo-terapia”. Che la religione offra delle buone ragioni per delle esistenze distrutte dalla “felicità chimica” è un conto, ma ridurre il Cristo ad una ricetta magica è un altro: lui non è venuto a rubare il lavoro a psicoterapeuti, psicologi e psichiatri (sarà utile rileggersi il testo di Marco Salvia, il quale ha affermato di aver voluto descrivere proprio te…).
Non si può mettere in dubbio la tua generosità: 250 case di recupero, 300.000 assistiti, salti mortali per i 5 continenti, zelo “eccessivo” per aiutare i “poveri drogati”, ecc. Se hai fatto tanto del bene, non devi avere paura di niente, vero? E allora? Allora non senti quello che ti suggeriscono le vittime della pedofilia, comprese quelle che ti hanno denunciato?
PS. Notizia dell’ultima ora: il portavoce di don Gelmini, Alessandro Meluzzi, dirotta l’annunciato “Gelmini-day” su un giorno di festa e di preghiera ad uno dei protettori della comunità: S. Michele Arcangelo, perché è “l’unico che può sconfiggere i demoni che stanno arrivando da ogni parte”.
“Caro don, anche noi pregheremo con te, per te. Ma la proposta di cui sopra, è sempre valida, anzi raccomandabile”.
Concordo con quanto dichiara Bruno Zanin che intorno a Don Gelmini si stia creando per ragioni ovvie una difesa ad oltranza, ho qualcosa d’altro da aggiungere, se per cortesia Foa lo pubblica nel suo blog, è materiale da me già messo in rete e sulla mia rivista Gente d’Italia. grazie.
Stefania Nardini
Nota di Marcello Foa
Gentile Stefania, lo pubblico volentieri, rispettando la trasparenza che ho promesso ai lettori di questo questo blog. Essendo l’articolo molto lungo l’ho dovuto ridurre un po’, rispettandone però il senso. Ecco l’articolo di Stefania Nardini.
Per un breve periodo della mia vita ho frequentato la Comunità Incontro. Non cercavo redenzioni, tanto meno esibizioni. Mi interessava, dopo anni di giornalismo, fermarmi a pensare diluendo il tempo, quel tempo che ti assilla quando si vive in una redazione di giornale. Mi interessava capire come tanti giovani potevano essere strappati alla tossicodipendenza attraverso un percorso fatto di regole e d’amore.
Ma c’era qualcosa che mi disturbava in quel luogo. Mi disturbavano i body guard armati di pistola, i macchinoni di lusso, la disparità di trattamento nei confronti di alcune persone che avevano come unico difetto l’umiltà.
Don Pierino era la contraddizione di se stesso. Un grande comunicatore capace di gestire con abilità i potenti ponendosi come un potente.
I memorabili raduni nel teatro tenda che veniva allestito dai volontari in cui, tra migliaia di persone faceva il suo passaggio con i paramenti da vescovo della Chiesa Melchita, accompagnato dalla colonna sonora di Rocky a tutto volume, erano uno spettacolo. Spettacolo al quale partecipavano tutti, politici, industrialotti con la grana, poveri cristi, ex tangentisti che cercavano di riconquistarsi pezzi di dignità a colpi di assegni e donazioni.
E mi chiedevo chi fosse realmente don Pierino Gelmini.
Si me lo chiedevo. Perché quel suo carisma lo avvertivo “difettoso”, lo sentivo privo di quella fede che uomini semplici, grandi uomini semplici, sapevano trasmettere alle folle indossando un vecchio saio.
Rammento che in un viaggio in Brasile andai a visitare una delle sue comunità. E qualcuno mi fece sapere che il Don non gradiva presenze esterne in quella struttura.
Perché? Non c’era una spiegazione. Le sue affermazioni non vanno spiegate. Vanno recepite con obbedienza.
Del resto, senza andare troppo in là, i numeri che venivano dati in pasto alla stampa sulla quantità di centri sparsi per il mondo erano gonfiati. Si, lo erano. E lo sono ancora oggi quando Don Pierino per difendersi dall’accusa di “molestie sessuali” esibisce la sua innocenza utilizzando quei numeri.
Ma qualcuno ne ha mai verificato la consistenza?
Si parla di 164 sedi residenziali in Italia e invece sono 64, di 180 gruppi d’appoggio che in realtà sono una ventina, di un turnover residenziale di 12 mila persone ( turnover in cui sono comprese semplici richieste di informazioni), di 126.624 ingressi in comunità tra il 1990 e il 2002, mentre attualmente si registrano non più di 20 o 30 colloqui al mese, il che significa al massimo 360 ingressi, cifra che si riduce alla metà considerando coloro che rinunciano.(…)
Al momento la Comunità Incontro riceve il 5 per mille sui redditi, su sollecitazione dei massoni aderenti alla Libera Muratoria del Grande Oriente d’ Italia, a parte le donazioni, non ultima quella di Berlusconi che ha sganciato 5 milioni di euro per l’ampliamento del centro thailandese dopo la tragedia dello tsunami.
Ma al di là dei generosi atti di liberalità da parte dei potenti, esiste una crisi che se da un lato i sociologi potrebbero definire “fisiologica”, per altri è dovuta al cattivo rapporto con i Sert (ai quali spetta l’invio dei tossici nelle comunità), contro i quali il Don ha spesso tuonato accusandoli di lavorare senza passione. E poi le “chiacchiere”. Tante chiacchiere che da un pezzo circolano. Fin quando qualcuno ha parlato di “molestie sessuali” scatenando un terremoto, terremoto che la platea di Silla sta tentando di arginare con il contributo del mondo politico e con magnifiche frasi ad effetto in cui Pierino Gelmini si paragona a Padre Pio, S. Francesco e Gesu’.
“Porto la croce…”. Già la croce. Una croce che al di là dell’innocenza o della colpevolezza, ha un significato troppo importante per poter essere utilizzata come simbolo mediatico.
Don Pierino non se ne è stato in silenzio. Ha nominato lo psichiatra ex senatore di Forza Italia, Alessandro Meluzzi, suo portavoce. Anzi stava per farlo diacono qualche mese fa dopo il suo precedente ingresso a Mulino Silla con una ex “schedina” di “Quelli del calcio”, Sara Tommasi. Si, la Sara Tommasi dell’”Isola dei famosi”, forse in cerca di spiritualità in un luogo dove una delle prime regole per le visitatrici è quella di indossare un abbigliamento consono, dove le scollature sono messe al bando per evitare turbamenti ai tossici in recupero.
La fanciulla è stata addirittura proposta come testimonial della comunità. Evidentemente un pò di “Cristoterapia” non si nega a nessuno, neanche a una signorina che si spoglia per mestiere.
Dalla Comunità Incontro mi allontanai anni fa.
Lo feci perché sentivo che qualcosa non mi piaceva. Pur avendo conosciuto in quel contesto alti prelati come don Giovanni D’Ercole, capo ufficio della sezione affari generali della segreteria di Stato del Vaticano, e da qualche mese direttore responsabile della rivista della comunità “Il Cammino” e dell’emittente Teleumbriaviva , di cui don Pierino è proprietario.
Ma chi sono i suoi accusatori?
Secondo il Don si tratta di ragazzi che volevano ricattarlo.
Forse. E spetta ai magistrati appurare la verità dei fatti. Come spetta agli avvocati difendere il sacerdote. Anche se un autorevole professionista del diritto come il prof essor Coppi vi ha rinunciato in seguito alle dichiarazioni rilasciate da don Pierino in cui prima ha accusato una lobby ebraica per l’aver messo in piedi lo scandalo, poi, dopo le scuse di rito, ha parlato di massoneria. Eppure il suo attuale portavoce Meluzzi è un massone dichiarato! Come pure vengono dalle sollecitazioni del Grande Oriente dei finanziamenti.
In ogni caso tutti hanno il diritto alla difesa, tutti hanno diritto al trionfo della verità!
Ma un fatto è certo. Basta essere dei buoni cronisti per cercare brandelli di verità al di là dei cori massmediatici. Lo ha fatto Francesco Grignetti su La Stampa. Grignetti, seguendo le regole del mestiere, ha cercato e ricercato tra vecchi titoli di giornali pubblicati tra il 1969 e il 1977.
Guardando quella croce che Pierino mi regalò il mio pensiero va a quei ragazzi. E, al di là del passato, al di là dei trascorsi di un uomo che può aver sbagliato, l’opera a cui Cristo lo ha chiamato è grande. Tanto grande da richiedere umiltà. Tanto grande da richiedere la capacità di saper dosare anche il proprio talento. Un talento, quello di Pierino, che è certamente un dono. Il dono di saper comunicare. Un dono che va foraggiato con l’amore, e che non può disperdersi in quella giungla dove comanda un altro dio.
Perché Dio, quello vero, è nella croce. In quella croce che Pierino mi regalò. E che continuo a conservare sperando.(…)
Ha fatto bene come ha fatto. Il suo collega in questione ha responsabilità che gli impediscono di dare spazio ad accuse precise circostanziate e firmate con nome cognome numero di telefono come la mia.
Sono pronto a scommettere che un giorno si scuserà di tanta prudenza. bruno zanin
Grazie a lei, caro Bruno Zanin. Solo una precisazione: il suo primo post è stato pubblicato integralmente, non ho potato nulla. In questo secondo post invece ho tagliato la frase finale, perchè conteneva una critica rivolta non a me, ma a un collega.
Signor Marcello Foa la ringrazio per aver ospitato-pur in parte potato- il mio post qui nel suo blog, altri suoi colleghi non politologhi ma ben addentrati e specializzati sul tema “Chiesa” me l’hanno respinto chiedendomi di fare alcuni tagli, e pur purgato non l’hanno pubblicato per timore di qualche bacchettata. Ora lei si pone il quisito dei due don Gelmini. Esistono entrambi,mi creda, il primo quello che cede alle tentazioni-Vittorio Messori lo afferma ieri l’altro sulla Stampa- è il Cristiano che pecca, il secondo è il Cristiano che opera nella grazia. Ma ho i miei dubbi che il Gelmini che opera nella grazia sia così umile e cristiano da ammettere il suo peccato e chiedere scusa, no, fa esattamente il contrario con affermazioni scomposte ed accuse false, solleva rabbia e frustrazione nelle persone come me Mario, MassimoI. e Gabriele M. e chissà quanti altri che hanno subito le sue attenzioni morbose. Voglio ricordarle il caso di padre Marciel dei Legionari di Cristo , padre Contini di Firenze, hanno sempre negato e negano tutt’ora che la Chiesa li ha puniti. Bruno Zanin
Gentile Bruno, grazie per la sua testimonianza, che fa riflettere perchè basata su un’esperienza personale. da quel che sta emergendo in questi giorni sembrano esserci due Don Gelmini: quello ammirevole che aiuta i tossicodipendenti e quello accusato di molestie e altre nefandezze. Qual è il vero Don Gelmini?
Accettate qui una voce discordante su Don gelmini: Conosco don Gelmini dal 1969. Ci siamo
incontrati la prima volta dal diacono Boyer- se ricordo bene il nome
esatto-costui molto popolare tra noi ragazzi capelloni aveva un centro di accoglienza per sbandati dietro piazza Navona e aiutava noi ragazzi scappati di casa. Don Gelmini lo
rincontrai in seguito poco tempo dopo a villa Borghese dove vivacchiavo, era in macchina da solo e mi
invitò assieme a un amico con cui stavo a mangiare in trattoria
e poi a casa sua a casalpalocco per farci una doccia… Posso assicurarvi
che le accuse che ora gli vengono rivolte non sono invenzioni. Anche
se Vittorio Messori sulla Stampa di Torino afferma- io ho le mie perplessità – essere una cosa normale
che fanno certe volte anche i santi. In me quel modo di fare di don
Gelmini suscitò disgusto e rabbia, avevo subito attenzioni simili anche in collegio anni prima da parte di un prete salesiano, la cosa mi sconvolse e fu causa della decisione di non farmi più prete e tornare in famiglia. Rimasi così arrabbiato con don gelmini quella volta al punto che gli rubai un crocifisso.
Anni dopo nella fraternità di Carlo Carretto a Spello ho conosciuto un
ragazzo di Foligno figlio di un famoso avvocato di origine pugliese, scappato dalla Comunita Mulino Silla, costui fece pubblicamente una
testimonianza raccontando “attenzioni” particolari da parte di un prete. Non fece il nome di Gelmini perchè Carlo Carretto glielo impose. A me invece disse che si trattava proprio di don Gelmini Mi assumo la responsabilità
di quanto affermo. Bruno Zanin (www.brunozanin.it )
Lorenzo pone con molto garbo un’obiezione sensata. Nessuno può avere la certezza che la storia degli abusi sia infondata. Il mio impulso di solidarietà nasce per l’apprezzamento sincero per quanto fatto da don Gelmini in tempi recenti e dall’impressione che a formulare le accuse fossero dei ragazzi alla ricerca di vendetta (non dobbiamo dimenticare il contesto difficilissimo dei giovani tossicodipendenti). Quanto al suo passato, e rispondo così a Roberto Dadda, non ho avuto per ora modo di verificare le accuse riportate da alcuni giornali. Supponendo che siano vere, se tempo fa don Gelmini ha commesso dei reati è giusto che sia stato punito. Il suo impegno per la Comunità Incontro racconta la storia di un uomo molto diverso, evidentemente trasformato e redento. Ed è questo don Gelmini che si è fatto apprezzare da una parte importante dell’opnione pubblica e da migliaia di ragazzi restituiti alla vita.
Scusate, va bene la solidarietà umana, ma come fate ad avere la certezza che la storia degli abusi di don Gelmini sia infondata? Non sarebbe la prima volta di un prete o un cardinale che hanno abusato sessualmente (anche di minorenni). Anch’io mi auguro che non sia vero, però aspetto i risultati delle indagini prima di esprimermi. Un saluto a tutti, Lorenzo
Scusate capisco la solidarietà, ma come mai sembra che si stiano tutti dimenticando che Don Gelmini è nei fatti un pregiudicato che si è fatto anni di galera?
bob
Grazie a Wolly e a Michelangelo.
Anche io esprimo solidarietà a Don Gelmini e alla realtà caritativa che ha saputo creare. Buone vacanze.
Mi associo alla solidarietà a Don Gelmini e non riesco a capire perchè succedono queste cose.
ciao
wolly
Mi associo alla tua solidarietà, caro Marcello!
a.t.