La mia posizione su Beppe Grillo è, come ho scritto in alcuni post, la seguente: non penso che possa rappresentare un’alternativa credibile ai partiti; insomma non può essere una soluzione. Tuttavia ha saputo interpretare un disagio sociale molto acuto (e trasversale), che l’establishment ha ignorato a lungo, e ritengo condivisibili alcune delle sue critiche al mondo politico e ai media. Da qualche tempo però ho l’impressione che stia perdendo la bussola; forse perchè sottoposto ad attacchi, certo non casuali e, talvolta, infidi. Alterna post antisistema ad altri, sugli immigrati, dall’anima leghista. Uno mi ha lasciato davvero perplesso, quello dell’11 ottobre, in cui sollecita i suoi fan a cantare negli autobus, nei tram, nei treni perchè “è un atto rivoluzionario” e naturalmente a filmare le loro imprese, che promette di diffondere in Rete. Vedremo se verrà ascoltato. Ma l’appello mi ha ricordato una scena di Quinto Potere, il film di Sidney Lummet, in cui il protagonista – un commentatore sull’orlo del suicidio – chiede alla gente di aprire le fineste e di urlare: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”. E migliaia di persone gli obbediscono. Vi invito a guardare la scena su You tube:


le analogie con gli argomenti e i toni di Grillo sono impressionanti. Nel 1975 quel film denunciava profeticamente il potere di condizionamento della tv, ora il media emergente è Internet. Beppe Grillo è solo un comico arrabbiato oppure il primo guru on line capace di guidare (o manipolare) le masse?