AGGIORNAMENTO: Hong Kong ha chiesto piena democrazia a Pechino. E’ la prima volta che capita all’interno di un territorio sotto sovranità cinese. E’ una svolta inattesa e rappresenta un test importante sulle intenzioni del Partito comunista. Ne parlo in questo articolo .

Sono a Hong Kong per qualche giorno. Non ci venivo da dieci anni e sono lieto di constatare che in dieci anni Pechino non ha modificato i cromosomi britannico-cinesi di questa citta’-stato, che resta florida e abbastanza libera. Vista da qui invece la Cina comunista appare sempre piu’ rigida politicamente. Ad esempio, il governo di Pechino ha negato il visto a una delegazione di Reporters sans frontières che voleva manifestare contro le violazioni della liberta’ di stampa e dei diritti umani che continuano ad essere compiute a otto mesi dalle Olimpiadi, a dispetto delle rassicurazioni fornite a suo tempo all’Occidente. Cinque persone, si cinque, volevano aprire di fronte al Comitato olimpico uno striscione di 15 m2 raffigurante gli anelli olimpici ridisegnati a forma di manette. Ma anche questo e’ troppo per Pechino. Cosi Reporters sans frontières ha manifestato ad Hong Kong di fronte all’Ufficio di rappresentanza del governo cinese, senza problemi. Buon segno per l’ex colonia britannica, ma evidentemente qualcosa non va a Pechino. Herald Tribune segnala che il governo cinese sta bloccando la diffusione dei film di Hollywood; ufficialmente quale misura di ritorsione commerciale contro gli Stati Uniti. Ma non e’ difficile intuire anche ragioni politiche, che portano il regime a censurare, comunque, le pellicole occidentali, rimuovendo qualunque riferimento alla democrazia o a concetti giudicati sconvenienti. Un atteggiamento assurdo nell’era di Internet ma applicato sempre piu’ rigidamente dal regime. E allora mi chiedo: che succede al Grande fratello di Pechino? Che stia perdendo il controllo della situazione? Pare che nelle province piu’ povere le rivolte contro la corruzione e la miseria siano sempre piu’ frequenti…