La notizia sta suscitando clamore in tutto il mondo: il ‘National Intelligence Estimate’ (Nie), il coordinamento delle 16 agenzie di spionaggio Usa, ritiene che Teheran abbia sospeso lo sviluppo di ordigni atomici alla fine del 2003 ed è “moderatamente fiducioso” che non l’abbiano ripreso fino ad almeno a metà del 2007. Dunque Teheran sarebbe “meno determinata a sviluppare ordigni atomici” di quanto l’amministrazione Bush abbia sostenuto negli ultimi due anni anche se “tiene aperta l’opzione dello sviluppo di ordigni nucleari e non sappiamo se al momento intenda realizzarli”. In ogni caso difficilmente potrebbe averli prima del 2015. Io sono molto felice di questa notizia perché dimostra che certi meccanismi di controllo sono stati ripristinati dopo lo sbandamento dell’Irak. Per far la guerra a Saddam Hussein, infatti, l’Amministrazione Bush umiliò i servi segreti, cestinando tutti i rapporti – ed erano la maggioranza – che contraddicevano le aspettative dei falchi. In poche settimane Cheney, Rumsfeld, Rove, Wolfowitz, eccetera violarono processi di controllo e di verifica costruiti in decenni. Il prezzo lo conosciamo tutti, ma quello più alto lo pagò l’America stessa, che perse credibilità in tutto il mondo. L’annuncio del ‘National Intelligence Estimate’ dimostra che gli Stati Uniti stanno cercando di riconquistare l’onorabilità perduta. E’ uno sconfitta dello spin più spregiudicato ed è una vittoria del buon senso. Possiamo dire: bentornata America? Io spero di sì.