Attraversi fuori dalle strisce? In Russia può essere reato politico
Nella Russia di Putin anche attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali può essere un reato politico. Da ieri lo sa Vladimir Bukovski, l’ex dissidente sovietico, che è stato fermato dalla polizia a San Pietroburgo (ne parlo nella corrispondenza oggi sul Giornale). Bukovski intende candidarsi alle presidenziali di marzo ed è considerato dal regime come un nemico potenziale.
Le cose vanno peggio per Garry Kasparov, l’ex campione del mondo di scacchi che un paio di anni fa è sceso in politica. Ha appena scontato 5 giorni di carcere e in un incontro con un gruppo di giornalisti stranieri, tra cui il sottoscritto, dice: «La prossima volta andrà peggio, rischio fino a 15 anni. Vogliono intimidirmi». Eppure i sondaggi danno il partito putiniano Russia unita vincente con ampio margine. Qualcosa stride nella situazione attuale: se il regime è così forte perché scoraggia fino a reprimere qualunque forma di dissenso? Bukovski rappresenta se stesso, Kasparov poche migliaia di persone; eppure…. Che abbia ragione Kasparov quando afferma che la Russia sta per diventare una dittatura?
AGGIORNAMENTO: Sulla situazione russa segnalo l’editoriale uscito domenica e un’intervista a uno degli scrittoi liberali russi più famosi, Victor Senderovic

Gentile signora Dagnino,
grazie per il suo intervento. A quanto pare Lukashenko è in difficoltà e questo potrebbe indurlo a delle aperture. lo spero, di cuore, per Vika e i tanti bambini in cerca di affetto e conforto. Vedremo se l’accordo con Putin si farà e soprattutto con quale velocità verrà applicato… Ne riparlerò sul Giornale o su il Cuore del mondo.
caro Foa
ho letto sul Giornale di oggi domenica 9 dicembre la notizia “Putin punta sulla Bielorussia per sognare una nuova URSS”. Sono la “nonna” di Vika, la bimba bielorussa che lo scorso anno ha fatto tanto parlare di sè e della famiglia Giusto di Cogoleto. Il suo articolo mi ha riempito di speranza, speranza che le cose in Bielorussia possano cambiare e che Vika possa tornare in Italia. Attualmente è una prigioniera politica , in castigo perché ha detto al verità. Spero che quanto Lei ha scritto si avveri, lo so buon conoscitore della situazione russa .Attendo con ansia altri articoli. Grazie. M.Elena Dagnino
La Russia sta diventando una dittatura? Ridiventando, casomai, con la differenza che la dittatura di un singolo, a mio avviso, è pure peggio di quella di un partito; sono portato a fare ragionamenti pieni di se (Se il passaggio alla democrazia fosse stato gestito meglio…) ma so benissimo che non servono a niente.
A questo punto dobbiamo sperare che Putin voglia gestire il passaggio ad una democrazia effettiva e abbia bisogno delle maniere forti; era a capo del KGB, speriamo troppo? Quanto sono forti le tentazioni di potere nella sua posizione?
A fidarsi si rischia parecchio ma stiamo parlando come se avessimo delle alternative.
Ne abbiamo?
Buogiorno Sig.Foa,
son tonato questa notte a Mosca da uno dei miei viaggi all’interno della Russia (lo sto facendo da 20 anni)e ho visto le osservazioni del Sig. Fandorin e Parpaiola e sono pienamente d’accordo con loro perche’ conoscono la Russia.
Putin e’ apprezzato da tantissimi russi e posso garantirle che avrebbe vinto anche se fosse stato in un’altra lista.
C’e’ bisogno di ordine e di regole che garantiscano sicurezza e lui sta tentando di farlo ed in parte ci riesce.
Inoltre non vedo questo enorme controllo della informazione in quanto il 90% dei giornali e’ in mano ai privati, e su 18 canali televisivi un paio possono essere di regime e noi abbiamo la Rai ( Guardi qualche volta Rai news 24).
Mi piacerebbe fare qualche altra osservazione ma purtroppo non sono un giornalista.
La saluto cordialmente
Ecco cosa succede in italia se attraversi sulle striscie!! E nessun telegiornale nazionale ne parla.
Travolti da un’auto sulle strisce
Muoiono nonna e nipotino di 3 mesi
Tragedia della strada a Bergamo, dove una donna di 61 anni e il suo nipotino di soli 3 mesi sono stati investiti da un’auto e sono morti per le ferite riportate. Il gravissimo incidente è avvenuto in via Gasparini, a Boccaleone. La donna, una romena di 61 anni, era uscita di strada da poco, insieme al nipotino di 3 mesi, in carrozzina. Stavano andando a fare una passeggiata nel parco quando, attraversando la strada, sulle strisce, è sopraggiunta una Fiat Punto che li ha investiti. Nonostante i soccorsi, la donna e il piccolo sono morti poco dopo in ospedale.
La tragedia si è consumata verso le 15. L’auto ha centrato in pieno la donna e la carrozzina, dalla quale è stato sbalzato sulla carreggiata il piccolo di 3 mesi. Alla guida dell’auto investitrice un giovane di 27 anni, di Seriate, che è rimasto illeso, anche se sotto choc.
Immediati i soccorsi. Donna e bambino sono stati trasportati d’urgenza ai Riuniti ma sono morti poco dopo l’arrivo al Pronto Soccorso.
La macchina E’ SEMPLICEMENTE SOPPRAGIUNTA.Naturalmente. Nessuno si sbilancia se andava a forte velocita’, se il guidatore era ubriaco o sotto l’effetto di droghe, se parlava al cellulare.
Caro Fandorin, lei non è un rompiscatole e le sue opinioni sono benvenute: il blog non serve a questo? Io non nego i progressi economici, nè il miglioramento rispetto all’era Eltsin; il passo indietro riguarda la libertà politica, lo stato di diritto, la democrazia. la tesi che ho espresso nel fondo di oggi è chiara: il mio rammarico è che per l’ennesima volta un leader riformatore abbia perso l’occasione per far progredire la Russia in questa direzione. E stando qui a Mosca l’impressione è ancor più netta.
caro foa, come avrá giá capito sono un po’ un rompiscatole, ma mi sembra che vedere la russia di putin in retromarcia (rispetto a cosa, poi? questo é anche il punto) sia errato.
prendiamo la russia pre-putin, cioé quella di eltsin (mi riferisco solo alle questioni economiche):
la ricchezza era ancora piú concentrata, anzi non era proprio distribuita, il russo medio stava molto peggio, le liberalizzazioni non ci sono mai state, la classe media (come la piccola e media impresa) non esisteva del tutto.
con putin le cose sono un po’ cambiate, in meglio. a partire dalla flat tax al 13 per cento, alle facilitazioni fiscali per le regioni speciali (anche per gli investitori esteri), ha ripianato il debito estero (grazie al prezzo del petrolio, che peró non é certo un manna visto che crea altri problemi, a cominciare dall’inflazione), ha creato occupazione (anche grazie all’aumento di chi da germania, italia, giappone, cina, usa etc. ha approfittato della stabilitá politica per investire nel mercato russo (dal settore delle costruzioni, ai trasporti, a quello automobilistico etc.), ora, e non solo a mosca, la classe media esiste eccome, la ricchezza é meglio distribuita (anche se gli scompensi sono sempre evidenti), con i grandi progetti nazionali partiti nel 2005 si sta tendando di lavorare su quattro grandi settori (salute, immobiliare, istruzione, agricoltura), alla faccia del bion eltsin che pensava solo ad altro.
certo i problemi ci sono (a prtire dalla gigantesca corruzione) e in questo anno preelettorale il crmlino si é occupato piú del problema della transizione che di altro (e in questo caso allora si puó parlare di retromarcia), ma sul fatto che la russia sotto putin sia andata avanti mi pare che non ci siano dubbi. ceto, si puó raccontare sempre del bicchiere mezzo vuoto, ma forse si tralasciano cose importanti, che spiegano come putin, nonostate le ombre, sia per i russi una figura vincente.
Sottolineo che il post 13 è ironico, eh…
Post 11:
Mi hanno fregato allora! :’(
(((
La prossima volta fatelo sapere… Io sono siciliano, voto centrodestra e per il costo della benzina sono costretto a prendere i mezzi pubblici per non spendere troppo
Grazie a Fandorin per la precisazione e a Cosimo per il suo bel commento. raccontare un paese con oggettività è difficilissimo, se quel Paese è la Russia ancor di più. Quel che mi colpisce in questa fase è che Putin anziché approfittare della congiuntura favorevole per migliorare la situazione complessiva – diritti umani e politici inclusi – percorre il cammino inverso. E stringe anzichè liberalizzare. E concentra la ricchezza in poche mani anzichè favorire una distribuzione economica più equa incentrata sulle classe medie. Stando a Mosca in questi giorni ho l’impressione che la retromarcia sia ancora più veloce di quanto appia guardando la Russia da fuori; purtroppo….
“Dimenticavo: nell’articolo di oggi descrivo altri metodi per la conquista del consenso, alcuni divertenti come appare dal titolo “In Russia chi vota per Putin vince buoni, auto e ginecologi” [...]”
Beh, in Sicilia chi votata cendrodestra riceveva buoni benzina…
La Russia non è poi così lontana.
Salve, Lei si merita un gran bell’applauso su tutto il Fronte, Professore Cosimo Quarta, e che Iddio la Benedica!
Cordiali Salutonen.
La libertà individuale, la libertà colletiva, la democrazia, il rispetto , la tolleranza, la solidarietà, sinonimi, insieme ad altri, del vivere civile e indicatori precisi del grado di civiltà raggiunto da una comunità.
Qaunto sangue versato in millenni di storia per conquistare piccoli spazi, piccole aree, piccoli avanzamenti.
Qaunto inchiostro per fissare pensieri ed idee che oggi mi auguro siano patrimonio comune , ricchezza cui attingere, soprattutto nei momenti di difficoltà.
Certo, di libertà non si campa, bisogna mangiare e per farlo spesso, troppo spesso, bisogna piegare la testa e la schiena.
A volte, poi, tanto ci si abitua, fino a considerare tale postura quale posizione permanente, magari anche più comoda.
Poi c’è la “Ragion di Stato” “l’orgoglio nazionale” è importante dimostrare all’esterno che tutto va bene, mostrare i muscoli, nasce l’esigenza di un uomo “forte” che ad ogni occasione dimostri virilità, nasce l’esigenza di una classe che, più preparata, più acculturata, più intelligente, decida per sè e per gli altri, decida qual’è il bene proprio e il bene altrui.
Naturalmente in questa nuova realtà di progresso, non ci sono spazi per il dissenso, vezzo dei ricchi, vezzo degli intellettuali, nullafacenti, un pò matti e per questo dediti a dissidere su ogni cosa.
Il bene del “mio” popolo, naturalmente non quello personale o del mio gruppo, va ricercato in ogni modo, ad ogni costo, pazienza se qualche piccolo diritto umano dovrà essere calpestato, qualche piccolo giornalista “rompiscatole” dovrà essere soppresso. Il bene del popolo anzitutto. Il mondo è dei forti, dei prescelti, gli altri si devono adeguare.
Ho l’impressione di rivedere scene, viste fin troppe volte e finora, sempre gravide di disastri.
Sono pienamente d’accordo che il male e il bene, non è mai concentrato in una singola persona o in un singolo popolo e che una diversa politica internazionale degli occidentali, influirebbe molto sulla situazione interna del popolo russo.
Ma, è mia opinione che ci sono limiti invalicabili, azioni che vanno denunciate e da cui bisogna dissociarsi, subito e con ferma chiarezza, altrimenti si rischia di divenirne complici.
La libertà è una conquista per cui bisogna combattere ogni giorno, con gli strumenti del rispetto e della tolleranza. La libertà, spesso non viene soffocata con azioni eclatanti, ma continuamente martoriata e lacerata con azioni subdole, nascoste, piccole azioni giornaliere, tendenti a creare soggezione ed oppressione.
L’intolleranza, psicologicamente, è sintomatica di insicurezza e paura, perciò i fanatici di qualunque nazionalità, colore e fede, potendo, ci costringeranno a conformarci, non perchè, come affermano, tentano di salvarci, malgrado noi, ma perchè si sentono minacciati.
Sono pienamente convinto e in questo caso mi auguro di avere ragione, che si possano cercare ed applicare sistemi di crescita e di sviluppo che, nel rispetto dei fondamentali diritti umani, permettano di soddisfare le umane, primarie necessità attinenti ala sfera economica e contemporaneamente permettano di allargare la sfera dei diritti e della civiltà.
Forse é passato un messaggio distorto: la barzelletta é significativa perché cosí la pensa la maggioranza dei russi, che di kasparov se ne frega. questo é un dato d fatto, non é una mia opinione.
ogni repressione, sia chiaro, é ingiustificata (questa é un’opinione). dalle strisce pedonali alle manganellate. come lo sono le intimidazioni verso ogni tipo di opposizione e gli altri metodi di conquista del consenso. dico solo che questa non é l’unica faccia della medaglia. sicuramente é quella che a livello mediatico passa di piú, é piú facile da raccontare, perché si inserisce sul classico schema buono-cattivo.
la sfida dei media (qui in germania ci mettono piú impegno che in italia) é quella di spiegare invece come e´la russia di oggi, andando oltre il cliche’ di putin imperialista e malvagio soppressore di diritti civili e la santa opposizione democratica. é lo stesso schema che giá stato usato quando ci sono state raccontate le rivoluzioni colorate in georgia, ucraina e kirghizistan. la realtá é diversa. e ben si é visto.
che il cremlino non sia un monolite é cosa ovvia, ed é sempre stato cosí. anche qui: la vulgata mediatica ha sempre voluto che putin sia il padre padrone di tutte le russie, lo zar che controlla tutto. falso. non é che bisogna scoprirlo adesso. ora il nervosismo é piú evidente perché é un momento di transizione e per questo molto delicato. la russia ha bisogno di stabilitá e la repressione della protesta va interpretata in questa direzione.
e ribadisco: se si guarda come la polizia turca ha disperso ultimamente le marce dell’opposizione curda (non del pkk, si badi bene) gli omon che hanno arrestato kasparov sembrano le carmelitane scalze. due pesi, due misure (a proposito di turchia: la soglia del 10 per cento é un po’ piú alta di quella russa per la duma…). ma anche questa é democrazia.
Dimenticavo: nell’articolo di oggi descrivo altri metodi per la conquista del consenso, alcuni divertenti come appare dal titolo “In Russia chi vota per Putin vince buoni, auto e ginecologi”, ma altri di palese intimidazione come si usa nei regimi autoritari. La corrispondenza la trovate qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=224372
Non condivido l’opinione di Fandorin e Loris. Fandorin giustifica a cuor leggero la repressione in Russia, Loris sostiene che forse Mosca ci ha superato. Questo è un Paese complesso, non c’è dubbio. Io penso che Putin abbia avuto grandi meriti nel rilanciarlo dopo le privazioni della seconda metà degli anni Novanta, ma ora sta esagerando. Kasparov ha poco seguito? Certo, di lui le tv non parlano e i suoi sostenitori vengono perseguitati in provincia. Attenzione: c’è molto nervosismo nel clan Putin e quest’ansia di intimidire l’opposizione lo testimonia. Quanto ai comizi, è tutto falso: la Russia è una simil-democrazia.
Putin e Chavez fanno il loro plebescito lo stesso giorno,mi ricordano Napoleone III. Tutti e due hanno tutte le istituzioni dello stato sotto la loro dominazione, per cui in ambi casi queste mal chiamate “elezioni” o “referendum” non solo altro che una imitazione dei plebesciti ammaestrati del 1800 dove vinceva chi aveva il potere o ció che il potere aveva deciso. In tutte e due i casi tanto la Russia come il Venezuela avranno detto addio alla democrazia.
Ah i bei metodi comunisti di fare pressione. Li usavano anche la Securitate in Romania negli anni 50 , 60.
Ad esempio prendevano uno che era contro il regime e lo sbattevano in una stanza vuota con il solo tavolo. E gli dicevano di salire sul tavolo.
Poi arrivava un altro agente e li chiedeva ‘Che cazzo fai lassu? Fai il matto ?’ E giu’ botte e gli intimava di non salire piu’ sul tavolo.
Poi arrivava quello di prima. ‘Non di avevo detto di stare sul tavolo? Fai lo stronzo con me? Fai il dissenziente?’ E giu’ botte e gli intimava di non scendere.
E si andava avanti finche’ non lo facevano confessare quello che volevano loro.
Vedo che in Russia si sono evoluti fino alle strisce pedonali.
Proprio come dice Fandorin, Kasparov E Bukovskiy sono due giullari. Non hanno seguito e la gente media in Russia non ha tempo nemmeno da dedicare a queste buffonate. Probabilmente Kasparov vuole denunciare, attraverso le sue piccole azioni di disturbo quello che c’è alla base del sistema russo. Ossia la poca democraticità del sistema, ma da qui ad arrivare a dire che in futuro la Russia èptrebbe essere una minacciosa dittatura mi sembra esagerato. E così il russo medio non apre gli occhi, credendo ormai alla stabilnost’ (stabilità) propinata dal caro Vladimir Vladimirovic’. Già, sono un russista e sono appena tornato da Mosca, e vi posso assicurare che ai russi non importa che là ci sia Vladimir, Yavlinski o chichessia. L’importante per loro è stare bene, aver un lavoro decente con cui vivere dignitosamente. Di politica i russi non ne vogliono sentir parlare troppo, ovviamente. E non ci stupiamo se si va a un convegno di Edinaja Rossija e si trova un palco in stile holliwoodiano con tanto di palloncini. Siamo nel 2007 e forse anche la russia ci ha superato. Sveglia.
Piú delle serie analisi puo’ l’ironia (ripreso da un commento sul mio blog, l’originale é qui vladimir.vladimirovich.ru):
VVP e l’Altra Marcia dei Dissenzienti
Un giorno Vladimir Vladimirovič™ Putin e il vice capo della sua Amministrazione Vladislav Jur’evič Surkov percorrevano i corridoi del Cremlino rinfrescati dall’aria condizionata.
- E allora, che c’è ancora? – disse Vladimir Vladimirovič™. Aveva voglia di andarsene a casa, da sua moglie, a bere il tè.
- Ci sarà un’altra Marcia dei dissenzienti, – rispose Vladislav Jur’evič, – Questa volta a Voronež.
- Beh, e voi? – domandò Vladimir Vladimirovič™.
- Al solito, – Vladislav Jur’evič si strinse nelle spalle, – Abbiamo autorizzato la manifestazione, purché non in centro, ma da un’altra parte.
- E loro? – domandò Vladimir Vladimirovič™.
- Al solito, – Vladislav Jur’evič si strinse nuovamente nelle spalle, – Hanno detto che andranno lo stesso in centro.
- Adesso spiegami una cosa, – Vladimir Vladimirovič™ si fermò di scatto, – Perché fate così?
- Per dimostrare che infrangono le leggi, – rispose Vladislav Jur’evič, – Noi lo sappiamo, che loro andranno lo stesso in centro. E lì troveranno la polizia.
- Ma ovvio che andranno in centro! – esclamò Vladimir Vladimirovič™, – Devono dissentire! Fanno la marzia dei dissenzienti! Ovvio che non sono d’accordo sul posto che gli date. Ma si possono fare le cose con più delicatezza! Non occorre mica arrivare alla polizia.
- E come? – domandò con interesse Vladislav Jur’evič.
- È molto semplice, – rispose Vladimir Vladimirovič™, – Permettete loro di marciare dove vogliono.
- E perché? – si stupì Vladislav Jur’evič.
- Perché loro rifiuteranno! – disse Vladimir Vladimirovič™ con convinzione, – Sono dissenzienti! Non possono essere d’accordo con le autorità!
- Allora facciamola ancora più facile, – Vladislav Jur’evič afferrò la palla al balzo, – Li invitiamo noi, alla Marcia dei dissenzienti.
- Giusto! – annuì Vladimir Vladimirovič™, – Telefona subito a Lužkov. Che conceda alla Marcia dei dissenzienti il patrocinio del sindaco e del comune di Mosca. E vedrai quanti di loro verranno.
- Nessuno, verrà, – rispose Vladislav Jur’evič, – Sono dissenzienti, dissentiranno.
- E noi questo vogliamo! – disse Vladimir Vladimirovič™, – Bene bene, a questo punto io me ne andrei a casa…
E Vladimir Vladimirovič™ si allontanò frettolosamente lungo il corridoio del Cremlino.
Allora. Il ruolo di Kasparov é quello del disturbatore: non ha un progetto politico, non ha un partito politico, ha messo in piedi un movimento che insieme a un paio di persone perbene raggruppa ex nazionalbolscevichi e gioventú rossa. Lo seguono in quattro gatti (rispetto a un paese come la Russia) e il russo medio quando lo vede in televisione preso a manganellate si chiede come mai questo campione di scacchi, una volta persona ammirata e riverita, si riduce a ‘ste buffonate. Si é ritagliato questo ruolo di nicchia con il quale monopolizza l’attenzione dei media occidentali, piú impegnati a seguire lui che a capire come mai il resto dell’opposizione seria (Yabloko, Sps) non se lo fila. Il pugno duro contro di lui? Certo, si potrebbe lasciarlo marciare: il punto é che a lui fanno comodo i bastiancontrari provocatori che se devono stare in piazza prendono invece un altro percorso. Di solito vanno dove ci sono gli omon, che mi sembra ultimamente stiano usando i guanti di velluto. E allora si torna all’ironia di cui sopra.
Su Bukovski: attenzione a non lasciarsi trarre nello stesso tranello di Kasparov, innalzato ad alfiere della democrazia contro la dittatura putiana. Per candidarsi alla presidenza russa occorre non solo essere cittadini della federazione, ma aver vissuto stabilmente nel paese per almeno dieci anni. Bukovski é stato sempre a Londra. E’ chiaro che difficilmente potrá essere ammesso. Il resto é propaganda.
Stesso dicasi per Kasparov, che non ha ancora ufficializzato di volersi candidare. Perché? Questione di passaporti? Ecco una domanda da fargli. Alla quale difficilmente risponderá.
Salve.
Questa Carta é ancora tutta da giocare.
Per poter Governare un Paese vasto e multi etnico come la Russia, ci vuole la Mano forte. Il guaio è che da una Mano forte per tener insieme la Nazione, che altrimenti dilagherebbe in un’Orgia di Violenza, ad una Dittatura vera e propria, il Passo e maledettamente corto.
Il confine tra le due forme di Governo è quasi inesistente.
Certo che il Presidente Bush con la storia dei Missili sul suolo Polacco non ha certo contribuito a rassicurare il Governo Russo, e tanto meno i Servizi Segrete ed i Militari russi.
Cosi facendo Bush, a rafforzato la posizione del Presidente Putin.
Personalmente io non vedo Putin come un prossimo Dittatore Russo, inflessibile ed intransigente si.
Dittatore No.
Interessante sarà anche da vedere come vanno le prossime Elezioni Presidenziale negli Stati Uniti, ve l´immaginate un Governo statunitense, con un Presidente d’Origine Africana, e non Europea, il quale dell’Europa non ha, come la Storia insegna che brutti ricordi, ed una Russia forte e sicura in Mano ad un Uomo della stazza di Putin?
Questa Carta e ancora tutta da giocare.
Salutonen