Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : «Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre». Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco.

Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l’operato dell’esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l’ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando?

Si tratta di un’euforia temporanea, da luna di miele,  o di una tendenza di lungo periodo e dunque l’inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno?