Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l’ International narcotics control board dell’Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L’Italia, tra l’altro, è il terzo Paese Ue per consumo di “polvere bianca” e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare – e molto – i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime.

A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l’argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti  tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema.  Ma in generale mi chiedo:  perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale?

C’ è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l’appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici…