Non ha ceduto alle minacce di Pechino, non ha ascoltato i suoi consiglieri: domenica pomeriggio il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ricevuto il Dalai Lama a Berlino. La maggior parte dei governi europei di solito si piega al diktat della Cina, che fa di tutto per impedire che il leader tibetano in esilio riceva riconoscimenti diplomatici . Lei no, lei, che è cresciuta sotto il regime comunista della Germania dell’Est, ha preferito seguire il suo istinto, la sua vocazione per la Giustizia e per il rispetto dei Diritti Umani. Sa che personalità come il Dalai Lama meritano l’appoggio delle democrazie occidentali e che proprio il sostegno di un Paese importante come la Germania rafforza la loro causa, aumentando le possibilità che Stati più piccoli seguano l’esempio. Per interesse la Merkel avrebbe dovuto piegare la testa, ma moralmente non poteva. Con quella stretta di mano al Dalai Lama di fronte alle telecamere ci ha dato una lezione; senza retorica ha dimostrato di avere e di saper difendere Valori non commerciali e non negoziabili. Un gesto da grande statista, un gesto d’altri tempi. Grazie, Angela.