La notizia non è ancora arrivata sulle prima pagine dei grandi giornali né, a quanto ne sappia, sui Tg nazionali, ma è assai rilevante. Si tratta di questo: il sindaco di un paese del padovano, Cittadella, ha deciso che da adesso in avanti la residenza verrà concessa solo a chi – italiano o straniero – dimostra di avere un reddito superiore a 5mila euro annui se è single e di più se sposato con figli. La procura di Padova ha aperto un’inchiesta perché la misura è in contrasto con la direttiva Ue sulla libera circolazione delle persone, mentre il ministro degli Interni Amato ha lanciato un secco avvertimento: “Non siete una repubblica autonoma”. Ma il sindaco (leghista) va avanti, il governatore della regione Galan è con lui (“siamo stufi di ascoltare prediche e spiritosaggini a proposito di immigrazione e sicurezza”) e diciassette altri comuni hanno deciso di seguire l’esempio di Cittadella. Tra questi anche Verona e Treviso, che piccoli non sono.
Qualche giorno fa questo blog avevo scritto un post in cui ipotizzavo il ritorno all’Italia dei Comuni in risposta all’incapacità del governo e dell’Unione europea di risolvere i problemi sul territorio. Ora è iniziata la rivolta delle ordinanze contro uno Stato incapace di garantire la sicurezza. E forse siamo solo agli inizi. Di certo quei comuni non sono soli: oltre a Galan, sono sostenuti dalla Lega nord tramite la Padania, e anche da un quotidiano importante come il il Gazzettino . Buona parte del Nord est non ne può più. Fin dove si spingerà? Esagera o ha ragione?