L’incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia?

Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l’America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, «esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un […]

  

Ma la Germania si sta italianizzando?

Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l’evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno… corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini  ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un […]

  

Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy?

La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi  della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l’inizio della campagna elettorale italiana, ho l’impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi – il quale di solito dà il meglio […]

  

Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi

Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l’umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l’ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano “la Stampa”. Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece […]

  

Quei rifiuti di Napoli già dimenticati…

Un saggio amico, Augusto Piccinini, mi ha inviato alcune considerazioni sulle emergenze mai risolte dai governi negli ultimi anni. E riporta i dati riguardanti lo smaltimento dei rifiuti. In Italia ci sono 52 termovalorizzatori,  di cui trenta nel Nord (per l’esattezza 13 in Lombardia, 9 in Emilia Romagna, 4 in Veneto, 2 in Piemonte, uno ciascuno in Friuli e Trentino), quattrordici nel Centro (9 in Toscana, 3 nel Lazio, 1 ciascuno Umbria e Marche), otto tra sud e isole (3 in Calabria, 2 in Puglia, 2 in Sardegna, uno in Sicilia). A quanto pare la situazione di Napoli non è affatto risolta, come […]

  

Ma a noi conviene davvero il Kosovo indipendente?

L’annuncio è fissato per domani alle 18.00 e la prossima settimana diversi Paesi occidentali riconosceranno l’indipendenza del Kosovo, tra cui l’Italia, la Francia, la Germania , la Gran Bretagna, gli Stati Uniti. Putin è contrario, la Spagna anche, molti esperti temono l’effetto domino e dunque la ripresa delle tensioni secessioniste in diverse parti dell’Eurasia. Ad esempio: Tansdniestra (Moldavia), Paesi Baschi, Catalogna, Aragona (Spagna), Abkhazia e Ossezia del sud (Georgia), Nagorno-Karabakh (Azerbaigian), senza contare Kurdistan e Cipro e le latenti tensioni con le minoranze linguistiche in Romania, Bulgaria e Slovacchia. Inoltre il Kosovo è una regione alquanto curiosa. Da otto anni è protetta […]

  

Veltroni è davvero l’Obama italiano?

La svolta di Berlusconi e di Veltroni mi sembra positiva per il Paese. Apprezzo il fatto che il leader del Pd, finalmente, non ricorra all’arma, spuntatissima, dell’antiberlusconismo e che abbia deciso di staccarsi definitivamente da verdi, comunisti e no global. Mi piace, a destra, che il capo del Pdl insista sulla via unitaria e che, a sua volta, rispetti Veltroni, rinunciando alle vecchie accuse sul comunismo di ritorno e al vittimismo. Vedremo se la tendenza durerà o se, nelle prossime settimane, riemergeranno antiche abitudini.  Da queste prime battute mi sembra che: 1) I programmi  di PdL e Pd restano ancora sullo sfondo e che né Berlusconi né Veltroni […]

  

L’ipocrisia di Steven Spielberg verso la Cina

Dunque il regista Steven Spielberg ha deciso di rinunciare alla sua partecipazione artistica ai Giochi Olimpici di Pechino, perché la Cina non farebbe abbastanza pressioni sul Sudan, suo alleato, per mettere fine alle violenze nel Darfur. E’ un’operazione che puzza di ipocrisia: Spielberg ha accettato di collaborare con un Paese che, sebbene in forte sviluppo economico, resta un regime nominalmente un comunista, dove la libertà di stampa, di dissenso e di critica viene repressa brutalmente. E ora il famoso regista se la prende con Pechino, perché non fa abbastanza per difendere le popolazioni del Darfur. Tradotto: biasima la dittatura perché […]

  

Misteri democratici, nessuno parla di Ron Paul

L’America mi è sempre piaciuta, ma sempre più spesso mi stupisce; soprattutto sotto elezioni. Su questo blog ho già segnalato le anomalie delle primarie del New Hampshire: le autorità avevano iniziato il riconteggio delle schede, ma non se n’è saputo più nulla. E nessuno reclama il risultato. Ora ne emergono altre. Una riguarda Ron Paul, il candidato libertario del partito repubblicano: è rimasto in corsa per la nomination con Huckabee a McCain. Su Internet continua a raccogliere donzioni per milioni di dollari. In certi Stati è andato molto bene: ad esempio ha  vinto il caucus in Louisiana, ma nessun media lo ha riportato. […]

  

Berlusconi, Veltroni e qualche domanda sui piccoli partiti

E allora riepiloghiamo: il Pd corre da solo e la sinistra moderata si sottrae all’abbraccio impossibile con Cose Rosse e affini.  A destra nasce il Partito del Popolo delle libertà, che raggruppa An e Forza Itala, e finalmente il centrodestra capisce che la frammentazione non ha più senso.  Qualunque sia il vostro orientamento politico  mi sembrano sviluppi salutari per la politica italiana; ma non ancora risolutivi; sorgono infatti alcune domande. 1) quali sono i programmi dei due partiti? Qual è la loro identità? Quale la loro visione del Paese? Veltroni condivide l’opinione di chi pensa che il liberismo è di sinistra, sostenuta da […]

  

Il velo turco e la Shaaria in Gran Bretagna

Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla natura del governo turco ora è servito: il parlamento ieri ha approvato in prima lettura che permette alle studentesse di indossare il velo nelle università. E diversi deputati dell’Akp invocano la liberalizzazione del “turban” anche in Parlamento. La reislamizzazione strisciante continua; a quanto pare non solo in Turchia. Poche ore fa, l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, in un’intervista alla Bbc ha dichiarato di ritenere «inevitabile» l’introduzione nel sistema giuridico britannico alcune parti della Shaaria, la legge islamica. Ma è impazzito?

  

Elezioni, l’identità conta più dei programmi

Vuoi vincere le elezioni? Un tempo la risposta, specialmente negli Usa, era: “E’ l’economia, stupido”. Ronald Reagan nel 1984 fu rieletto chiedendo agli elettori: “State meglio o peggio di quattro anni fa?”. Ma oggi l’economia non basta più. La risposta giusta è: “E’ l’identità, stupido”. La globalizzazione e i flussi migratori provocano cambiamenti rapidi e profondi che a loro volta generano disorientamento nelle società occidentali. Sarkozy l’anno scorso capì che gli elettori volevano essere rassicurati, volevano sapere che cosa significasse essere francesi in un’Europa senza più frontiere interne. Propose un programma organico, che rispondeva a un malessere profondo, e vinse. Oggi in un’America scossa dalla crisi […]

  

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