Bill Gates non mi ha mai convinto. Passa per essere un genio dell’informatica ma, da profano quale sono, a me pare soprattutto un grande opportunista ed un imprenditore spregiudicato. Insomma, un furbo, capace di pilotare le abitudini degli utenti. Spesso in modo arbitrario. Ad esempio: alcuni tecnici sospettano che i continui aggiornamenti inviati via internet dalla Microsoft siano in parte superflui e che finscando per intasare il disco fisso e la memoria. Risultato. Anche chi usa poco il computer dopo qualche mese si accorge che diventa sempre più lento. La soluzione? Espandere la memoria (ma le schede invecchiano molto rapidamente ed escono fuori dal mercato) o cambiare il computer. Io non so se questa ricostruzione sia veritiera, ma – da utente – mi sembra plausibile. Ho invece pochi dubbi su quanto sta accadendo in questi giorni. La nuova versione di Word – inclusa nel nuovo pacchetto di Office collegata a Microsoft Vista – non è leggibile dalle vecchie versioni di Windows. Ovvero semplici file di Word inviati con il nuovo programma non possono essere aperti da chi usa Word tradizionale. Mi è capitato più volte in questi giorni. Non è difficile prevedere il seguito; i “vecchi” utenti saranno costretti ad aggiornare i loro programmi (sempre che il loro computer glielo permetta) oppure a rinnovare tutto. Alla faccia della libertà di mercato, della trasparenza, dei diritti dei consumatori. Sì, Bill Gates è proprio un gran furbacchione.