Ieri sera ho visto Matrix, condotto da Enrico Mentana su Canale 5, e finalmente ho visto una televisione intelligente. Perché l’ospite era monsignor Gianfranco Ravasi, da poco «ministro» della Cultura del Vaticano, perché gli è stato concesso il tempo necessario per esprimersi, per raccontare, per spiegare. Ecco: spiegare. Nella nostra epoca nessuno spiega più nulla: si consuma tutto voracemente, al ritmo dello zapping, passando freneticamente da un argomento all’altro.
L’argomento era il Natale nel suo senso religioso, la nascita di Cristo. Ravasi – che era solo in scena, intervistato con insolita pacatezza da Mentana – è riuscito a parlarne con illuminante semplicità, evitando sia la retorica, sia le inconcludenti banalità sulla nostra società consumista. E’ riuscito, come d’altronde ha fatto per molti anni nella sua rubrica il Mattutino su Avvenire, a valorizzare il significato autentico della religione e a mettere nella giusta prospettiva la nascita del Cristo, distinguendo i fatti realmente avvenuti dalla mitologia della tradizione. Parlando dei Magi e non dei Re Magi, dando le dimensioni della strage degli innocenti di Erode (pochi bambini uccisi e non migliaia), ricordando che Gesù era ebreo, evocando con semplicità l’autenticità del suo messaggio. Ha citato i Vangeli, spiegando le incongruenze di quei apocrifi, ma anche la Torah, il Corano e l’ateo Sartre, ha mostrato apprezzamento per una scena tratta dal film di Pier paolo Pasolini, ha chiuso citando questa frase di Platone, un pagano: «Una vita senza ricerca non merita di essere vissuta». Ha dimostrato come la forza dell’identità non sta nel negare le altre, ma nel riuscire a valutarle, ad apprezzarle proprio perché la propria è radicata, limpida, sicura. Monsignor Ravasi ci ha dato una grande lezione, in un’epoca in cui lo sradicamento dell’individuo – culturale, identitario, religioso, persino familiare – impera nel nome della globalizzazione. La solidità interiore aiuta a dare un senso alla vita. Una lezione moderata, saggia e, di questi tempi, rivoluzionaria.