E’ una chicca segnalata dalla collaboratrice del “Giornale” da Istanbul, Marta Ottaviani. In questi giorni di Ramadan la città di Sanli Urfa, nel sud est del Paese, è stata letteralmente invasa da “bambole preganti”. Stanno in ginocchio e se le accendi intonano i versi del Corano. Per la precisione, a seconda della mano o del piede che tocchi, intonano una preghiera diversa. Costano 20 lire turche, circa 12 euro, e stanno andando a ruba. In termini giornalistici questa è una “breve”, ma spesso sono annotazioni minori come queste a parlare di un Paese più di tante notizie formalmente più importanti. L’islamizzazione della società turca prosegue rapidamente.