Petrolio, libero mercato o libera speculazione?
Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all’impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l’aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l’arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C’è dell’altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007.
Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un’altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa.
Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare?

Io non so se Soros, abbia investito in energia. Ma, certamente, se lui analizza i mercati da finanaziere, devo presumere che anche lui, direttamente o indirettamente, alimenta dele speculazioni finanziarie. Per cui perde, ai miei occhi, parte, se non tutta, la sua credibilità. Come li fa i soldi ?! Detto questo, io credo che il mercato è l’elemento che governa i prezzi del petrolio. Quando la domanda sale , il prezzo segue la stessa strada ( sale !). Non dimentichiamo che ogni dieci anni , in Cina, circa 300 milioni di cittadini raggiungono gli stessi standard di vita di quelli occidentali. Avete capito bene; è come se, ogni dieci anni, sorgesse un altra europa con i suoi consumi e il suo benessere che, in termini economici ed energetici, fa salire la domanda e, di consequenza, il prezzo delle materie prime e del petrolio. Contro questo fatto non ci sono Soros che tengano. O si vuole far ritornare ai livelli di “sviluppo” maoista questi cittadini ? Forse era meglio quando ( loro)stavano peggio ? Bella ipocrisia. Invece di adottare la semplice regola del mercato che prevederebbe maggior concorrenza ( carbone, nucleare, idrogeologico) si tende a demonizzare alcune fonti di energie ( nucleare e carbone) per puntare sulle cosiddette energie rinnovabili ( eolico, solare ecc.) che, allo stato, e chissà per quanto tempo, non sono affidabili; almeno per garantire il livello di energia necessario a mantenere questo standard di vita e di qualità della vita, fin qui raggiunto. Facciamo esattamente l’opposto di quanto si dovrebbe fare. Allora non lamentiamoci del prezzo del petrolio che sale e dei finanzieri che ci speculano e che ci fanno pure la predica.
Caro Alberto, splendido trattato di utopia del sensato! Solo una guerra potrebbe stravolgere e fare invertire il verso di questa deriva “pubblica” in cui siamo costretti a vivere. Gli economisti poi sono solo testimoni critici ed arroganti di quanto fanno gli altri! Quelli che hanno avuto successo è perché sono stati addottati da qualcuno in quanto storici e promoter.
Curiosità: in Sicilia vi è largo impiego di denaro nostro per finanziare i pannelli solari. Provo a spiegare questa insolita sensibilità dimostrata da alcuni siciliani.
-Ho degli alberghi e faccio degli impianti fotovoltaici e quindi attingo lecitamente a vari contribuiti ed agevolazioni fiscali. Inoltre l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico in eccedenza al mio consumo, mi viene pagata dall’ente pubblico il doppio del costo di quanto mi costerebbe acquistarla dall’ente stesso. Allora cosa faccio? Mi allaccio al contatore del mio amico o del mio albergo vicino e ( anche tenendo spento l’impianto fotovoltaico) vendo la corrente in esubero all’ Ente che mi ripaga il doppio la sua corrente! Bel giochetto? Se qualcuno farà dei controlli troverà tanti impianti fotovoltaici che erogano un sacco di corrente anche se gli impianti non sono funzionanti o addirittura sono delle patacche, pagate 10, fatturate 200 con il recupero di 120!
Questa è l’economia creativa italiana! E questo è l’esempio dello sforzo italico al contributo per “l’energia alternativa”!
Cosimo, lei fa un sacco di osservazioni interessanti e su molte mi trova completamente d’accordo. La concorrenza perfetta non esiste ed i marginalisti hanno costruito modellini che servono solo come riferimento per situazioni limite che, appunto, non sono mai esistite e non esisteranno mai.
Ma chi ha mai detto che i marginalisti rappresentano le opinioni correnti degli economisti liberali ? Anche questa stortura fa parte della disinformazione della cultura radicalmarxista, soprattutto negli atenei. La scuola austriaca sono i Mises e gli Hayek, mica i marginalisti.
Il filo sottile che lega i filosofi e gli scienzati sociali liberali (o liberisti, che é lo stesso – se ascoltiamo loro e non i divulgatori marxisti) da circa duecento e rotti anni é la convinzione profonda che TUTTI noi siamo imperfetti.
Tutti.
Nessuno ha conoscenze tanto vaste da poter dominare tutte le variabili anche di un problemino semplice semplice come definire il prezzo delle arance al mercato rionale.
Nessuno.
E proprio questa imperfezione ha attirato le attenzioni degli economisti liberali nei secoli, concentrati a capire come diavolo accade che la somma di cosí tante imperfezioni produce tendenzialmente risultati chiari e prevedibili.
Le arance, qualche minuto dopo l’apertura di un mercato rionale, avranno, zac – come per magia – un prezzo tendenzialmente uguale in tutte le bancarelle del mercato (a paritá di qualitá, ovviamente)
Perché lo scambio velocissimo di informazioni che permette un libero mercato (libero…) si trasforma in un prezzo valido qui ed ora (non domani ed altrove) e produce quella cosa incredibile che é il superamento della nostra imperfezione.
Accettare l’imperfezione, il limite, é il fondamento di ogni riflessione liberale in economia ed é il motivo per cui i liberali di ogni tempo hanno paura degli stati (che pianificano pensando di conoscere tutto) ed amano i mercati, che offrono la via per trovare velocemente soluzioni concrete, realistiche e possibili, ai problemi economici (non ai problemi etici, evidentemente….altra fonte di enormi equivoci….)
E cosí si arriva finalmente di nuovo al nostro petrolio che prima o poi finirá (se non in 50, in 100 o in 500 anni, ma finirá)
Vogliamo affidarci agli stati, al papá, al nonno, per risolvere il problema dell’energia ? Prego, accomodatevi. Ma nessuno si stupisca se i prezzi saranno pilotati come cavolo pare e/o se alcune categorie, lobbies o cartelli faranno il cavolo che gli pare, protetti dalla violenza coercitiva degli stati.
Affidarsi ai liberi mercati significa poter far di conto :
un chilovattora con l’idroelettrico costa tot.
Un chilovattora bruciando carbone costa tot
Un chilovattora bruciando olii, gas, biocacche costa tot.
Un chilovattora aspettando il vento…uno sproposito ed un chilovattora aspettando il sole…un altro sproposito.
C’é poi il chilovattora “nucleare” ricavato da quel vapor aqueo che cosí tormenta i nostri verdi incazzatissimi.
Bé, quello costa meno, accidenti, ed é sicuro (la perfezione non esiste….)
E poi c’é quello che ancora non conosciamo ma che i nostri figli o nipoti potranno godere, se noi deficienti solo investissimo un po’ di piú in ricerca invece che sovvenzionare le attricette di Veltroni.
Un liberista/liberale, oggi come ieri non avrebbe dubbi : piú che risparmiare energia (che é cosa saggia, doverosa o semplicemente sensata) occorre risparmiare i soldi che regaliamo ciecamente ai governi, riducendo drasticamente le loro spese ASSOLUTAMENTE INUTILI e convogliando le risorse, oltre che sulla sicurezza e la protezione dei piú deboli, sulla ricerca di base ed applicata : l’unica porta per un futuro con un po’ piú di speranza.
Il problema dei problemi é lo strapotere degli stati.
Togliamo loro il potere togliendo loro i soldi : pretendiamo una diminuzione sostanziale delle tasse in modo che debbano dimagrire, dimagrire, dimagrire.
E quello che resta loro in mano venga usato per garantire la sicurezza interna ed esterna, la protezione dei deboli, e l’investimento massiccio nel futuro : la ricerca.
Questa é la nuova frontiera per chi ama la libertá : togliere potere agli stati (ed ai loro protetti).
Sono convinto che, anche solo parlandone qui ed in mille altri luoghi, si puo lavorare per creare un sentire comune, un linguaggio comune e infine un’azione comune.
Gente, scusate la noia…mi ha preso la mano…
Buon fine settimana
Alberto
Non entriamo in merito a disquisizione tecniche sulla profondità dei fondali marini etc.
Le tecnologie ci sono per arrivare quasi dovunque, quindi non esistono al momento giacimenti scoperti che non si possano mettere in produzione.
Esistono però tanti giacimenti ancora da scoprire. Non posso certamente dire dove, ma ribadisco che quantità enormi di greggio e gas ci aspetta nelle viscere della terra.
E questo significa profitti per gli stati, per le compagnie di stato, per le società petrolifere internazionali , detentrici dei diritii di esplorazione e di sfruuttamento e di tutto il satellite di imprese costruttrici che ci lavorano.
E’ il più grosso business che esista insieme a quello della droga.
Non li fermeremo in alcun modo, e l’era del petrolio andrà avanti ancora per 50 anni.
E’ triste ammetterlo ma saremo sempre schiavi loro, a meno che si cambi radicalmete l’idea di sviluppo sostenibile.
Per Ambrogio,
al quale invidio le sue certezze, mi permetto di esporre alcuni dubbi dovuti a riflessioni personali.
Premesso che anch’io come J.S.Mill (il “socialista mascherato” ) sono fermamente convinto che gli uomini sono “diventati capaci di migliorare attraverso la discussione libera” e ” la libertà è l’unico fattore infallibile e permanente di progresso, poichè fa si che i potenziali centri indipendenti di irradiamento del progresso siano tanti quanti gli individui”(Argomentazioni richiamate nella splendita citazione di Von Humboldt che apre – On Liberty”).
1. Mi chiedo e le chiedo come pensa di applicare (senza entrare nello specifico tecnico) le tesi economico-marginaliste legate alla visione liberale della “scuola austriaca moderna” e seguito, in un mondo reale di fatto lontano anni luce dalla concorrenza perfetta (non lo è , per fortuna aggiungo io, il mercato del lavoro dove il salario non può abbassarsi sotto una determinata soglia, non lo è il mercato internazionale delle materie prime – qui c’è tanto da fare – dove a decidere sono al solito gli interessi del più forte, spesso in regime di monopolio/oligopolio e non le regole della concorrenza),
l’impostazione marginalista, a mio avviso, è essenzialmente statica , perchè lega l’evoluzione del sistema economico al cambiamento di dati esogeni, ossia esterni all’indagine economica, quali risorse disponibili, tecnologia e gusti dei consumatori e qui il suo limite.
2. Mi chiedo e le chiedo , in questo caso preoccupato che si stia realizzando la profezia di D. Hume (Le libertà raramente si perdono tutte in una volta. Il vero pericolo è l’erosione delle nostre libertà, poco alla volta ci abituiamo a fare a meno della nostra autonomia e corriamo il rischio di ritrovarci di fatto in schiavitù senza nemmeno accorgercene. L’erosione della libertà è enormemente più pericolosa della privazione istantanea, perchè contro quest’ultima si può combattere e recuperare le libertà altrettanto repentinamente). Mi riferisco al fatto che lo “Stato assistenziale – Welfare State” di fatto spiazza lo “Stato Liberale”: Se chi si ammala (oggi di fatto chi si droga, fuma, beve, ingrassa, ecc.) scarica il costo della sua scelta sulla collettività, che deve farsi carico di provvedere alle sue cure, lo Stato Liberale di fatto ha diritto ad intervenire, a proibire? Se si, dove si sposta il limite del liberalismo “Su se stesso, la sua mente e il suo corpo, l’individuo è sovrano”?
Se no a quale forma di socialità siamo disposti a rinunciare?
3. Mi chiedo e le chiedo, se come lei sostiene, non esiste differenza fra liberalismo e liberismo, come definirebbe lei oggi le dicotomie della politica degli Stati Uniti d’America, estramente protezionisti verso l’esterno, liberisti all’interno, liberali sicuramente come società?
4. Riguardo all’energia, premesso che per il mio pensiero il nucleare non è il diavolo e che nel mondo e in Italia dobbiamo urgentemente ridurre la dipendenza dal petrolio e dal gas (l’avremmo già dovuto fare fin dalle prime avvisaglie mi riferisco alla guerra dello Yorm Kippur degli anni ’70) e che il prezzo dell’inazione è altissimo. Penso che dovremmo investire e richiamare in modo forte e conveniente i privati verso le energie rinnovabili (eolico, solare, moto ondoso), gli esempi del Portogallo (che prevede di generare il 45% del consumo totale di energia da fonti rinnovabili entro il 2010), dell’Olanda, della Norvegia (che entro il 2020 dovrebbe disporre di energie rinnovabili fino a 40 terawatt – circa 8 impianti nucleari), il riutilizzo dei rifiuti, le bio-energie dal sorgo per esempio (pianta che può crescere anche in alcune zone molto aride e che nulla toglierebbe alle terre da coltimvare per le materie prime), possono essere abbstanza convincenti, per il nucleare, proprio per evitare gli stessi errori dell’abbandono, sarebbe, a mio avviso, conveniente attendere i mutamenti di tecnologia già in atto.
5. Infine, mi chiedo e le chiedo , un indirizzo alla ricerca, un contatto con la realtà industriale ed economica, delle linee guida, che lascino naturalmente spazio alla libera iniziativa e che prevedano un forte incentivo economico, forse non aiuterebbe ?
Per il piacere del dialogo, intorno a cui costruire quel mondo liberale, rispettoso dei diritti, cui tutti sembra ambiamo.
Cordialità Cosimo Quarta
Chiedo venia per la mia reattività da bradipo.
Per Hubbert 2,
premesso che sono allergico agli imperativi, specie quando urlati (INFORMATEVI) e non coinvolgenti (per esempio sarebbe bene informarci meglio), per il resto comprendo ed apprezzo il suo modello di pensiero causa-effetto, è tipico dell’uomo di scienza e, aggiungo, grazie a questo oggi, anche se ci sembra poco, godiamo di cotanto benessere.
Non metto in dubbio naturalmente le sue affermazioni, non ne ho titolo e facoltà, (non sono un esperto), ma mi permetto di ricordarle con le parole di Rifkin “la diminuzione di petrolio greggio convenzionale e di gas naturale, non significa che il mondo stia esaurendo tutte le scorte di combustibili fossili, ci sono ancora molti giacimenti di carbone, di sabbie bituminose, di greggio pesante, di scisti petroliferi pronti ad essere scoperti, sondati e sfruttati. E lo saranno, non appena le condizioni del mercato energetico li renderanno economicamente vantaggiosi. Aggiunge Rifkin che il passaggio a fonti petrolio non convenzionali esige un pedaggio salato per la società e per il pianeta, in termini di inquinamento.
Se questo sia conveniente o meno per la società è un discorso diverso e personalmente propendo per il no.
Personalmente non ritengo, però, che il modello causa-effetto, sia applicabile totalmente e senza dubbi alle scienze sociali (in questo caso all’economia), dove rimane di importanza fondamentale, ma rappresenta un riferimento, una tessera del più complesso mosaico.
Mosaico in cui semplicisticamente e non esaurientemente, entrano in gioco il rapporto domanda offerta, finanza globale, finanza strutturata, localizzazione delle riserve, aspettative, cartello, risparmio energetico, politiche reattive degli Stati singolarmente e insieme, modelli fiscali a tassazione indiretta, capacità (potere) di controllo, il tipo di mercato a parole libero, in realtà oligopolio, e tanto altro come è emerso anche da altri interventi.
Individuare le molteplici cause, anche se con diversa priorità permette di combattere meglio, cercare e individuare soluzioni più adeguate.
Ricerca di Soluzioni che, fino ad oggi, lo Stato italiano, con i suoi diversi governi, ha totalmente ignorato, eppure gli avvisi chiari si sono ripetuti e susseguiti, a partire dalla guerra dello Yorm Kippur in poi, e bene fa lei, in quest’ottica, a ricordarci che le ricerche scientifiche sono state superficialmente e colpevolmente ignorate.
Cordialità Cosimo Quarta
Salve caro Rodolfo,
Te lo immagini che faccia farebbero ed il casino che salterebbe fuori per quelli che hanno comperato il petrolio a $ 150 al barile sperando in un a crescita repentina per vederlo poi con guadagno, vederselo scendere a $ 50.
A parte questa visione da cataclisma finanziario, ti vorrei far osservare che da poco esperto in materia finanziaria, c´é un lato della faccenda sul quale mi sembra sia il caso di ponderare.
A proposito, ai miei tempi in Friuli non c´erano belle Donne, c´erano solo delle oche a forma di “Tamosis” che andavano dalle suore a scuola di ricamo, e mentre ricamavano, recitavano il Rosario.
Ora le nipoti e pronipoti di quelle “Tamosis” seguono Vasco Rossi e c´è ne dicono di tutti i colori al piano di sopra.
Il Mondo è cambiato in peggio, preferivo quelle sceme di “Tamosis”.
Per quanto la domanda d’energia proveniente dei Paesi emergenti abbia in gran parte contribuito a rialzare il prezzo del greggio, non credo che L´OPEC possa permettersi un passo falso.
Noi abbiamo bisogno d’energia, loro, (attento ora Rodolfo) non dire dei nostri soldi, ma delle nostre Industrie, delle nostre infrastrutture, e delle nostre economie.
Vedi, i loro investimenti sono tutti qui da noi nel Mondo occidentale, questo vale in gran parte anche per la Russia, andiamo giù noi, loro ci seguirebbero a ruota.
Le leggi del mercato economico valgono anche per i loro investimenti qui in Occidente, non solo per noi.
A mio modesto parere, (parlami di problemi tecnici e sono a casa mia, ora chiedo) le forti economie nascenti cinesi ed indù che siano, ad esempio, sono ancora troppo precarie, troppo deboli per offrire un sicuro porto di rifugio ad immensi Capitali erranti, che possono stabilizzare oppure destabilizzare Nazioni intere.
Vedo che ora nei paesi produttori di greggio, dove fino ad una ventina d’anni fa, arabi che avevano finito la benzina del serbatoio, invece di fare il pieno, comperavano un’altra Macchina, tanta Gente che prima veniva mantenuta in splendore dallo Stato, ora fanno i bottegai di lusso, e gli impiegati bancari, in altre parole, lavorano..
Per ora a mio avviso l´unico porto sicuro per Capitali erranti è il Dollaro, poiché può produrre altro Capitale.
I metalli preziosi posso contenere una perdita rovinosa, ma niente più.
C´è più forza in una Bottiglietta di Coca-.Cola che in un Pozzo di Petrolio credimi.
Vedremo a settembre quando si riuniranno quelli dell’OPEC e i SU, l´UE è esclusa e tanto meno e richiesta la sua presenza.
Per quanto riguarda le energie rinnovabili, penso che per il momento ci siano poche speranze, penso che solo quella Geotermica potrebbe essere utile su scala Nazionale, non capisco perché non viene sfruttata al massimo, e cosi semplice.
Su scala privata, in ordine di risparmio familiare, ed io intendevo questo, penso che l´idea dei pannelli solari, delle doppie finestre e via discorrendo, ma anche delle pompe di calore per case e condomini, per contenere la spesa annuale del singolo, non sia malvagia, qui in Germania per questo ci sono aiuti statali, in Italia non so,
Vedo solo che qui hanno rimbambito tutti affinché cambiassero dal gasolio al gas, tutti eseguirono gli ordini impartiti, ora il Gas salirà almeno qui, del 40%
Ciao e grazie dell’´attenzione.
Salutonen.
Mario, una delle definizioni piú belle della societá aperta (quella che amano i liberali e che lentamente sta emergendo nonostante tutto) é …”quel luogo dove, probabilmente, troveró ció che ancora non so di cercare”
Liberamente tradotto ed adattato…(Hayek, Legge, legislazione e libertá)
Beato il ricercatore al quale vengono dati i mezzi per ricercare e trovare quello che ancora non sa di cercare!
Mario se i fondi per la ricerca fossero raddoppiati i ricercatori di tutto il mondo, in ogni disciplina, pubblici o privati, piangerebbero lacrime di gioia.
E noi poveri mortali ignorantoni ci godremmo il frutto delle loro scoperte.
Sogni ?
No, se lentamente la gente comune si convince che i problemi si risolvono guardando avanti e pretende dai governi che le risorse siano indirizzate al futuro piuttosto che a finanziare il festival della mozzarella di bufala o gli asparagi di Trivignano (esempi di fantasia, per caritá…)
Come credi che si viaggerá fra trecento anni ?
Boh, non ne ho idea, probabilmente in un modo totalmente differente da oggi, ed il petrolio sará oggetto di favole noir.
Ma se non investiamo a sufficienza per scatenare la nostra fantasia e creativitá, magari fra trecento anni si discuterá ancora in un blog multidimensionale “oddío come faremo se finiscono il Cadmio od il Tungsteno” ?
Alberto continuo a non capire quello che dici. Non parli difficile ma sono i concetti che esprimi che vanno un pò di quà e un pò di là. Dai delle cose per assodate quando non lo sono. La crescente domanda dei paesi si fermerà quando qualcuno non avrà più soldi per comprare i loro prodotti. Un equilibrio dovrà essere trovato. Investire in ricerca, quale? Gli scenziati che hai nominato devono dare l’indirizzo per la ricerca se no facciamo solo confusione. Strategie precise alla attuale luce della scienza. A volte rimane difficile seguirti, non capirti.
Caro Franco, hai assolutamente ragione nel sostenere un corposo taglio al consumo di energia!
Seguendo una logica Economica ( a proposito: “mandi”, – ho studiato un periodo a Udine, quando hanno aperto Ing. Delle Tecnologie Industriali etcc; è stato bellissimo :poco studio, donne bellissime!) riducendo il fabbisogno energetico ti aspetti il calo del prezzo del petrolio, così nel mondo malato del petrolio non avviene, avverrebbe esattamente l’opposto.
Strano? Si, ma inevitabile quando si è in un sistema di oligopolio con la offerta elastica a piacere!
Pei cui solo rendendo appetibili alternative innovative si potrà ottenere risultati positivi a medio e lungo termine! Quindi solo con il petrolio oltre i 200 Dollari al barile la nostra società nel medio termine avrà benefici rilevanti. Il nostro sistema però non lo permetterà; per cui il petrolio, secondo il mio modestissimo parere tornerà ad oscillare, se il Dollaro resterà così debole, attorno ai 50 Dollari al barile!
Vorrei tanto fare una partita a briscola con te Franco
E grazie per quel “mandi”, stanotte dormiró contento, mi mancano tanto, le montagne…é come se a te togliessero il mare….
Buona notte a tutti
Salve alberto,
Ma chi ha detto Gobbo?
Io adirittura mi riferivo a certe parole e termini in italiano, che io no conoscevo proprio e che tu e Jack usavate, nei vostri post, guarda tu.
Per il resto concordiamo, e poi io di economia non ne capisco proprio un bel niente, sono un tecnico.
A dire il vero certe parole tecniche in Italiano mi sono persino “straniere”.
Nonostante ciò, questa storia la possiamo girare come ci pare, possiamo essere d´accordo sul perchè o meno, i fatti rimangono, il carburante per uso privato non solo dovrà esseere usato con più parsinomia,(per Bacco comincio a usare parole diffici pure io, mi state conatggiando) ma verrà anche a scarseggiare.
Un mio amico tassista dice che in Germania trà non molto aumenteranno le tariffe dei Taxi su scala Nazionale del 15%.
Hai visto che cosa è successo in Spagna, ci sta già scappando il Morto.
Questo non è che l´inizio,
Sará difficile spiegare ad un cammionista cavilli economici quando alla fine del mese se non paga la Rata, gli portano via il Camion.
E sarà altrettanto difficile cercar di voler negare ad un indù la Lambretta, oppure ad un cinese il frigorifero con il famoso litro doi Latte dentro.
A Settembre si riumiranno quelli della OPEC, ci saranno pure gli americani, vedremo cosa salterá fuori.
Ed i nostri eroi, i ministri delle fianze da questa e dall altra sponda del Piave intendo, stanno zitti zitti e si fregano le mani.
Capirai, con tutti i soldi che ora piovono selle loro ´casse, mi fregerei le Mani anch´io sefossi in loro.
Noi possiamo fare una cosa sola, abassare le nostre pretese di Eneregia e di agiatezza che da essa ci proviene ed adattarsi alla nuova sitizione.
Sai giocare a Briscola? la conosci quella frase che dice: O così o Carico, bene, questa è la nostra situazione, che altro possiamo fare?
Andare a rubare Carburante?
Usiamo di più la Bici e meglio. Mandi
Salutonen.
Alberto, tanto di cappello!!
Franco, Mario, non mi sembra di parlare difficile, mi sembra piuttosto che la confusione sia tanta.
Buona notte a tutti
Risparmiare energia, comunque e dovunque, é ottima cosa e prima ancora che doveroso ed intelligente é una semplice regola di buon senso. Ma fatevi spiegare da Silvestri o da Zichichi (solo per stare in casa…)che il massimo immaginabile di risparmio energetico sará sempre solo una goccia nel mare rispetto alla necessitá crescente di energia che hanno le societá industriali e SOPRATTUTTO la fame di energia che hanno le societá emergenti. A meno che tutti voi non auspichiate, come alcuni verdi fondamentalisti pazzi furiosi, un ritorno alle candele ed alla brutalitá di madre natura.
L’unica alternativa seria sul piano scientifico/tecnologico é quella nucleare, e, Mario, non la fusione – che per il momento non esiste – ma le attuali tecnologie che offrono altissime garanzie di sicurezza.
Il 3% del PIL in ricerca e sviluppo Mario non é impossibile : basta essere d’accordo che il futuro nostro e dei nostri figli é piú importante della protezione di settori non economici. Risparmiando e tagliando le spese inutili di questi stati pachiderma potremmo dedicare non il 3 ma il 4 o il 5% alla ricerca ed allo sviluppo. Ma chi glielo dice ai privilegiati, grandi e piccoli, che dovrebbero rinunciare ai loro privilegi pagati con i soldi di tutti?
Il petrolio, prima o poi, finirá : é evidente.
Risparmiare sui consumi é giusto e doveroso ma non cambia di una virgola la necessitá crescente di produrre energia a basso costo.
La soluzione nucleare é una buona risposta nel medio periodo.
Nel lungo periodo sarebbe saggio puntare su ció che ancora non c’è investendo come pazzi in ricerca e sviluppo. Se impariamo a risparmiare in stupiditá apriamo la porta alla speranza che ci dá la nostra enorme creativitá. Ma dobbiamo mirare bene, identificare i veri problemi e chiamarli col loro vero nome. Non é parlare difficle, credetemi.
E non mandatemi a quel paese
Alberto
Alberto non ho capito il concetto di quello che hai scritto. Sembri uno entrato senza seguire quello che è stato scritto. Bisogna eliminare tutti quei consumi superflui, la cuccagna, faremo bene a mettercelo in testa, è finita. Intanto non sprecare e far si che i ns nipoti possano arrivare a soluzioni realistiche. Per investire dal PIL bisogna crearlo. Spendere meno in energia vuol dire avere disponibilità economiche per la ricerca. L’unica via è il nucleare, ma non questo. Fusione invece di fissione. Da quì ai ns nipoti che facciamo?
Salve alberto, ti ho letto dopo aver pubblicato il mio post, vuoi ridere? Certe vostre parole ne le devo andare a cercare sul DUDEN,(PAROLE DIFFICILI)ora veramente basta per oggi, vado dritto a far la cosa più semplice del mondo, vado a farmi una birra. ciao
Salutonen
Salve.
Tempo fa un geologo americano a Corpus Christi nel Texas chiamò eventuali prove di sondaggio sul fondo marino del Polo Nord, l´ultima avventura.
In Alaska ci sono già, lo stanno già facendo nel permafrost ed in Mare, ma quest’e tutta un’altra tecnologia.
Beccate questa caro Ambrogio cosi che stanotte dormi meglio.
1) Prima il ghiaccio si deve scogliere.
2) Ammesso ma non ancora garantito che gli Stati interessati, si mettano d´accordo senza prendersi a Sassate, (sicurezza e interessi di vitalità nazionale), intendo USA, Russia, Canada, e Gröenlandia., (dico Gröenlandia poiché sembra che si voglia staccare dalla Danimarca, con eventuale protettorato UE/NATO) Devono poi ancora cartografare il fondo marino prima ed iniziare le ricerche sismiche del caso per capire, dove puntare la punta del trapano con un relativo margine di successo.
3) La tecnologia per mandare giù un trapano a cinque mila metri sul fondo marino, dove: la Corrente del Golfo e oltre le cinque miglia marine, gli strati dell’acqua hanno temperature differenti e conseguente differenza di peso specifico, dove poi, dato che le correnti faranno sventolare la trivella come una bandiera al vento spostandola in continuazione. È più probabile che quella trivella riemerga davanti al Duomo di Milano che di azzeccare il punto esatto dove bucare sotto una Piattaforma semi sommersa, non ancora costruita, per mancanza di tecnologie e esperienze specifichedel caso, alle quali poter attingere, in questo particolare caso.
4) Probabilmente a quanto si legge dovranno scendere oltre i mille metri, bene li voglio vedere girare quella trivella che sbatacchia ovalmente per una lunghezza di cinque mila metri, senza far girare la piattaforma come una trottola, dannazione! Con che cosa la terrebbero ferma in quelle condizioni estreme la piattaforma? Col belin?
5) E non hanno nemmeno ancora costruito una Boa autosufficiente, (anche per la produzione di calore per impedire che la paraffina nel greggio a quelle temperature di mare lì, si solidifichi e diventi quasi come il cemento) per il carico delle petroliere. La Libia che non è al Polo Nord ne sa qualche cosa in merito alla solidificazione delle Pipelines nel Deserto del Sahara, e poi non hanno ancora progettato e tanto meno costruito, con le tecnologie attuali, un tappo con tutti gli strumenti del caso, che sappia resistere a quelle pressioni e a quei sbalzi di temperatura.
Per quel poco che ne so io, stiamo parlando di neve di domani che si è già sciolta al sole di ieri.
Quel geologo disse anche che sarebbe più verosimile trasportare tutta l´umanità su Marte che trivellare con profitto da quelle parti.
Un’altra cosa prima che vada a farmi una Birra.
In Alaska il permafrost si sta sciogliendo, bene, le fondamenta delle Pipelines però sono state costruite su quel terreno ghiacciato, e per questo si stanno ora sgretolando. Il pericolo di una mega rottura delle Pipelines e incombente, non solo, ma anche le varie stazioni di pompaggio, dislocate lungo tutto il tratto, sono in pericolo, alcune sono già state interrotte.
Ora sono guardate a vista da squadre in Slitta con gli Hoovwercraft e tempo permettendo, con aerei ed elicotteri di pronto intervento.
Affascinante, ed allo stesso tempo pauroso, non è vero? Ciao.
Jack, i giacimenti del Mare del Nord sono gia stati sfruttati al massimo ed hanno raggiunto gia da un paio d´anni l´apice di produzione, ora la cuccagna sta finendo.
Alcuni sono già fermi, altri i stanno esaurendo, anche nel più grande giacimento che si trova nel settore Norvegese, intendo quello di Eckofisck che si vede anche dalle Navette spaziali ad occhio nudo, stanno tirando in certi buchi, i remi in Barca, di gas invece c´ è ne tanto, specialmente nel settore olandese.
For the record: Ad Eckofisk il muro sottomarino di cemento armato inteso come frangi onda sottomarine (ci sono, ci sono) che circonda l´impianto, ha uno spessore di venti metri, con fori di sessanta metri per permettere all acqua di circolare, non mi ricordo più il diametro, ma se mi ricordo en el distanze (1978) deve essere oltre un miglio marino per un ottantina di metri d´altezza, il quel settore il mare mi pare sia di 250 metri.( se mi ricordo bene)
Alberto, ho provato… mi dissero che con i nuovi giacimenti di Carbone trovati nel Mec Pomm. e le 14 Centrali a Carbone in costruzione, non hanno bisogno del Petrolio per l´Energia elettrica, stanno già evacuando i villaggi e spostando la gente. per quelle miniere all aperto, lo sai no?
È in Italia che devono pedalare, e non solo in Italia.
RISPARMIATE ENERGIA RAGAZZI, E PERFETTAMENTE INNUTILE PARLAR DIFFICILE, LA CUCCAGNA E FINITA VE LO DISSI GIÀ A SETTEMBRE DEL 2007.
SE NON VOLETE PEDALARE COMPERATE CANDELE.
Salutonen
Drooyrich, sbaglio o ci hai dato dei coglioni ? Via, non é elegante….
Quello che dici é assolutamente giusto ma non sposta di una virgola il problema sollevato da Marcello : l’aumento innaturale del prezzo del greggio segue logiche di mercato o di altro tipo ? E quel po’ di accademia da bar sport che si é fatta qui nel blog non é stata fuori luogo perché potrebbe chiarirci le idee su quelli che sono davvero i meccanismi di mercato e quello che molti si immaginano che siano.
Perché qui la confusione é grande, grandissima.
Jack, distinguere liberismo da liberalesimo non solo é ridicolo, ma dimostra quanto profonda sia stata l’opera di disinformazione della sinistra durante gli ultimi decenni. È triste che anche fra i lettori del nostro giornale regni questa confusione : il prof. Ricossa ha predicato invano per trentanni….
La Cina non é liberista Jack, applica con maggior intelligenza di Stalin una sorta di capitalismo di stato : nulla a che fare con la tradizione whig. Ma insomma tutti quelli che parlano e sparlano di liberismo e liberalesimo hanno mai letto anche solo un testo, dico uno, della tradizione di pensiero liberale ?
Tornando al petrolio, che finisca domani o dopodomani resta comunque nero e schifoso e benedetto il giorno in cui sará sostituito definitivamente come fonte per la produzione di energia. Perché risparmiare ed ottimizzare, caro Franco, non basta se vogliamo permettere ad alcuni miliardi di poveracci di godere in futuro di un minimo di benessere.
L’alternativa peró non sará mai il fotovoltaico o l’eolico, come ci ricordano il nostro Silvestri e chiunque sappia fare due conti, ma il nucleare che alcuni coglioni (questa volta pertinente) ci fecero abbandonare tanti anni fa.
O magari qualcosa di nuovo che i nostri figli e nipoti tireranno fuori dal cappello. Le soluzioni sono sempre davanti a noi : dovremmo cominciare una battaglia civile per ottenere che almeno il 3% del PIL sia investito in ricerca. Altro che pannelli solari sul tetto.
Alberto
Leopard su altri argomenti non ci siamo trovati completamente d’accordo, su questo credo che abbiamo capito qual’è il problema nella stessa maniera. Quello che gli strateghi dovrebbero fare è diminuire l’uso del petrolio e incentivare tutto quello che può servire. Una nuova casa non deve essere fatta se non ha pannelli solari. Ricambio incentivato di tutte le vecchie lampadine con quelle a basso consumo. Io volevo farlo ma il prezzo me lo ha sconsigliato, anche lì speculano? Macchine, da prendere quando servono, a metano o gpl. Potrei continuare ma il senso credo si abbia capito. Un saluto.
Mi auguro che il gentile Foa apprezzi cotanta creatività nel correrale argomenti a quello da lui proposti.
Condivido quello che dice Mario. Quando il petrolio scarseggerà, saremo nei guai seri. E’ un ulteriore incentivo a investire su fonti rinnovabili e tecnologie per ridurre gli sprechi. E va di pari passo con il problema ambientale.
Sui giacimenti nel mare del nord, a cui si aggiungono quelli scoperti di recente al largo delle coste brasiliane, penso che non sia giusto pensare già ora di sfruttarli, perchè, come già ribadito, sono per un calo del consumo di petrolio. Richiedono enormi investimenti per creare le srutture per l’estrazione. Questi soldi vengano usati per creare tecnologie a fonti rinnovabili e per ridurre gli sprechi.
@Alberto
1) Se vedo una bambina indifesa per strada, non divento un pedofilo. Allo stesso modo, i cartelli o le grandi società che rispettano i diritti umani non fanno affari in paesi che non li rispettano. Un controllo sul mercato è un modo non violento per correggere sia queste multinazionali, che non potrebbero più vendere i loro prodotti insanguinati, sia questi paesi, che verdebbero cadere la loro economia.
2) Liberismo e liberalismo sono due cose diverse. L’una è una dottrina economica, l’altra sociale. Il fatto che il nome si assomigli, non significa che siano la setta cosa. Come dire che comunismo e comunione sono la stessa cosa. Un esempio tangibile: la Cina è liberista (ne più ne meno che i paesi occidentali) ma non è liberale.
Caro Franco,
avevo letto la notizia mesi fa di una possibile spartizione
dei giacimenti petroliferi nel mare artico a seconda delle linee di confine da stabilire per le nazioni interessate.
Estrazione possibile sembrava di capire dato il ritiro dei ghiacci e la possibilità di andare effettivamente a prenderselo.
Per cui legavo anche il continuo aumento del petrolio ad un discorso di futuri investimenti molto costosi.
Del resto se già con questi prezzi altri impianti non sfruttabili prima diventavano economicamente convenienti, pensavo potesse avere una certa logica.
Lasciamo stare il fatto che se già questi investimenti li dobbiamo pagare con un continuo aumento non è corretto…non avevano già messo via abbastanza soldi per poterli fare?
Ma ora che vengo a sapere che l’estrazione di questi giacimenti così a Nord, se non impossibili restano comunque ancora una signora impresa da effettuarsi…tutto il ragionamento che mi facevo và a ramengo.
Una speculazione gigantesca, forse l’ultima e l’unica possibile ancora da effettuarsi di queste dimensioni.
Ho letto quello che ha scritto Bo Mario…ma dopo con tutti i soldi che hanno accumulato, si accenderanno il caminetto in casa? A che prò? Sono della stessa opinione.
Non sono ottimista come Rodolfo, spero che tu abbia ragione a rimandare le conclusioni a dicembre 2008, ma già nel dicembre 2007 discutevamo se poteva passare i 100 a barile.Non essendo del settore, ma vedendo solo le piccole grandi cose che accadono intorno a me sono pessimista.
Sembrano piccolezze, ma poi essendo cose che vanno ad incidere sulla qualità della vita di tutti i giorni, non sono così piccole.
Nella recente campagna elettorale si è parlato molto delle buche nelle strade della Capitale…colpa dei comuni, colpa della manutenzione,colpa di certe amministrazioni.
Poi leggi che le varie ditte che passano catrame per l’asfalto,hanno dovuto ridurre anno dopo anno il contenuto di un derivato del petrolio nel catrame stesso, dato il prezzo.
Peccato che fosse quello che teneva insieme bene il catrame, rendendolo più resistente e impermeabile all’acqua.
Riducendo quello, oggi abbiamo un asfalto sulle strade che dura mediamente molto meno…con conseguenti spese maggiori per i comuni per normale e straordinaria manutenzione, quando riescono e abbiano voglia di farla.
Non solo carburanti, questo prezzo del petrolio…anche tante altre cose…piccole forse ma negative comunque…
Ambrogio
Guai ai vinti !
E l’Italia è fra questi ,anche grazie ai soliti ambientalisti che non tutelano l’ambiente (vedi lo scempio ambientalista di Napoli)e non permettono alcun passo sulla via del giusto sviluppo al paese!
prevedo che tra qualche mese non si parlerà più della immensa balla del cambiamento climatico causato dall’uomo (sono i cicli solari, imbecilli) ma del futuro con un petrolio sempre meno disponibile in quantità e qualità – Hubbert aveva predetto il tutto già 40 anni fa – non é colpa dei speculatori, non é colpa del dollaro, né delle sette sorelle, né degli arabi – i maggiori giacimenti, Ghawar in Arabia Saudita, Cantarell in Messico e tutti i giacimenti del mare del Nord sono in IRREVERSIBILE declico della produzione – questo é il punto – gli speculatori poi hanno ” fiutato il sangue” ed ovviamente ci si sono buttati a capofitto – per chi vuole veramente capire il problema, consiglio la lettura di: http://www.peakoil.com o http://www.energybulletin.net – per gli altri, continuate pure a credere in dietrologie e forze oscure, muorirete infelici vivendo come dei colgioni – drooyrich@hotmail.com
Salve.
Che cosa entra l´Amarone con il Mare del Nord?
Prendi un bel tramonto, un Mare calmo come l´olio, una gustosa grigliata in coperta assieme ad alcuni di pensionati con la Testa sulle spalle ed i piedi ben piantati in coperta a bordo di nave, un paio di Barili di Birra e delle Bottiglie d’Amarone a giusta temperatura e saprai che cosa intendo dire.
Prova, ne vale la pena.
I primi ad andare a ramengo saranno gli speculatori Olandesi, quelli che vendono e offrono aria, ciò è, greggio inesistente su petroliere fantasma.
Devono trovare chi compera loro prima il petrolio inesistente che loro offrono, secondo trovare del vero greggio ad un prezzo inferiore a quello inesistente venduto, e magari già intascato le provvisioni, altrimenti sono radiati dall’Albo degli Agenti petroliferi e finiscono in galera.
Succede quasi ogni giorno, tanti sono braccati come conigli, altrettanti finiscono dentro, altri (pochi) scappano con il Malloppo se sono riusciti a farla franca.
Le cisterne del Pakhud, ad Europort, quelle da un milione di metri cubi intendo che si vedono anche dai Satelliti, sono piene stracolme di grezzo comperato a caro prezzo, sarà tutto da ridere.
Quando succederà il Crack, se succederà, inizierà proprio in Olanda.
Mica sono degli stupidi e poveri beduini ignoranti, quelli del OPEC.
Per quanto riguarda le fonti alternative d’energia pulita proveniente dal Mare del Nord, qui le cose diventano complicate poiché gli esperti sono di pareri diversi e non riescono a mettersi d´accordo sul sé, e sul che cosa fare.
Vada per i Mulini a Vento da 5 Megawatt, sono alti sul livello del mare e offrono poca resistenza alle Bufere, la Danimarca e maestra in questo, ed i tedeschi ne seguono l´esempio sulle foci dei Fiumi, ed è proprio qui che casa l´asino caro Montanaro.
Da queste parti si cominciano a veder onde oltre i 25 metri, a meno dì 30 miglia dalla Costa, non solo, ma la loro sequenza ha anche aumentato di velocità, nei prossimi 15 anni la metà delle Isole frisiane a poco a poco, se le sarà inghiottite il Mare, assieme alla metà delle isole del Pacifico e la foce del Po, per non parlare di Venezia poi.
Intendo affermare che progetti per piattaforme che con il moto ondoso mantengono in movimento un generatore per corrente elettrica, di turbine ancorate sul fondo del Mare che con la velocità delle correnti e le maree azionano un generatore ci sono, e il fatto meteorologico che rompe le uova nel paniere.
Il Mare del Nord non è un mare profondo, manco 80 metri, c´è un posto solo il cosiddetto “Dogger Bank” vicino alle coste inglesi che ha 450 metri, poi ci sono diverse miglia di chilometri di Pipelines per il Gas ed il greggio, non è permesso ed è rischioso, costruire altre cose in quei paraggi.
Essendo ora il mare poco profondo e le onde più alte e veloci che 20 anni fa, succede che quelle onde scavano il fondo marino e danno moto a correnti micidiali, secche e dannatamente veloci, che arrecano danni anche ai Tubi ancorati sul fondo.
Dall’Olanda, dall’Inghilterra e dalla Norvegia decollano continuamente, 24 ore su 24 aerei che perlustrano in continuazione il Mare del Nord in cerca di fughe di Greggio oppure di Gas, appunto per questo.
Pensa che la metà delle Pipelines sono già inservibili in quanto danneggiate dal Mare oppure corrose internamente dall’alta pressione e velocità del medium.
Ci sarà da ridere anche per questo fatto, vedi quando gli Stati interessati diedero il loro OK alle Pipelines lo fecero imponendo allora alle brave sette sorelline, di togliere quei tubi alla fine della cuccagna.
Le care sorelline cercano ora di far orecchio da mercante, vedremo in seguito.
Per il resto vada per il Cabernet oppure per l`Amarone a grandi linee concordiamo.
Se si sono raggiunti gli 8 mila metri ROGER, mi sta benissimo questa notizia mi era sfuggita, grazie per l’informazione.
Voglio vedere però come faranno a mettere una Toplate su quei fori a 5 mila metri di profondità, sul fondo marino, perché è questo quello che io intendevo.
Già negli anni 80. Nel Mare del Nord e non solo, grazie al GPS si poteva anche trivellare orizzontalmente, di traverso e sbilenco tra i pozzi già esistenti, c´era pure il sottoscritto con la Jackson Marine di quel tempo, prima nel Mare del Nord poi nel Golfo del Mexico ed infine in Nigeria ad Escravos sulla sponda destra del Niger.
Non li ho visti ancora metterci il tappo a 5 mila metri di profondità à sul fondo marino.
Tra l´altro, negli anni tra gli anni 70 e 80 poi, non se ne parlava nemmeno
Se non mi sbaglio. proprio i norvegesi che a mio avviso, con la loro DNV (Det Norske Veritas) per quanto riguarda la ricerca petrolifera su quei mari tormentosi, sono i veri Dei del mare, affermano che per il momento non ci sono tecnologie sufficientemente sicure in merito.
L´ultima mia corsa da quelle parti fu negli anni 80, in Norvegia appena sopra il Circolo Polare, a un ottantina di miglia dalla costa, assistevamo a quel tempo una semisommersa, che cercava di fare prove di trivellamento, a 3 mila metri di profondità, sì perché vedi roger, me lo sapresti dire come uno fa ad ancorarsi con una ventina d’ancore a 3 mila metri di profondità?
Al Polo Nord ora ancora ghiacciato, ci sono posti di 5 mila metri.
Te lo puoi immaginare il peso delle ancore e la lunghezza di quelle catene?
Bene, la Davi Stena interruppe a quel tempo l´esperimento proprio per questo, quel Mare a volte ci faceva vedere la Piattaforma dall’alto.
Possiamo fare tante cose, ma la Natura è il nostro limite, questa è l´unica pura e sacrosanta verità.
Poi sai, potrebbe essermi sfuggita anche questa notizia, non credo però, l´avrei letta sulla Lloyd´s List news letter, che mi arriva ogni mattina per Email da Londra.
Ambrogio eccotene un’altra, i più grandi produttori di cipolla e di patate, nonché di polli sono gli olandesi, (sono loro che hanno in mano i gamberetti tedeschi, sai i tedeschi dormivano e si crogiolavano nelle loro capacità, quando si sono svegliati gli olandesi avevano in Mano tutto il commercio del Pesce in Germania) tutta roba da serra, tutta roba sovvenzionata UE.
Dato però che solo in 10% della produzione è smaltita dal mercato europeo, il resto è esportato con tanto di sovvenzioni UE in Africa e venduta a basso costo.
Cosi che l´agricoltura locale và a ramengo, la gente non ha lavoro, e Rodolfo da Trent se li ritrovai prima o dopo tra i piedi, se tutto va bene, a fare i Vu cunbrá al paesello.
Salutonen.
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Il dilemma tra libero mercato e libera speculazione nasce quando la speculazione assume grandi proporzioni, come nel caso del petrolio, e introduce deformazioni gravissime nel meccanismo regolatore del mercato e perciò distrugge il libero mercato. Detto questo è ovvio che il rimedio per ridurre la speculazione è disponibile ed è aumentare in forma importante il deposito da fare nelle operazioni a futuro riguardanti il petrolio. Il problema e questa soluzione sono attualmente sotto studio nel Senato Americano, perchè i maggiori centri di queste operazioni si trovano a Chicago e New York. Il problema nel quale si intoppano i bravi senatori è che i maggiori operatori in petrolio sono dei fondi colssali, Hedge Funds e così via, per cui misure non ben calibrate potrebbero avere una ripercussione finanziaria bastante negativa propio in un momento difficile per la economia mondiale.
Grazie dei complimenti Rodolfo, quando passi da Francoforte tengo pronta una bottiglia di Tocai rosso (alla faccia di Bruxelles il Tocai si fa ancora sui colli Berici, grazie a Dio, ma rosso ….. bé, dái, non dirmi che ti stupisci se noi poveri emigrati ci teniamo due bottiglie in fresco..)
Allora siamo tutti d’accordo che quelli che approfittano di una situazione di privilegio, aumentando i prezzi di qualunque cosa perché sono mono- od oligopolisti, sono dei figli di puttana.
Ma facciamo fatica a capire che lo sono perché gli stati glielo permettono, con legislazioni che forzano, riducono, violentano, alterano la libera concorrenza.
È lo stato che permette agli individui di rendere patologico e pericoloso socialmente il loro egoismo.
Siamo tutti egoisti. Ogni padre o madre di famiglia cerca il proprio interesse e quello della propria famiglia. Chi lo nega é falso o ha bevuto troppo.
Ma un conto é cercarlo rispettando regole sagge, un conto é farsi le regole da soli….come fanno oggi i governanti di tutte le cosiddette democrazie.
Pensare questo é liberismo e non liberalismo ? Jack, e chi ha mai detto che vi sia differenza ? Non certo i filosofi o gli economisti liberali. Questo distinguo sottile fra liberismo e liberalismo é un’altra mela avvelenata distribuita dagli intellettualoidi di sinistra durante gli ultimi cinquantanni…col bel risultato che un Dalema o un Fassino qualunque giocano a definirsi liberali : ridicoli campioni di asemantia (lo stravolgimento del significato di una parola fino a farle significare il suo esatto contrario…il KGB ne era maestro e moltissimi virgulti del PCI hanno studiato alle scuole del KGB… vero ?)
Scusatemi se vi ho annoiato, é tardi e non ho bottiglie da aprire…buona notte a tutti.
Alberto
Sapere che i gamberetti me li sguscino in Marocco e che poi ritornino mi fa senso…è solo un indice della “pazzia” a cui si è giunti con un mercato illeberale…cioè un mercato sì libero, ma privo di ogni regola o etica sociale.
Anzi non è più neanche libero, è schiavo degli utili.
Del resto ora si è solo amplificato del tutto il concetto anche nostrano che se la manodopera costa meno di là, perchè non usarla e spostare fasi della produzione in altri paesi dove possa risparmiare qualchecosina.
Peccato che se per il gruppo di turno qualcosa di buono venga fuori(come risparmio di soldi o guadagno), in un contesto diverso, questi utili vengono pagati sotto altre forme, magari da altri, magari da tutti…il petrolio nel caso specifico da tutti.
Poi è anche vero che i paesi produttori, vedendo il prezzo finale di vendita alle pompe siano stanchi di lasciare quadagnare la maggior parte dei soldi ai vari stati…alzano il prezzo continuamente…come dar loro torto?
Ho visto che in Italia c’è una netta frenata delle vendite di automobili…
Un pò sono contento…il livello di saturazione è ormai prossimo(e non solo per le auto)…
Un pò mi dispiace…proprio ora che tale Lapo, nipote di sua maestà l’avvocato è stato disignato…uno dei 10 uomini più eleganti del mondo…
Mi dispiace signor Lapo,se venderà meno macchine…un pò perchè quelle magnifiche magliette con dietro la scritta Fiat che Lei “griffa” e poi manda a finire in Cina, le dovrà mandare forse in Burundi a fare…
E soprattutto mi spiacerebbe molto che la minor vendita di automobili la costringesse a vestire meno elegantemente…
Sà noi Italiani abbiamo avuto un fremito tutto nel saperlo…ma mi scusi una domanda…Lei sa che cos’è l’eleganza?
Ambrogio
Caro Franco e Alberto, credo che le cose che vogliamo dire siano le stesse, solo che Alberto le esprime benissimo e noi due beviamo troppo! Amarone sul mare del Nord e Cabernet nel trentino.
Scusa che c’entra l’Amarone con il mare del Nord?
Anche Scaroni ( AGIP)oggi ha dichiarato che il prezzo del petrolio è irrealistico e comunque lo vende a quel livello!. Come u rapinatore onesto che ti dice : “ adesso ti rapino , stai accorto!”
L’unica alternativa possibile alla “bolla speculativa” è la consapevolezza che sia stata scoperta una fonte di energia molto più conveniente…e si raschi il barile!
Sicuramente agli africani questo prezzo non conviene : è troppo alto e sanno che ne pagheranno a breve il prezzo!
Se dico che sarebbe auspicabile, ma inverosimile, il prezzo del barile a 200 Dollari è perché solo cosi si renderebbero necessarie delle scelte che a medio termine sarebbero sicuramente virtuose rispetto al consumo del petrolio. Il problema è che ai grandi del mondo questo non conviene!!
Dicono che sia costosa la produzione dell’idrogeno: quanto idrogeno si potrebbe produrre sfruttando le maree del mare del Nord? ( per Franco)! Quando energia si potrebbe recuperare in entrambi i cicli,mettendo e vincolando una piattaforma galleggiante di 1 ettaro nel mare del nord?
Le alternative esistono e sono molteplici! Il fatto è che non sono ancora convenienti! E ci deve essere un periodo stabile ad alto prezzo del petrolio. Ecco perché il petrolio dovrà ritornare con un tonfo a ( considerato il valore attuale del dollaro) 45 – 50 DOLLARI IL BARILE! Proverei a riparlarne in dicembre 2008.
Salve.
Komm Alberto, lasst uns mal endlich italienisch reden.
Chiaro che quando sento che D´Amico come barcaiolo armatore si prende, 4 Mega petroliere per € 30m, all disotto di € 20m dellacorrente valutazione delle carrette stesse, mi viene paura e ribrezzo allo stesso tempo, e comincio ad andare sulle barricate.
E normale allora che gli uomini come me a suon di Bottiglie di Birra oppure d’Amarone scommettano con loro stessi, quando ci sarà il prossimo caso della Torry Canyon oppure dell’Exxon Valdez.
La corsa sfrenata ai soldi porta i barcaioli del Mondo a mandare in giro per i Mari del Mondo (trovo il termine armatore semplicemente ridicolamente arrogante ed improprio) anche vecchie Carrette, con equipaggi inpreparati.
Dico questo per cognizione di causa in campo ex esecutivo, e non certo perché mi piace digrignare
Lasciamo correre per ora i momentanei fixture per petroliere come quello della “Morning Gloiry” d’oggi, 55 t. W320.
Oppure del Charter Middel East-Gulf-East Asia, (Shell).
Oppure della Mount Green, 35000 t. W455, del giugno 05 della St Shipping.
Parliamo di gamberetti invece.
Hai letto giusto: di gamberetti, con questo intendo quei cosini rossi che costano sui € 10 al kilo.
Tonno u pisccatore frisiano, per un kilo di Gamberi appena pescati, prende una manciata di centesimi dopo che non solo. che li ha pescati con il suo peschereccio, ma anche dopo che li ha lavati e cotti a Bordo, i gamberi sono trasportati allo stesso giorno, dal Nord Germania al Aeroporto di Francoforte e volati in Marocco dove sono sgusciati e rispediti nel giro di 24 ore, di nuovo via aerea, in Europa.
Questo succede ogni giorno, ora prova a fare il conto delle calorie che ci sono in un etto di Gamberetti e l´energia che ci vuole per farlo arrivare sulle nostre tavole, via il Mare del Nord, Francoforte, Marocco. Francoforte, e salumiere vari del Bel Paese, e non solo, allora capirai quanto noi dobbiamo risparmiare energia, ma fino a che punto noi ci siamo viziati e dobbiamo ritornare alle abitudini meno spendaccione del passato per poter sopravvivere.
Penso che questo basti a ribadire all’amico Rodolfo da Trent che è tutta una questione di speculazione sulla domanda e l´offerta, non solo per i gamberetti, ma soprattutto per il greggio.
Voglio in grandi termini andare oltre, una Mega petroliera, che da Ras Tanura nel Golfo Persico, va alla costa Orientale degli SU a pieno carico via il Capo di Buona Speranza e ritorna via Suez al Golfo Persico, si ammortizza in 3 viaggi.
Siamo oltre i € 250m.
Dopo di che si incomincia a guadagnare , alla faccia della ERIKA (RINA) e della PRESTIGE (ABS).
Una carretta di seconda o terza mano, magari rialestita per grazia di qualche figlio di Puttana in un qualunque ufficio di classificazione navale, e volontà dei dollari costa nemmeno la metà, incamerando se arriva intera a destinazione, lo stesso introito.
Se poi magari affonda, ancora meglio, così si guadagna di più.
Per questo ora stanno allestendo tutte le Carrette del Mondo.
Chi è che quì mora vuol alzare la Cresta dannazione?
Per il momento non vado oltre, ma qui noi stiamo già facendo scommesse, data la scarsità di Gente di Mare capace, quando succederà un prossimo caso Torry Canyon.
Sai che ridere, noi del Mestiere sì ridiamo, ma è un riso amaro credimi.
No Rodolfo da Trent, a prescindere da tutte le esperienze che ognuno di noi si porta appresso, qui siamo nel Campo della speculazione e del bidonaggio.
Tra non molto, per forza di cose si dovranno muovere le sicurezze nazionali.
Sensa bensina non ci sarà la Balila, e le filande non potranno fumare per mancanza di carburante, i gelsi li abbiamo gia abbattuti da un pezzo, e dei bachi da seta nessuno si ricorda più.
Se vogliamo ancora andare avanti dobbiamo risparmiare energia, non abbiamo mai avuto altre possibilità, pero ce ne stiamo accorgendo solo ora, quando a mio avviso è già troppo tardi.
Incomincerò veramente a ridere quando per la mancanza di Benzina si muoveranno le vari, i sommi Dottorini, i grandi rincoglionuten, tutta quella banda d’imbecilli, delle varie sicurezze nazionali, coloro i quali hanno non solo l´R moscia dannazione, ma anche tutto il resto, Kaputt.
Verdammt noch mal.
Riderò specialmente quando i vari, cosi detti armatori, non saranno nemmeno in grado di rifornire i cessi pubblici d´Europa di carta igienica, per mancanza di Benzina.
Sarà tutto da ridere credimi.
Ciao Alberto
Salutonen
Alberto,
usciamo leggermente dal topic ma l’argomento mi sta a cuore. Porre regole sul mercato è un modo per evitare che certi farabutti sfruttino una situazione a loro vantaggio. Il mercato dei diamanti è uno degli esempi più celebri, per non parlare dello sfruttamento del lavoro minorile nelle piantagioni di cotone. Regola da mettere sul mercato: chi sfrutta lavoro minorile nelle proprie piantagioni, pagherà un salato risarcimento allo stato in cui crescono le piantagioni, pena l’esclusione dal mercato. Sulla questine del petrolio non saprei bene come muovermi, dal momento che non mi è chiaro se sia colpa dei produttori o degli speculatori di borsa. Nel secondo caso, una regoletta analoga non farebbe male a nessuno, magari considerando una spartizione di greggio fra le nazioni che tenga conto anchedi come rispettano l’ambiente, del livello di industrializzazione, del rispetto dei diritti umani e cose simili.
Mi sembra ragionevole.
Un’altra cosa: secondo me la rivoluzione che auspichi è liberista, non liberale.
Se riproporrà, in seguito, l’invito ad intervenire sull’argomento, sarò felice di collaborare. Oggi sono impegnato a seguire il forum sul Trattato di Lisbona che, benché correlato al suo, merita adesso maggiore priorità. Anche perché, se ratificato, potrebbe in futuro determinare il crack di internet, l’ultimo mezzo rimasto per dare voce a chi non l’ha.
Credo è ora ke le regioni si danno una mossa,basta coprire spese inutile in sanità ecc. ecc.x tassare sempre più il gasolio e la benzina! basta tassare la colonnina x tanti aiuti”ke non arrivano mai” alle regioni privilegiate! basta fondi ai terremotati e sfortunati di 50 anni fa!il 70% della colonnina la paghiamo in tasse varie; aiuti ecc.ecc. Basta!Basta e Basta! alla regione puglia l’ex Governatore Fitto bilanciò i debiti della sinistra,ora con il Governatore Vendola la regione puglia è di nuovo in rosso, vedi l’aumento della colonnina x colmare debiti in sanità! e basta con questi comunisti da politica disastro!!!!!!!!!!!!!!! sse vedemm gente.
Jack, i mercati non passano sopra le ingiustizie, né le creano o le risolvono. Gli uomini, non i mercati, fanno tutto questo, per stupiditá, cattiveria o semplicemente per ignoranza. I mercati registrano scarsitá ed abbondanza e, se non sono falsificati da governanti che pensano di essere onniscienti o da gruppi protetti dal potere politico, fanno bene il loro mestiere dando indicazioni molto utili agli operatori : i prezzi.
Mercati senza regole non sono mai esistiti e pertanto faremmo bene a concentrarci sulla efficacia e sulla saggezza di queste regole (leggi, legislazioni, usi e costumi)
Se la pioggia riempie il fiume e lo fa straripare é imutile prendersela con la pioggia : meglio costruire buoni argini. Se governi scellerati, lobbies industriali protette da governi scellerati e lobbies finanziarie protette da governi scellerati modificano artificiosamente i prezzi di certi beni e servizi é inutile prendersela con i mercati che semplicemente registrano queste nefandezze : sarebbe piú saggio capire che cosa succede e prendersela con chi fa “regole” sbagliate, con l’onnipotenza dei governi cosiddetti democratici (per non parlare di quelli dichiaratamente non democratici).
Noi che amiamo definirci liberali dovremmo fare attenzione a chiamare le cose con il loro nome : c’è giá abbastanza casino fra i cosiddetti intellettuali, i media, la scuola e giú giú fino al bar sport.
Cinquantanni di propaganda anticapitalista hanno diffuso in Europa una non-cultura fatta di approssimazione e nozioni distorte. La nozione di mercato, o mercati, é una di queste. Suggerirei a tutti noi che bazzichiamo i blog di questo giornalaccio rivoluzionario (avevo quindici anni quando acquistai il numero 1) di rileggerci, o leggerci le opere del grande Hayek e tutta la banda dei suoi amici (o almenbo le “Lezioni di politica sociale” di Luigi Einaudi : contengono una descrizione/definizione di mercato deliziosa).
Tornando al petrolio : é chiaro che i 100 o 200 o 400 dollari al barile non rispecchiano una dinamica industriale “normale”. Ma fino a quando gli stati saranno in grado di intervenire cosí pesantemente nella definizione di un prezzo non serve illudersi che possa cambiare qualcosa.
Vedo solo due speranze : realizzare lentamente una rivoluzione liberale che limiti, limiti, limiti ed ancora limiti i poteri degli stati (e dei gruppi protetti dagli stati) e avere fiducia nella capacitá di invenzione ed innovazione – finanziandola il piú possibile – in modo da togliere loro i giocattolini restituendoci il diritto di avere un futuro.
Buona serata a tutti (non ci crederete, ma a Francoforte splende il sole e adesso vado in giardino a raccogliere fragole…)Alberto
Penso che qualcuno ha centrato il problema vero. Questa crisi è un avvertimento che dobbiamo prendere seriamente. Questa è finanziaria ma avvisa che ce ne sarà una reale quando il petrolio scarseggerà. L’impulso ad energie alternative doveva cominciare da molto tempo e la filosofia del PIL rivista di conseguenza. Investire sia sul nucleare che sulle altre energie per il post nucleare. Dobbiamo essere preparati per tempo a tutte le eventualità. Navighiamo a vista e lo scontro con gli scogli è nei prossimi vent’anni.
Caro Marcello,
io non sono un esperto di economia, ma faccio ugualmente un’osservazione. Il libero mercato e la speculazione non sono mutuamente esclusivi; al contrario, se un bene può essere liberamente comprato e venduto, anche con contratti future, gli speculatori hanno campo libero per operare. Poiché oggi l’entità dei capitali che si muovono liberamente sui mercati mondiali è immensa, gli effetti della speculazione sul prezzo di un bene possono essere anche molto rilevanti, come è il caso del petrolio nelll’ultimo anno. Gli speculatori però guardano soltanto al loro profitto, e non si preoccupano di eventuali effetti collaterali negativi delle variazioni del prezzo di un bene da loro stessi provocate (se non sbaglio gli economisti chiamano esternalità questi effetti collaterali).
Chi deve preoccuparsi delle esternalità? Senz’altro io, quando faccio il pieno di gasolio alla mia vecchia automobile, ma in primis dovrebbero preoccuparsene i governi e i parlamenti. Solo la legge può ridurre o eliminare le esternalità negative connesse al funzionamento dei mercati. Ma nel caso del petrolio c’è un problemino: gli stati traggono un enorme gettito fiscale dalle imposte sulla vendita dei carburanti, e il gettito aumenta quando il prezzo dei carburanti aumenta. Quindi nel breve e medio periodo a nessun governo interessa tentare di frenare la speculazione sul prezzo del petrolio (cosa peraltro difficile, vista l’entità dei capitali in gioco), salvo poi lamentarsi quando gli effetti sull’economia generale iniziano a farsi sentire. Ho il sospetto che l’avidità degli stati nel breve periodo faccia più danni della speculazione.
Un saluto.
Salve tutti! Credo ke il petrolio non lo si specula;diciamo ha più mercato ke “libero mercato” il senso è; ke dal 1989 cioè dalla caduta del muro di Berlino è nella normalità accadesse ciò,purtroppo ki non ha previsto questo tracollo non ha saputo far buona politica al contrario ki l’avesse previsto! la colpa di tutto ciò va addossata alla politica comunusta! x aver ingabbiato x anni la libertà di stare a passo con altri paesi non comunisti.Voglio dire ke se prima della caduta del muro di Berlino le rikieste di barile erano 10 dall’entrata di tanti paesi comunisti in via di sviluppo la rikiesta dei barili non dico sarà raddoppiata ma poco ci manca, fate voi i conti quanti abitanti ha la Cina e l’india e vi rendete conto quanto petrolio serve x svilupparsi come gli occidentali…Credo è niente x ora; xkè ancora non tutti i paesi ex comunisti sono in via di sviluppo ke sol quelli citati.Io faccio economia appena la lancetta km orari arriva a 100 spengo il motore e lo riaccendo a 40 km orari. Signori è ora di pensare seriamente al motore ad acqua! sì di acqua il nostro pianeta ne ha tanta ke se non la sfruttiamo tanti paesi non li vedremo più.Ai tempi di Hitler gia si parlava,poi kissa xkè gli inventori non hanno più un nome!!!!. sse vedemm gente.
Alberto, non sono d’accordo con quello che dici.
Forse nel caso specifico ha ragione Rodolfo e il prezzo del petrolio è salito solo per decisione dei paesi dell’Opec e non per speculazioni sui contratti futures. Ma il sospetto rimane: perchè ciò avviene in un momento di grave crisi di liquidità? Ovvero quando le materie prime sono l’ultima sponda?
Sui mercati, anche se si sono evoluti lentamente dopo una serie di errori e correzzioni, sono tutt’altro che immuni da ingiustizie. Per evitare le quali, occorrerebbe fissare delle regole chiare e istituire organi internazionali di vigilanza.
A titolo di esempio, cito due ambiti in cui il mercato passa sopra a gravi ingiustizie: diamanti e cotone.
Caro Rodolfo, fa piacere leggere le cose sensate che hai scritto.
Il mercato non c’entra niente con lo scellerato oligopolio formato da OPEC & affini, giocatori d’azzardo protetti da legislazioni dementi e governi pronti a stracciarsi le vesti mentre incassano accise miliardarie.
È triste vedere come il mercato od i mercati vengano chiamati in causa a sproposito, antropomorfizzati, quasi fossero invenzioni di qualche diavolo d’un capitalista.
Si é mai parlato cosí di un linguaggio ? Qualcuno direbbe mai che la lingua italiana é brutta e cattiva perché uno ha dato del figlio di puttana ad un altro ? Eppure il mercato, o i mercati, ed il linguaggio, o le lingue, hanno moltissimo in comune. Nessuno li ha inventati, si sono evoluti grazie ad infiniti tentativi ed errori ed adeguamenti e servono egregiamente il fine di farsi capire tra simili.
Cosí come il mercato, quando si evolve spontaneamente, serve egregiamente il fine di far circolare le informazioni, prima fra tutte quella particolare informazione che si chiama prezzo.
Quando gli stati, o dei gruppi privati protetti dagli stati, violentano i mercati abusando di poteri che nessuno ha dato loro, succedono grandi casini, i prezzi vanno dove vogliono e la povera gente ne paga le conseguenze.
Quando questo succede in settori merceologici un po’ speciali, come l’energia in tutto il suo ciclo produttivo,i casini sono ancora piú dolorosi perché le falsificazioni provocate dagli stati e dai loro galoppini si ammantano di giustificazioni strategiche. E Dio ci liberi dagli strateghi.
Come sempre le soluzioni stanno avanti.
Innovatori ed inventori ci stupiranno aprendo strade nuove e togliendo il giocattolino ai governi ladri. Ma li lasceranno innovare ed inventare ? Ed avremo il tempo per farlo ?
La decisione di tornare al nucleare lascia ben sperare, ma é solo un primissimo passo.
A quando il 3% del PIL in ricerca e sviluppo, come nel sol levante ?
Caro Franco, leggerti é come sempre uno spasso, diciamo che spesso mi salvi la giornata : che ne dici di ampliare la tua proposta di far pedalare le mogli a tutti gli obesi di Germania (Hartz IV oder Vorstände, spielt keine Rolle) o magari a tutti i Grünen, due ore ogni mattina e dose doppia prima di ogni seduta parlamentare ?
Buona giornata a tutti.
Alberto
Salve.
Si hai ragione bo mario, siamo abili a tirarci la Zappa sui Piedi e incolpare sempre e solamente agli altri.
Non solo Luca, ma specialmente quando si è come gli eroi del pallone ieri sera.
Ai perfettamente ragione quando affermi che, per fare l`elettrolisi dell’acqua necessitiamo di molta energia che per forza deve arrivare da un altro portatore.
Meno male che è così, se il padreterno ci avesse dato la possibilità di creare la materia, avremmo distrutto il pianeta molto prima.
In qualche cassetto però c´è il progetto di usare l´energia fotovoltaica da grandi parchi che andrebbero costruiti nei Deserti, ed in parte dai generatori a Vento, per far funzionare impianti di elettrolisi dell’acqua.
Sarebbe più opportuno che fregarci l´olio per la Salsa ed i Cereali per la Pasta per farne del Biodisel, ti pare?
Il tutto ha un controsenso che fa veramente ridere, che cosa se ne fa uno del Biodisel, se poi prende la Macchina per andare dal salumiere dietro l´angolo di casa per prendere dell’Olio e della Pasta, e dal Panettiere in fondo alla strada per comperare i panini che non ci sono più,
Vogliono anche ricavare Energia dai Mulini a Vento.
Pazzesco non è vero?
Energia proveniente da Mulini a Vento per accendere la miccia ad un razzo vettore in partenza per Marte. (Back to the Future)
Non ci rimane che risparmiare energia, non abbiamo altre possibilità.
L´homo sapiens (abilis), sta arrivando alla fine della sua corsa pazzesca, per la pura e semplice mancanza di Benzina. Roba da Mat.
Il bello è che ci sono ancora degli imbecilli che questo semplice concetto non l´anno capito e che continuano a volerci guadagnare sopra. (La Zappa sui piedi)
Si potrebbe anche comperare una batteria di pile ricaricabili ed abbinarle ad una dinamo di Bici non vi pare? Tanto poi le mogli devono dimagrire.
Feci questa proposta l´altro giorno, in birreria, le signore presenti quasi mi volevano cavare gli occhi, una più violenta delle altre, qualch´cos altro.
Lo propongo di nuovo, tanto le amiche del Blog, non hanno le braccia cosi lunge.
Salutonen
Il prezzo del petrolio? Speculazione che altro?
Ambrogio
Lavoro da 25 anni nel settore specifico e l’unica cosa che ci è dato sapere è che la legge del mercato in questo settore non c’entra proprio nulla!
Vi è una interessenza sempre vergognosa fra gli enti statali e le famose “sorellone” del petrolio.
Di certo c’è anche che l’apice della convenienza economica per i produttori di petrolio africani è di circa 29 Dollari al barile e quelle Sudamericani di 24!
Il punto di minima convenienza economica per i produttori del Mare del Nord è di 23 Dollari al barile.
La prima spinta al rialzo è stata operata dagli Inglesi per rendere appetibile l’estrazione dai loro giacimenti, il resto è scappato di mano come ora troppo spesso accade.
Ora tutti corrono al rialzo puntando sulla crescita dei prezzi; è difficile capire perché del petrolio quotato a Londra per consegne a tre mesi, subisca il livellamento al quel prezzo a Trapani il giorno stesso! Logicamente quello che ha acquistato il petrolio a 80 Dollari e lo quota al valore più elevato possibile o lo tiene in giacenza. Cosa accadrà quando ci sarà il crollo a Londra ( inevitabile anche secondo il mio modestissimo parere) dei depositi pieni dei petrolio invenduto e acquistato a carissimo prezzo??
Per la nostra economia e per la nostra civiltà io sono convinto che il petrolio dovrebbe costare almeno 200 Dollari al barile! Se cosi fosse in breve tempo ci libereremo di questi megamiliardari africani che ci ricattano da 50 anni! Gli stati però perderebbero un sacco di potere e di introiti; tutti sanno infatti che chi ci guadagna di più, senza fare nulla e senza rischiare nulla sono gli Stati con le accise!
Per cui non ci sogniamo che il petrolio possa rimanere ad alto prezzo per tanto tempo. Vedo però che, come spesso accade, l’unico che ha il coraggio di dire la verità plausibile è Marcello Foa!
Tutti gli altri giornalisti urlano e sbanfano il contrario!
Più o meno condivido quello che è stato detto dalgi altri lettori, in particolare mario bo. Aggiungo una mia considerazione di carattere generale.
Da liberale ritengo che il prezzo del petrolio sia una conseguenza del sistema capitalista e liberista che governa il mondo. Lo stesso vale per l’aumento dei cereali e delle materie prime, i beni rifugio che i grandi giocatori di borsa hanno scelto per ripararsi dalla frana finanziaria iniziata con i sub prime. Occorre imporre dei paletti etici a questo sistema e bisogna farlo alla svelta con due obiettivi: il problema ambientale e il problema della povertà. Se la razionalità non prevarrà sull’egoismo, rischieremo grosso.
Nel caso specifico del caro petrolio, razionalità vuol dire anche agire nel piccolo, nazione per nazione, regione per regione, famiglia per famiglia: coibentando le case per ridurre gli sprechi, spegnendo i condizionatori d’aria, abbassando un po’ i riscaldamenti, mangiando prodotti coltivati sul territorio (e non importati dal sud america con spreco di carburante). Sono ben accette altre proposte. Ma se anche “dall’alto” non verrà fatto qualcosa, gli sforzi individuali non serviranno a gran che.
Io resto della mia idea che la causa di tutti i mali sia l’economia. Tutti i giochetti in borsa, i futures, i subprime, le ipotesi degli analisti che se non rispettate fanno variare il valore delle azioni al di la dei reali risultati industriali… Ma siamo sicuri che tutti sti economisti siano realmente un bene per l’umanità? Continuare così, giocando con i soldi della gente con la stessa scioltezza con cui si gioca al fantacalcio forse non è la cosa più giusta. Una cosa è il libero mercato, una cosa la libera speculazione.
Sarebbe forse il caso di rivedere i diversi “prodotti finanziari” possibili e tornare ad una situazione dove si trattano sui mercati prodotti reali e non virtuali. Veramente l’economia ormai ha le stesse regole del calciomercato.
Parpaiola non siamo homo sapiens ma homo habilis.
Abili a fregare il prossimo. Un saluto.
Mi dispiace ma c’è un po di pressapochismo in una materia complessa come quella degli idrocarburi:
1. C’è tantissimo petrolio scoperto e nuovi giacimenti da scoprire.
2. E’ falso affermare che non si possa trivellare a 5000m di profondità. Si sono superati gli 8000m quasi vicino al limite crosta – mantello ( roccia fusa).
3. Affermare che stiamo affamando il terzo mondo è il solito luogo comune. Paesi dell’Afriva e del medio oriente stanno lucrando egregiamente con l’impennata del prezzo e faranno di tutto per mantenerlo elevato a lungo. Se poi la ridistribuzione delle enormi ricchezze porta all’estremo eccesso della nigeria dove alcune decine di persone hanno trasferito l’ultimo anno capitali per 150 miliardi di dollari all’estero non è problema dei cosidetti neocapitalisti.
5. le imprese petrolifere rischiano, investono e nel migliore dei casi si riprendono, dopo anni, quelolo che hanno investito più una royalties che comunque non supera il 10% del greggio estratto.
6. Rilevo che comunque sia assurdo proporre pubblicità di autovetture da 4000 cc, velocità vicine ai 300 Km /h, pick up da usare nel tratto casa-asilo etc.
7. Forse questa febbre sarà salutare nel modificare le abitudini dei consumatori e costruttori di auto, case, etc., di incentivare il nucleare ed altre forme di energia, consci che il tanto pubblicizzato sogno delle nergie rinnovabili potrà coprire non più del 5- 10 %.
Turbine eoliche nella valle dei templi, la pianura padana coperta di specchi ( e la nebbia?), sembrano un modoper fare soldi ( vedesi tedeschi che hanno la quasi totalità dei brevetti del fotovoltaico).
Insomma di greggio ne abbiamo ancora tanto e di gas c’è un’abbondanza infinita.
Diversifichiamo le fonti di approvigionamento, con uno sguardo verso la Russia ed anche l’Opec ai primi cenni di calo della domanda rivedrà la sua folle politica al rialzo.
Salve,vi ricordate di” Back to the future” il film, be con tutta la monnezza di Napoli si puo andare avanti cento anni . Ma speriamo che Soros si compra la Roma cosi un po di quei soldoni li porta nella capitale,ma i ricconi del mondo un giorno si faranno una bella pulita con tutti quei DENARI perche questa e la democrazia decadente e noi ne siamo ORGOGLIOSI
Oops, volevo dire Franco. Ecco quello che succede quando si scrive la mattina presto…
Per Francesco Pierpaola: mezzi ad idrogeno e similari saranno sempre un problema finche’ non si usera’ un metodo economico per fare elettrolisi dell’acqua. Al momento e’ un processo molto poco efficiente e consuma molta energia, che per forza arriva da altre fonti.
Salve di nuovo,
son talmente incavolato per quella dannata partita di Calcio che ho dimenticato il resto del post.
Volevo ancora dire: d´altra parte Marcello quando sul mercato ci sono 85 milioni di barili e la domanda è di 86,4m, il prezzo non ha niente a che fare con la speculazione, ma è una semplice ragione di mercato.
Per arginare dobbiamo e possiamo solo risparmiare energia.
Il greggio a 150 oppure come altri dicono a 200 $ al barile terrorizza tutti, tutti meno che quelli del OPEC ed gli Armatori navali.
Salutonen
Sorry, ma chi fù quel buon tenpone che ci chiamò Homo sapiens?
Salutonen.
PS.
Aavevo piogiato il tasto sbagliato, capita.
Salve.
Quasi tutti concordano sul fatto che trà non molto il prezzo del greggio andrà giù a rotoli.
La Tv tedesca dice però che in autunno, il Gas aumenterà del 40%.
Dice anche che bisogna eliminare i Sacchietti di plastica, ma nessuno vuol cominciare a farlo.
Altri dicono anche che gli Stati del Golfo si stanno già preparando al dopo greggio, e su questo hanno ragione.
Dicono pure che ci sono immensi giacimenti al Polo Nord, vero, anche questo è vero.
Dicono che lo estrarranno.
Balls.
La tecnologia per trivellare a 5 mila metri di profondita e poi per altri 2 o 3 mila metri ancora sul fondo marino esiste solo in teoria.
Vorrei vederli a mettere Valve di controllo e scarico a 5 mila metri, intendo una Topplate sui pozzi per regolare il flusso del greggio.
Chi è che le và a fissare il padreeterno?
Non si sono ancora nemmeno messi d´accordo a chi appartiene cosa.
Probabilmente si scanneranno pure, magari prendendosi anche,cosa che è molto probabile, a Sassate.
Nelle attuali condizioni Meteorologiche potranno trivellare solo un paio di mesi l´anno.
Se per caso potessero trivellare 12 Mesi l´anno allora no ci sarà bisogno di Greggio, in quanto Homo sapiens non esisterebbe più.
Per il resto gli esperti di Economia ne sanno quanto mè, di esperti in economia ricchi. io ancora non ne ho visti.
Solo pochi spregiudicati speculatori con un mare di soldi a disposizione lo sono.
Speriamo le Autovetture ad Idorgeno passino presto in produzzione, un giorno il Greggio sarà troppo pregiato per bruciarlo nei Motori a Scoppio, credetemi.
Che vengano le centrali Nucleari, e aiuti per installare sui tetti delle Case cellule fotovolatiche.
Bisognerebbe anche lasciare la Macchin più spesso in Garage, inforcare la Bici, (tutta Salute) ed usare di più i mezzi di trasporto pubblici.
Vi ricordate quando a Settembre dello scorso anno dissi che già dal 2003 ci stavano fregando l´olio per la Salsa, per farne del Biocombustibile?
Bene ora sappiamo anche che ci stanno fregando i cereali per far la Pasta, per farne del Biocombustibile.
I bilanci economici non ci salveranno
posted by Frank Galvagno
Non passa giorno in cui tg & giornali non parlino della cosidetta “crisi” serpeggiante: petrolio a 140 $ / barile, proteste di pescatori e trasportatori, aumento medio del costo della vita di 1.200 € / anno… I tentativi di spiegazione, maldestri secondo me, si rifanno ai termini speculazione, scarsità di investimenti, “fondamentali dell’economia” mal applicati eccetera.
Ogni tanto qualcuno osa di più, e parla di crisi strutturale piuttosto che di depressione temporanea (caso degli amministratori delegati di alcune multinazionali) e di grossi problemi legati agli approvvigionamenti energetici (Giorgio Napolitano 04 giugno 2008, La Stampa).
La tentazione generale di risolvere con strumenti economico-finanziari problemi che hanno in realtà radici e strutture nella chimica-fisica delle risorse fossili è però molto forte. Si dice che per tamponare (tamponare !) l’acuirsi della fame nel mondo la FAO cerchi di stanziare cifre come 10 miliardi di $, dichiarando che ne servirebbero comunque 30.
Ora, pensare di risolvere queste cose spostando “cifre” equivale a sentirsi appagati contemplando la stanza da letto in ordine, evitando accuratamente di aprire armadi e cassettiere che, ahiloro, stanno sopportando pressioni da autoclave e rischiano di proiettare ogni sorta di oggetti da un momento all’altro.
Le disponibilità finanziarie altro non sono se non riserve matematiche, “potenziali aritmetici” virtuali, crediti di accesso all’uso delle risorse. Più hai soldi, più puoi (puoi, non devi) vivere il 2° principio della termodinamica ad alta velocità. Punto. [faccio qui astrazione del concetto di indebitamento, che consente di procedere con il consumismo ad ampio raggio, differendo nel tempo i pagamenti]
Le soluzioni, seppur con i loro limiti, non mancano, ma implicano paradigmi per lo più riservati agli addetti ai lavori o semplicemente troppo distanti dalla cultura dominante: rinnovabilità, abolizione del concetto di “rifiuto”, ripensamento delle infrastrutture e dei trasporti, equilibri demografico-migratori.
Oggettivamente, i sistemi mondiali stanno inviando ora più che mai dei feedback, “fortunatamente” negativi (cioè, tendenti a stabilizzare il sistema, paradossalmente): contrazione industriale, riduzione dei consumi, abbandono progressivo dell’usa e getta.
La speranza che voglio avere e condividere con chi legge è che non si tratti di sintomi tardivi.
“La reltà è sempre più complessa della semplice schematizzazione, ad un’azione necessariamente corrisponde una serie molteplice di reazioni, spesso non valutabili, spesso non circoscrivibili, proprio qui l’intima libertà dell’uomo, la sua singolarità, i suoi abissi, le sue vette.”
Questo è vero ma da scienziato ti dico che è anche possibile modellizzare un sistema e prevederne il suo comportamento.
Questo è stato fatto da Hubbert e dal Club di Roma.
I risultati sono li in qualche cassetto da una trentina di anni.
Quelli del PIL a tutti costi non hanno voluto leggerli… e ora ne paghiamo tutti le conseguenze.
L’utopia della crescità infinita è FINITA e possiamo anche urlare, sbattere i piedi e metterci a piangere ma non servirà a niente.
Il picco è ormai raggiunto.
INFORMATEVI
Ve la do io la risposta. Si chiama picco di estrazione del petrolio di Hubbert e nessuno ne vuole parlare perchè rappresenta la conferma scientifica dell’impossibilità della crescita infinita delle economie dei Paesi, crescita basata sul continuo aumento del consumo di energia a basso costo.
La festa è finita e le speculazioni c’entrano veramente poco. Chi vuole aprire gli occhi e capire che il l’utopia capitalistica cosi come è stato concepita e attuata non può durare ancora a lungo allora inizi a visitare siti come petrolio.blogosfere.it e aspoitalia.blogspot.com nonché http://www.aspoitalia.net e si informi sul Picco di Hubbert, pensando meno al denaro (numeri con valore aleatorio nel tempo) e più all’energia.
chi invece vuole illudersi che una mattina accendendo la TV i giornali diano la notizia del petrolio a 30 $ al barile si accomodi pure ma il risveglio sarà molto DURO.
E ricordatevi che siamo APPENA ALL’INIZIO
Qui, come altrove, pensare di avere la verità in tasca è solo un metodo per restare in superfice e spesso per non comprendere.
Viviamo un’epoca di transizione, con una società che non solo si modifica , ma lo fa con un ritmo così veloce da triturare tutti i riferimenti, ponendoci nella condizione di navigare a vista, con strumenti e carte spesso obsolete, per giunta in un mare in tempesta.
L’unico filo comune è e rimane il “dubbio”.
Ciononostante la razionalità dell’animale uomo, figlia sicuramente dell’equilibrio fra passione, sentimento, slancio, forza e oggettività (qui intesa come mondo esterno), in cui io credo fermamente, permette di scendere sotto la superfice e, con strumenti comunque evoluti, sscandagliarne i fondali.
La reltà è sempre più complessa della semplice schematizzazione, ad un’azione necessariamente corrisponde una serie molteplice di reazioni, spesso non valutabili, spesso non circoscrivibili, proprio qui l’intima libertà dell’uomo, la sua singolarità, i suoi abissi, le sue vette.
Nulla è scritto, tutto ci appartiene, dobbiamo imparare ogni giorno dai nostri errori, dagli errori altrui a farne buon uso, naturalmente conoscenza prima, studio, fatica, analisi, approfondimento poi, portano ad un continuo migliorarsi (nulla ci è regalato).
Il liberismo e la sua espressione più vicina la “scuola marginalista” è stato accusato, dai successivi economisti, spesso all’apparire eretici, rispetto all’ortodossia dominante, di staticità , ossia, banalizzo, i modelli sono validi ma solo al verificarsi di certe condizioni limite, quasi mai presenti nella realtà. Naturalmente questo non sminuisce la loro validità come ideal-modelli, ma non permette, al contrario di ciò che succede in altri settori scientifici, l’universalità del modello, ossia non è riproducibile, sperimentabile.
Perchè il modello sia valido è indispensabile sia aperto alle varianti esogene, tenga quantomeno conto del contesto esterno.
Una teoria che più sembra lambire la realtà e quella di considerare il mercato, non come un mercato unico, ma come la somma di una serie di mercati.
All’interno di questi mercati, possiamo cristallizzare per un attimo quello delle materie prime e fra queste quella che ancora oggi caratterizza l’epoca e la civiltà che la vive, il “petrolio”.
Diverse le motivazioni che permettono questa dinamica dei prezzi in continuo crescendo del petrolio, fra l’altro, con i diversi attori, sempre pronti ad accusare l’altro di scorrettezza.
Da un lato il cartello dei Paesi produttori, per grandissima parte Paesi arabi con grosse problematiche (di distribuzione del reddito e di disoccupazione al loro interno)che reclamano una sempre maggiore fetta di ricchezza, dall’altro il gruppo dei Paesi Asiatici, divenuti importanti consumatori, con consumi in crescita, e che, ovviamente aspirano alla loro fetta di consumismo, dall’altro i Paesi occidentali (grandi consumatori) fino a ieri convinti di una riserva infinita di energia a basso prezzo, se a questo aggiungiamo la globalizzazione che prima ancora di essere globalizzazione delle persone (non ancora totalmente determinatasi) è stata ed è globalizzazione dei capitali che unita alla finanza strutturata alimenta fenomeni di speculazione immensa, abbiamo più o meno la cornice entro cui gli avvenimenti si sono detrminati e si stanno evolvendo.
Naturalmente pensare che il libero mercato (liberismo)li possa risolvere da sè, è, nel breve e nel medio periodo, pura follia, altrettanta follia è necessaria nel pensare che un solo Paese, l’Italia per esempio, possa influire tangibilmente su queste problematiche.
E siccome non si può fermare o stravolgere il mondo, soprattutto non lo può fare il singolo, è indispensabile che la comunità internazionale, dietro la spinta consapevole delle popolazioni, intervenga nel libero mercato, comprima, o quantomeno controlli, quelle forze estreme che spingono verso verso un mercato oligopolistico e stimoli la tecnologia verso nuove forme energia, per quanto possibile rinnovabili e con una visione almeno secolare ( non possiamo creare centrali nucleari per poi accorgerci fra 10 anni che l’uranio impoverito per estrarlo costa di più dell’attuale petrolio).
La tecnologia è uno degli strumenti che può indicarci una via diversa , ma va guidata , stimolata, valorizzata, incentivata, anche a costo di perdere potere, quel potere che deriva dalla distribuzione oligopolista e verticale dell’energia.
Sapremo concretizzare questa ulteriore utopia in realtà? sapremo costruire una nuova morale del consenso? Sapremo trovare la via della crescita e dello sviluppo attraverso il “potere derivante dal consenso” e non il “potere derivante dal comando”, sapremo conservare i valori liberali e democratici? Riusciremo a trasformare la “democrazia” in una “democrazia partecipata”?
Io ottimista razionale, mi auguro di si.
Cordialità Cosimo Quarta
Il petrolio è vitale ancora per la ns economia. Farci speculazioni sopra vuol dire rischiare col fuoco. Finita, in maniera indecorosa, per il mondo finanziario, la bolla speculativa sui subprime ora qualcuno cerca di guadagnare sul petrolio. Gente senza scrupoli che stà mettendo in mezzo ad una strada quei poveri che erano già poveri prima e ora rischiano il nulla. Milioni di persone rischiano di morire per fame e a loro non gliene importa niente. In questo caso il capitalismo è peggiore del comunismo. Se non avessero voluto imporlo con la forza avremo un parallelo più attendibile. Dietro ai futures ci sono anche i produttori di petrolio così guadagnano due volte. Si sono visti per il G8 e lì dovevano prendere una posizione di condanna di questi speculatori. Ci viene il dubbio che qualcuno viene foraggiato da questi. Aveva ragione Chavez, mah! l’elemento è già strano per conto suo. C’è da dire che questi speculatori, con tutti quei soldi in mano, cosa se ne fanno quando l’economia non tirerà più? Ci si accenderanno il caminetto? L’unica cosa utile e non andare dietro al mercato perchè si farebbe il loro gioco. Andare la domenica senza macchina non ci spaventa più. La situazione italiana è peggiore delle altre perchè il costo reale è di un quarto del totale. Il resto sono tasse. Basta abbassare quelle e il prezzo scelto potrà essere mantenuto a lungo. Non lo faranno? Peggio per noi, purtroppo. Si era presentata una organizzazione per un economia etica, dove sarà finita? Un saluto.
Oppure è veramente finito il petrolio?
Vedi p.es. http://petrolio.blogosfere.it/ oppure http://blogs.it/0100206/