Una premessa: come i lettori di questo blog avranno notato, non censuro mai niente: da liberale autentico e aperto di sprito (quale cerco di essere) incoraggio il dissenso, la critica, il dibattito; dunque pubblico tutti i messaggi. A una sola condizione: che chi mi scrive non si nasconda dietro l’anonimato assoluto. C’è, tra di voi, chi non gradisce indicare il proprio nome e opta per uno pseudonimo, ma mi lascia comunque un indirizzo e-mail. Va bene così. Io rispetto questa volontà e pubblico il messaggio; fa parte delle regole della blogosfera. Ora invece ricevo una e-mail chiaramente falsa del signor dddd@ddd.ddd che dissente dalla mia solidarietà a Don Gelmini, inviandomi la copia di un articolo uscito sul quotidiano La Stampa molto critico nei confronti del sacerdote sotto inchiesta. Domanda al signor dddd@ddd.ddd : perchè non esce allo scoperto? Di che cosa ha paura? Suvvia, un po’ di coraggio: mi mandi un’e-mail vera o indichi il suo nome e io pubblicherò il suo post. In caso contrario lo terrò in sospeso, come farò in futuro con altre e-mail analoghe. Io mi sono ripromesso di essere leale e onesto con voi, ma vi chiedo un minimo di trasparenza. Ho forse torto?