Denunciare genericamente la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta è facile, lo fanno tutti; spesso anche gli stessi mafiosi, per mimetizzarsi meglio. Ma per denunciare il malaffare facendo nomi e cognomi ci vuole coraggio. Il Sole 24Ore il coraggio lo ha mostrato. Un suo inviato Roberto Galullo, da mesi pubblica articoli sulle attività e sui legami economici della ‘ndrangheta calabrese. Un altro suo giornalista Nino Amadore ha scritto il libro «La zona grigia, professionisti al servizio della mafia», (La Zisa, 145 pagg., 10 euro) in cui fa i nomi dei collusi e dei favoreggiatori in Sicilia: medici, ingegneri, avvocati, imprenditori. Amadore è il giornalista che, come scrive il direttore del Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli ” segue da Palermo il tentativo di molti imprenditori coraggiosi di liberarsi dal ricatto quotidiano del “pizzo” e da storici e radicati tentacoli mafiosi. I suoi articoli, e quelli di tanti altri colleghi del Sole 24 Ore, hanno dato corpo e sostegno a una nuova stagione di coraggio civile, sfociata nella decisione della Confindustria siciliana di espellere chi cede al pizzo”. Ma questo coraggio si paga.
Ad Amadore hanno sfasciato l’auto ad Agrigento mentre lo stesso De Bortoli ha ricevuto dalla ‘ndrangheta una lettera di minaccia con due proiettili.
Di solito in questi casi si esprime solidarietà, che però resta senza seguito. Ci si lava la coscienza. E invece in questi casi sarebbero necessari gesti più concreti. E allora io invito i lettori di questo blog a comprare il libro di Amadore e a regalarlo. Farlo salire nelle classifiche di vendita è un modo per dire: io sto con lui. Invito anche i lettori a firmare questa petizione online per chiedere i danni alla mafia.
E, attenzione, si illude chi pensa che il fenomeno sia limitato al sud: la ‘ndrangheta e la mafia hanno diversificato i propri investimenti, i figli dei boss hanno studiato nelle università e stanno conquistando potere e influenza economica anche al nord. Controllano aziende, imprese edili, gestiscono gli snodi della droga e di quella cocaina, che una certa borghesia consuma in dosi massicce. Apriamo gli occhi: il problema mafia, ‘ndrangheta, camorra è un problema anche di città come Milano, Torino, Genova, Vicenza o Verona. Nessuno è davvero immune. Ma ho l’impressione che molti cittadini preferiscano non prenderne coscienza, nella speranza che il problema non li riguardi. O sbaglio?.

Ps Chi lo desidera può ascoltare questa testimonianza di Amadore sugli intrecci della mafia (intervista a Rainews 24):