Confesso: non ne posso più di commenti retorici su Carla Bruni. Ieri sera a Porta a Porta si è toccato il culmine della vacuità, salottiera e ammiccante. Carla è diventata “la regina di Francia“. Di più: l’emblema della donna italiana. Così giovane e già beatificata; in Terra. Sul Corriere della Sera, Maria Laura Rodotà  si chiedeva, commentando la notizia delle nozze, “perché il Paese non è in festa? Il nostro dico“. E ancora: “Il nostro storico complesso di inferiorità verso i francesi è stato riscattato da CarlàBrunì “.  Ah sì? Che la signora Bruni sia una bella donna è fuor di dubbio, che sia stata una modella di successo anche (ma non mi sembra un gran merito); negli ultimi anni si è scoperta una vocazione da cantautrice. La ragazza ci sa fare nel piazzare se stessa. Ma c’è anche l’altra Carla, che in questa folata di adorazione nazionale viene trascurata o minimizzata.

In Francia, Carla da sempre è considerata una mangiauomini per essere stata con un numero impressionante di  politici, rock-star, imprenditori, attori.  E se ne vanta. La scorsa primavera in un’intervista al Figaro madame, quando  Sarkozy non era ancora all’orizzonte, dichiarò: “Io sono fedele a me stessa. Mi annoio follemente con la monogamia. Sono monogama di tanto in tanto ma preferisco la poligamia e la poliandria. L’amore dura a lungo, ma il desiderio brucia in due o tre settimane». E ancora “sono un’ammaliatrice, una gatta, un’italiana“. Italiana lo è, ma la sua bellezza è del tutto bellezza sia naturale? I bene informati dicono che si è rifatta zigomi (che infatti ora si starebbero deformando), naso e denti. Qualche anno fa la signora si era fidanzata con l’intellettuale Jean-Paul Enthoven, ma poi si mise con il figlio Raphael che era sposato con Justine Lévy (figlia di Bernard Henry) inducendolo al divorzio. Carla fece un figlio con lui e poi lo lasciò; riuscendo in poche settimane a spaccare tre famiglie, inclusa la sua.

Che la signora Carla sia indipendente, spregiudicata e che sappia cosa vuole è fuor di dubbio. Ma è giusto definirla una regina?  E soprattutto: è un modello? Le italiane possono davvero riconoscersi in lei?