Dunque la puntata di Beppe Grillo su “annozero” ha ha ottenuto un ascolto record, quasi 5 milioni di spettatori, battendo persino Miss Italia. Da quando Grillo ha annunciato le liste civiche, l’atteggiamento dei partiti e dei media è cambiato. Non è visto più come un comico che cavalca il malumore del Paese, ma come un concorrente politico, peraltro molto pericoloso. Dunque anche l’atteggiamento è mutato: al silenzio di prima è subentrata la sovraesposizione mediatica e la reazione furibonda del mondo politico, soprattutto di sinistra.
1) Chi pensa che le recenti polemiche, soprattutto televisive, possano fermare o ridimensionare Grillo, temo si sbagli. Sta avvenendo esattamente il contrario: attraverso i servizi televisivi di trasmissioni come Porta a Porta, Matrix o Annozero il comico genovese raggiunge quei cittadini che non usano Internet o non lo hanno mai ascoltato in teatro. Dunque un pubblico sempre più ampio. E siccome il malessere del Paese non è limitato agli internauti è molto probabile che la popolarità di Grillo stia aumentando.
2) La tendenza è facilitata dall’inconsistenza delle argomentazioni contrarie, soprattutto (ancora una volta) della stampa di sinistra, che reagisce in modo scomposto, forse perchè teme di aver perso il monopolio dell’indignazione e della moralità. L’intellighenzia di sinistra si accorge che l’antiberlusconismo non basta più, non paga più. E allora, per fermare Grillo, si rifugia nel moralismo, vacuo e inquisitorio, come dimostra con sagacia e ironia il professor Antonio G. Calafati in un articolo di cui raccomando la lettura (lo trovate qui e certo non farà piacere ai colleghi della Repubblica).
3) La Casa delle Libertà ha ragione quando pensa che la maggior parte dei sostenitori di Grillo siano di sinistra. Ma i sondaggi dimostrano che la protesta è condivisa da un’importante minoranza di centrodestra. In quale proporzione? Probabilmente 60-40%. E allora, attenzione a non compiacersi troppo di fronte ai contorcimenti e agli imbarazzi di Veltroni, Prodi, Bertinotti e compagnia. Il malessere è diffuso anche tra gli elettori moderati, che non si accontentano più dell’antiprodismo. Chiedono ai leader del centrodestra risposte più articolate, approfondite, credibili. Vogliono un Progetto. E se non lo otterranno saranno sempre più tentati da Grillo, il cui consenso è trasversale e, ho l’impressione, per nulla effimero. Il centrodestra non può sentirsi al riparo. Voi che dite?