Il Dalai Lama sta per arrivare in Italia e le nostre autorità sono in imbarazzo. Riceverlo o no? Qualche settimana fa la Merkel ha deciso per il sì, Bush gli ha addirittura conferito una delle massime onoreficenze statunitensi. Ma si tratta di eccezioni. Ora Prodi deve decidere come comportarsi e così il governatore della Lombardia Formigoni e il sindaco di Milano Moratti. Cosa rischiano è noto: un pesante boicottaggio economico. In particolare Milano è in una posizione delicata perchè è in corsa per l’assegnazione di Expo 2015 e il presidente della Bie l’Ufficio internazionale delle fiere è un cinese.
Una lettrice di questo blog, Francesca Bosi, mi ha scritto: “Vorrei
permettermi di dare a quest’uomo coraggioso e tenace un umile consiglio:
smetta di fare il pacifista, mandi i suoi monaci a farsi esplodere in
qualche centro commerciale, in metropolitana o in una delle tante China
Town sparse nel mondo; usi donne e bambini come scudi umani,
contrabbandi armi di ogni tipo nascondendole nelle statue del Buddha,
minacci di sterminare con ogni mezzo chi opprime il suo paese e ha già
sterminato il 20% dei suoi connazionali; e trasformi ogni tempio in
centri di addestramento per bomabaroli (e altro). Come per incanto si
vedrà invitato, osannato e aiutato.”

La sua è una provocazione, ma il dilemma c’è tutto. Come devono comportarsi le nostre autorità? Io dico che questi gesti se li possono permettere leader pienamente consapevoli, come la Merkel e , in questo caso, Bush. Prodi, Formigoni e la Moratti hanno la stazza politica per fare altrettanto? Temo di no, anche, e mi chiedo se sia possibile un compromesso tra la solidarietà umanitaria a uno dei leader più pacifici del mondo e la salvaguardia degli interessi nazionali. Un altro leader di peso Sarkozy ha fatto una scelta chiara. Il Dalai Lama non lo riceverà mai. Ora è in Cina, non ha rinunciato a sollevare toccato la questione dei diritti dell’uomo ma non è andato oltre le consuete dichiarazioni. Tornerà a casa con contratti per venti miliardi di euro. Quale linea deve realisticamente seguire l’Italia? Più Sarko o più Merkel?