E allora riepiloghiamo: il Pd corre da solo e la sinistra moderata si sottrae all’abbraccio impossibile con Cose Rosse e affini.  A destra nasce il Partito del Popolo delle libertà, che raggruppa An e Forza Itala, e finalmente il centrodestra capisce che la frammentazione non ha più senso.  Qualunque sia il vostro orientamento politico  mi sembrano sviluppi salutari per la politica italiana; ma non ancora risolutivi; sorgono infatti alcune domande.

1) quali sono i programmi dei due partiti? Qual è la loro identità? Quale la loro visione del Paese? Veltroni condivide l’opinione di chi pensa che il liberismo è di sinistra, sostenuta da Alesina e Giavazzi in un recente saggio? Al riguardo segnalo la sferzante recensione di Antonio G. Calafati, che potere leggere qui. E a destra, quale sarà la politica economia del nuovo partito ?

2) l’Udc è spiazzata e ora deve decidere se adeguarsi o no. Mi chiedo: il Paese ha davvero bisogno di Casini? E con lui di Cuffaro e di un centro che sta a destra, ma ha sempre un piede a sinistra? Lasciamo correre da solo e vediamo, davvero, quante vale.

3) che ne è dei piccoli partiti? A sinistra si parla già di aggregazioni con Sdi, Rose varie, Di Pietro. A destra vagano Storace, la Dc di Rotondi, forse, purtroppo, Dini e Mastella. Veltroni e Berlusconi devono davvero raccattare le piccoli formazioni per vincere? Facciano un patto tra di loro e spazzino via quelli più imbarazzanti, a cominciare proprio da Mastella e affini. L’Italia esulterebbe. Sarebbe un gesto forte, morale, rigenerante.  Ne saranno capaci? Lo spero, ma non mi illudo.