Facendo la rassegna stampa per Prima pagina, la trasmissione di radio3 Rai che conduco questa settimana, sono rimasto colpito dall’assenza di analisi da parte della stampa di sinistra sull’annuncio di Berlusconi. L’Unità ha pubblicato un corsivo sferzante nei toni, ma privo di contenuti politici, Il Riformista ha pubblicato un editoriale pacato, come tutti i pezzi del direttore Paolo Franchi, ma interlocutorio; la Repubblica ha fatto partire in prima un commento di Ceccarelli sul Berlusconi giacobino, ma nemmeno tre righe di vero commento. Insomma, sono disorientati. Perchè? Probabilmente devono ancora capire se l’uscita del Cavaliere agevola o complica il compito di Veltroni, per il quale questi quotidiani hanno simpatia. Ma il loro silenzio mi sorprende, perchè Berlusconi in tutti questi anni non aveva mai lasciato indifferente i giornali della “gauche” italiana. Al contrario. E perchè la decisione di sciogliere Forza Italia e di fondare il Partito popolare italiano presenta altre implicazioni ad esempio sulla durata del governo Prodi, sul futuro di Fini e di Casini e della Lega e avrà un’influenza notevole anche sui piccoli partiti dell’attuale coalizione di governo, che certo non hanno interesse ad andare al referendum che, se approvato, garantirebbe al partito più votato (e non alla coalizione) un premio di maggioranza e che dunque sarebbe per loro letale. Insomma, gli argomenti per analisi originali non mancavano. E invece, niente. Tutti, lì ad aspettare. Già, ma cosa? Che succede alla stampa di sinistra? Il troppo veltronismo riduce lo spirito critico?