Il primo ministro britannico Gordon Brown rompe gli indugi. Considerati i prezzi stratosferici di petrolio e gas natuale, le necessità ecologiche e la prospettiva di un esaurimento dei giacimenti naturali, Londra ha deciso di puntare decisamente sul nucleare. Attualmente le centrali esistenti forniscono circa il 20% del fabbisogno di elettricità, ma entro il 2023 dovranno essere chiuse per raggiunti limiti di età (tranne una). Verranno sosituite e ampliate, perché, come ha spiegato un consluente dell’esecutico sono economicamente convenienti e sempre più sicure.
Il governo britannico è laburista ed è il primo in Europa a prendere una decisione in tal senso, in decisa controtendenza rispetto alla Germania, che invece intende chiudere il capitolo nucleare, e alla Francia, che per ora non ha in previsione nuovi investimenti. Secondo l’Herald Tribune, la decisione di Brown può rappresentare una svolta e indurre altri Paesi a scegliere questa via. Personalmente lo spero e dico: il nucleare diventerà sempre più importante, considerato che le cosiddette energie alternative difficilmente potranno garantire rifornimenti altrettanto massicci. Vedo un futuro energetico caratterizzato da tre pilastri, in ordine di importanza: nucleare, idrocarburi (a cui comunque non si puà rinunciare), fonti alternative (eolico, solare, eccetera). In tutta Europa, tranne che in Italia, come sempre in ritardo. O sbaglio?