Confesso che non capisco più gli inglesi, sembrano aver rinunciato a combattere l’Islam fondamentalista e ciò nonostante gli attentati di Londra e risaputi problemi di integrazione. Anzichè stringere le maglie, le allargano. I segnali sono tanti: il governo che nomina consulente Tariq Ramadan e che continua a tollerare prediche oltranziste; la direttrice di una scuola che ordina a tutti gli allievi (cristiani) di vivere un giorno da musulmani, obbligando le bimbe a portare il velo e separandole dai maschietti (ne ho parlato in un articolo sul Giornale qualche giorno fa) e nessuno si ribella. Ieri le agenzie hanno battuto la notizia che lo Stato paga l’intervento chirurgico che consente alle donne di riacquistare la verginità, un’opportunità di cui sempre più musulmane residenti in Gran Bretagna fanno uso. Qualcuno questa volta ha protestato, come i conservatori, che hanno parlato di “regressione sociale che favorisce l’inciviltà” e qualche laburista; ma il il governo Brown ha ignorato la protesta e la polemica si è spenta subito. Che cosa succede nel Regno Unito? Gli inglesi si sono rassegnati a convivere con l’integralismo islamico, rinunciando a diffondere i valori civici e l’uguaglianza tra l’uomo e donna? E visto che il modello britannico piace molto anche qui, sorge una domanda: tra qualche anno anche l’Italia finirà così?