Non è una questione di  destra o di sinistra, ma di buon senso. L’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l’importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E’ un’assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno.

  Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line per un fisco a misura di famiglia” lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L’iniziativa chiede l’equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia”. E dunque “considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato”.

La richiesta  mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque – sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli – faccio volentieri un’eccezione rilanciando su questo blog l’iniziativa.