Sentenza su Guantanamo, bentornata America
L’America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c’è stato l’11 settembre, la guerra al terrorismo, l’Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l’America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione.
Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d’origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo.
Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l’America sta tornando ad essere l’America.

Ah si certo Sonya e “gli asini volano” non ce lo metti pure. Ma fammi il piacere.
PS: Non so se si possono inserire “tags” per rendere gli articoli cliccabili.
A proposito, un bel numero di detenuti “innocenti” che sono stati rilasciati, sono ritornati nelle file dei terroristi.
Non so se e’ permesso mandare testi ed articoli in Inglese.
Ci provo, e’ in riguardo al menu’ servito a Guantanamo.
Cibo usato dai mussulmani, solo con dieci ingredienti, cuochi specializzati, infatti c’e'anche un libro di cucina.
Gitmo’s ‘gourmet fare’
http://www.washingtontimes.com/news/2005/jun/29/20050629-120419-7234r/
I detenuti sono aumentati di peso perche’ mangiano bene, tre pasti al giorno, piu’ snacks.
Sono golosi di gelato.
Saluti…
E’ inaccettabile che ci sia al mondo ancora gente che crede al terrorismo islamico e che l’11 settembre sia opera di AlQuaeda. Bisogna essere o dei cretini totali o dei disinformatori.
Beh, Dott. Foa, innanzitutto La ringrazio per la risposta al post. E’ evidente che Lei, vista la sua professione e la testata per cui lavora -non esattamente l’ultimo quotidiano locale in Ialia- non puo` essere un inetto, usando il registro linguistico da lei scelto. E nemmeno un coglione, adeguandosi a quello utilizzato da ALCUNI fan di Vasco nelle risposte pubblicate (delle mail non posso sapere).
Altri, come lei dice, sono intervenuti criticamente. Altri, aggiungo io, stizziti, altri ironicamente, altri ancora vaschianamente in maniera provocatoria.
Capisco la Sua attuale posizione difensiva. Rimane il fatto che la prima mossa -a mio modo di vedere sbagliata, come ho argomentato nei miei precedenti interventi- e` costituita dal suo scritto.
Se le domande che Lei “istintivamente vorrebbe farmi” nascono da curiosita` o dal mio invito a fare il giornalista di se stesso me le puo` tranquillamente rivolgere via e-mail, ritenendo non opportuna la prosecuzione del dibattito sul blog. Garantisco, non senza un briciolo di vaschiana ironia, ventennale esperienza sull’argomento “Dr. Rossi” accompagnata da un livello culturale generale di tutto rispetto!
Benvenuti al fine. La creazione della figura di “enemy combatant” è stata, dal punto di vista legale, una incredibile stupidaggine già che non c’è nessun “corpus” giuridico che la conosca. In conseguenza le sentenze emesse sono nulle, e saranno annullate, e il par di centinaio di prigionieri non ancora accusati dopo tanti anni saranno un dolor di testa per gli americani. Molte volte ho sentito la giustificazione di tenerli prigionieri per la ragione che alcuni fra i liberati tornarono a combattere. Al proposito racconto un episodio, storico, passato nel Venezuela sotto il regime del dittatore Juan Vicente Gomez: Un esponente di una famiglia benestante viene arrestato dalla polizia segreta del dittatore come sospetto di complottare contro il dittatore e gettato in carcere. La moglie sicura di suo marito lotta per due anni per dimostrarne la innocenza ed al fine riesce a convincere al aiutante di campo del dittatore della innocenza di suo marito. L’aiutante espone la situazione a Gomez e questi gli risponde sorridendo: probabilmente avete ragione ed era innocente ma adesso dopo due anni in una delle mie carceri è sicuramente un nemico del regime e non posso liberarlo.
Caro Marco la ringrazio per il post (miracolo: un estimatore di Vasco Rossi che pensa che il sottoscritto non sia un inetto…). Istintivamente mi verrebbe da replicare, facendole ad esempio qualche domanda, ma mi astengo e non per mancanza di rispetto. Considerate la mole e la gravità delle minacce e degli insulti ricevuti (la maggior parte via e mail), ho deciso per il momento di lasciar calmare le passioni ed eventualmente tornare a riflettere sulla vicenda (e sull’argomento) tra qualche tempo. Se e quando ciò sarà possibile mi farà molto piacere dialogare con persone come lei e come quelle che hanno espresso opinioni pacate e motivate di dissenso, che sono sempre benvenute, come sa chi frequenta regolarmente questo blog.
Bravo Dott. Foa.
Le faccio notare che la struttura di questo Suo post non e’ arraffazzonata, qualunquistica e priva di fondamento come quelle dei due post in cui si addentra in materia per Lei impervia (vasco- vita spericolata – droghe). Qui Lei utilizza un processo logico fondato, per certi versi hegeliano. Giunge ad un giudizio, esprime delle opinioni condivisibili o meno, esponendo dei fatti e circostanziandoli. Dimostra in sostanza di saper fare il giornalista. La invito allo stesso tempo a leggere tanti interventi che Lei ha scatenato con i suoi due post precedenti. E non parlo di chi ha risposto con insulti ai suoi insulti. Faccia il gionalista con se stesso. Si rilegga. E vada a leggere le tante risposte costruttive, ricche e giornalistiche che ha ricevuto. Poi studi le canzoni di Vasco. Si guardi un DVD. Poi, se vuole, esprima nuovamente un giudizio negativo. Motivato. Strutturato. Non moralizzatore, banalizzante e denigratorio.
Buon lavoro.
La guerra al terrorismo islamico va fatta con tutti i mezzi, leciti e sopratutto illeciti nei confronti di chi non ha il minimo rispetto della vita degli altri (vedi 11 settembre). Certo, tenere in piedi Guantanamo fino ad oggi potrebbe sembrare una gravissima crudeltà, ma resta un segnale forte nei confronti del terrorismo. Chi di loro viene catturato rischia di finire a Guantanamo. Forse i giudici della corte suprema hanno dimenticato l’11 settembre. Nessuna garanzia democratica per i terroristi.
Silvio e George discutono dei problemi del mondo con tanto di battute e soluzioni pronte a risolvere niente come al solito; c’è solo una nota negativa che ha rattristato il volto del presidente americano: la sentenza della corte suprema; Bush si è detto preoccupato perché così non potrà proteggere i suoi cittadini.
Come fanno i tribunali federali americani a minare la sicurezza della popolazione nell’officiare una funzione che gli appartiene e garantendo i diritti dei detenuti?
Abbiamo trovato un’altra cosa che accomuna questi due grandi statisti del nostro secolo: l’avversità alle sentenze. Chissà perché…
Grazie per questo bel dibattito. La mia visione va oltre la lotta al terrorismo: i sondaggi continuano a dimostrare che l’America viene considerata nel mondo un problema, uno Stato di cui diffidare. E di questo mi rammarico, anche perché durante tutta la guerra fredda e subito dopo l’ 11 settembre il consenso per gli Stati Uniti era molto alto. Perché l’America è impopolare? Per la guerra in Irak, per Guantanamo, per Abu Ghraib; quando dico bentornata America esprimo l’auspicio che possa riprendere quella autorevolezza morale che ora ha oggettivamente perso, come evidenzia con la consueta pacatezza Cosimo Quarta. Riportare Guantanamo alla normalità è un passo nella giusta direzione. Mi scuso con Marco Bianchi: è vero, lei ha detto politicamente corretto e non buonista, ciò comunque non cambia il senso del mio intervento.
Cari saluti a tutti.
mccain è stato prigioniero in vietnam ed è stato torturato. perciò sa distinguere una tortura vera da quelle presunte che hanno subito i prigionieri di guantanamo. obama un po’ meno. a quanto ho capito la chiusura della prigione serve solo a rendere più simpatica l’america, non a rendere più efficace la lotta la terrorismo. io penso, forse semplicisticamente, che quando si è in guerra, si è in guerra. e se per evitare che uno si faccia esplodere in un supermercato si usano maniere un po’ dure, non è che poi è la fine del mondo. personalmente penso che senza le maniere forti difficilmente si possa ricondurre alla ragione persone che della ragione hanno fatto carne di porco. se non sbaglio gheddafi si è dato una calmata solo dopo che gli è arrivato un missile nella camera da letto. loro non hanno pietà e nessun esponente delle associazioni dei diritti umani va mai a contestargli i metodi usati. a bush, viene contestato che in una prigione addirittura si nega il corano ai prigionieri e gli si da da mangiare una sbobba troppo calorica tanto che i prigionieri sono tutti obesi. queste sono le torture che hanno subito i poveri terroristi. mcccain ha resitito 5 anni in mano a gente che lo ha praticamente fatto a pezzi e non ha nessun risentimento verso il popolo vietnamita. i poveri terroristi già stanno preparando, appoggiati dalle associazioni delle anime belle che si occupano in genere solo di caino, mai di abele, una class action contro il governo statunitense. perchè loro il capitalismo lo vogliono abbattere, ma finchè c’è, sfruttarlo un po’ non è che faccia male. poi che i prigionieri rimandati in patria siano stati rilasciati non significa molto dato che spesso la patria di questi personaggi è un paese che finanzia il terrorismo, o nel caso dell’italia considera i terroristi combattenti per la libertà. io apprezzo bush perchè in questi anni ha tirato dritto, convinto si essere nel giusto. c’era, e c’è, una guerra da combattere e non si può andare dietro a michael moore o a questi personaggi che creano verità che vengono prese per oro colato da tutta la sinistra europea che odia l’america, non ho mai capito perchè, e non vede l’ora di dargli contro, qualsisasi cosa faccia. dimenticando che l’america ci ha risolto parecchi problemi oltre che nella seconda guerra modniale anche nella recente guerra dei balcani. che si è risolta solo dopo che i maledetti yankees hanno deciso di risolverla. mentre i pavidi governi europei stavano ancora lì a discutere su che cosa fare e la guerra gli stava arrivando al confine. considero bush uno dei grandi presidenti americani e spero che il suo successore sia mccain che mi sembra sia della stessa pasta. mi rendo conto che a questo punto manca solo un bel god bless america. e io lo dico: “god bless america”!
Per fortuna il sistema è sano e forte, ciò che ha permesso all’occidente un salto di civiltà negli ultimi 200 anni, ossia i valori dell’illuminismo, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, la libertà dell’individuo, la tolleranza, di cui gli Stati Uniti d’America sono stati per molto tempo faro e guida, sembrano solo asdsopiti , ma poi riemergono.
E’ molto pericoloso pensare di combattere il terrorismo con le stesse armi (con la tortura), è pericoloso combattere l’inciviltà con l’inciviltà, la violenza con la violenza, il sopruso col sopruso, il terrore col terrore, non solo si è dimostrato, vedi il caso di Guantanamo, perfettamente inutile , anzi molto negativo.
Qui il fondamentale errore degli Stati Uniti d’America e del suo Presidente Bush, che comunque catalizza su se stesso un pensiero un’ideologia maggioritaria nel suo Paese in quest’ultimo periodo.
Il segnale forte che viene dallo smantellamento di Guantanamo, permette di guardare al popolo americano, alle sue istituzioni, ancora come un esempio, che sbaglia ma sa ritrovare nelle sue basi democratiche la forza di reagire e correggersi.
Giustificare e sentirsi autorizzati ad ogni tipo di reazione in nome dell’atrui violenza non può appartenere ad una società civile.
I terroristi, come i criminali di guerra, vanno combattutti e dove possibile catturati e processati, ma con le regole della nostra civiltà, nel rispetto dell’uomo, altrimenti saranno loro ad aver vinto.
Cordialità Cosimo Quarta
Salve.
Abraham Lincoln sospese l´Habeans Corpus Act, US Constitution Art 1. Section 9, diverse volte durante la Guerra Civile americana.
Bush dichiarò che terroristi (non decretando che…) erano fuori della Convenzione di Ginevra e tanto meno son da considerare Criminali comuni, e diede disposizioni in merito.
Ora, la Corte Suprema afferma un’altra volta, che il tutto è anticostituzionale e da ai detenuti la possibilità di presentare ricorso, per il luogo ed il modo di detenzione.
È giusto per gli innocenti, se provati definitivamente tali, ad aver diritto ad un lauto risarcimento.
A mio avviso però, i colpevoli dovrebbero essere giudicati da una Corte Militare, in quanto il Codice Penale americano, non è adeguato a giudicare casi del genere.
I casi dei detenuti per Terrorismo in Europa sono altra cosa in quanto cittadi di stati membri dell UE o ivi residenti.
Guantanamo è in termini moderni disumana, sgozzare un povero cristo in diretta TV, pure.
Bush e stato in questo caso ingenuo nel pensare che con maggioranza che ha, ciò gli bastasse per tenere fuori del discorso l´Habeans Corpus e la Corte Suprema, come vedete la democrazia americana ha prevalso sull’ingenuità di un Presidente che per quanto a mio avviso con tutti i suoi difetti, è un gran Presidente, tanto quanto, Regan, JFK e Truman, per non dimenticare Roosevelt.
Ingenuo nel fare, grande ad accettare la sentenza senza protestare.
Qui c´è solo da sperare che il prossimo Presidente USA, se fosse Obama, non si riveli un mercante di noccioline come a suo tempo lo fu a mio avviso, il Presidente Carter.
Penso inoltre che la lotta al Terrorismo si debba combattere in silenzio, Occhio non vede, Cuore non duole.
Anzi, sembra che certi Stati Arabi lo stiano già facendo.
For the records:
Uno degli ex inquilini di Guantanamo vive qui a Brema, Al MASRI, questo giovanotto turco non trovò niente di meglio da fare, che di andare un bel giorno giorno in Bosnia durante la Guerra a studiare il Corano. (veramente bravo e devoto il giovanotto, non vi pare)
Si spostò più tardi in Afganistan con tanto di Barba lunga, perché stando a quello che disse in un’intervista alla TV tedesca secondo lui, là si prega e si studia meglio e ci si sente più vicine al padreterno. ( qui era già quasi in odore di santità)
Fini a Guantanamo, (dove altro credeva di finire, in Paradiso?) ora è fuori e poté rientrare in Germani da szua Madre, (nella terra degli infedeli) su esplicita richiesta di Frau Merkel al presidente Bush.
Non rientrò in Turchia perché lo avrebbero sbattuto subito in Galera.
Tempo fa ebbe grane con la legge, mi pare per molestie ad un’impiegata di un Supermercato o perché appiccò il fuoco tutta la Baracca, non mi ricordo più.
Salutonen.
Foa se lo faccia dire, se lei gli articoli che scrive sono sempre fatti con la superficialità con cui ha scritto quello su Vasco Rossi… siammo apposto…
Io contro di lei non ho nulla perchè non la conosco, ma prima di scrivere su qualcosa o qualcuno abbia almeno la briga di documentarsi.
Non voglio entrare nei particolari ma traspare da ogni riga del suo articolo su vasco… che lei non ha probabilmente nemmeno idea di cosa dice o pensa nelle sue canzoni…
Riguardo Obama, Paolo, lei ha proprio ragione !
Settimana scorsa a Los Angeles ero circondato da tavolini, gazebo e uomini sandwich che raccoglievano offerte per Obama. Grande entusiasmo, grandi sorrisi. L’unico messaggio, scritto e parlato ?
“HOPE”.
Un po’ poco….un po’ rischioso lasciar guidare l’America SOLO dalla speranza.
America che, avete ragione, non era mai partita.
Lei va, magari sbaglia, ma quando la chiami arriva sempre…..
Su Guantanamo peró temo che via sia un po’ di veritá in tutte le osservazioni che sono state fatte.
É vero che un sano realismo ti impone ti rispondere in modo eccezionale ad eventi eccezionali. Ma qui sono mancate le proporzioni. Anni di silenzi e magari di piccole o meno piccole torture non hanno giustificazione e non hanno senso.
Che ne direbbero i sostenitori preconcetti di Guantanamo come “stato di emergenza” se fossero finiti loro per errore dentro il campo ? Un “emergenza” di questo genere non puó durare sette anni…
Triste.
Triste per chi ama l’America, quella ideale e quella reale.
Ma é comunque un fatto estremamente positivo che la stessa America che ha insistito a non smantellare subito Guantanamo trovi oggi la forza di correggersi.
Quale democrazia o altro regime al mondo é in grado di fare cosí sistematicamente, sempre, nel bene e nel male ?
Per tutti quelli che non amano la perfezione, perché la perfezione non esiste, l’America resterá sempre una fonte inesauribile di speranza che si puó cambiare, si puó migliorare.
Buona notte…e …Clark…torna pure a cuccia dal tuo Komandante…qui non hai niente da dire o da trovare.
Alberto
Mai detto “buonista” Sig.Foa,ma “politicamente corretto”.Le cose che lei dice su Guantanamo,mi sembrano siano state smentite da osservatori imparziali.E comunque è un fatto che detenuti rilasciati e quindi,secondo lei,innocenti ingiustamente detenuti,siano tornati tranquillamente a fare i terroristi.Se non sbaglio,la sentenza dice solo che i detenuti possono fare ricorso.Se poi,per lei,l’America,con Bush,se ne era “andata”,vi sono altre opinioni su Bush,credo,almeno altrettanto autorevoli della sua.Per la mia modesta opinione Bush è un grande Presidente e un grande repubblicano.
Ben tornata America? Ma l’America non è mai partita! Il
carcere di Guantanamo, ovvia stortura di un sistema giudiziario moderno e civile, è solo la risposta e la
giusta gestione di un problema incivile che se trattato
con le vigenti regole di civiltà, non potrebbe essere
risolto o combattuto. Come si fà a trattare con la normale
legislazione tre aerei lanciati come bombe sulla testa
della soc. civile. Con le regole ‘normali’ si può forse
trattare il comune delinquente che uccide e rapina, non
chi fa tremila morti e peggio ancora lo fa per una folle
ideologia che potenzialmente considera i tremila come un
risultato modesto. Giustamente gli Usa, con la pragmaticità
anglosassone che li distingue, hanno dato una risposta informale ad un delitto informale e tarato da pazzia!
Egr. Foa,
Guantanamo ha rappresentato per un certo periodo una necessità per la fase contingente post 11 settembre. Non può aver risolto i problemi del terrorismo, ma all’inizio dell’emergenza di 7 anni fa, nell’ansia più totale, qualche azione bisognava pur intraprenderla. L’esito è risultato deludente? Bene, giusto chiudere tutto. Troppo facile però dirlo adesso da parte dei due candidati alle presidenziali. A proposito di queste, un paio di riflessioni: a) da più parti siamo ormai di fronte ad un tiro al bersaglio nei confronti di George Bush, dipinto in svariati modi, da guerrafondaio ad incapace a gestire le criticità. Capisco di essere fuori dal coro, ma solo il tempo darà al presidente uscente il posto che merita nella storia. Non ho mai letto da nessuna parte che l’intervento in Iraq è stata un’azione messa in atto essenzialmente per “posizionare” una pedina dell’Occidente nella scacchiera mediorientale ormai priva di nostri riferimenti, a parte l’assediato Israele. E che quell’intervento, pur con tutti gli errori tecnici commessi, evitabili e non, ha rappresentato un bastione del nostro mondo nei confronti della minaccia avanzata dal mondo islamico, a volte solo annunciata altre volte realistica. Pertanto, un bel deterrente. Una mitica frase, di cui non ricordo l’autore, recitava cosi:”Il maggior alleato della pace è la paura della guerra”. Insomma, è meglio restare con qualche occhio in più sul posto per controllare le mosse di un mondo che ci provoca in continuazione; b) Barak Obama, sicuramente un carismatico, un ascendente, attraente oratore , con potenza seduttiva e anche simpatico, ma qual’è il suo programma? Seguo molto le vicende U.S.A. però giuro che non sarei in grado oggi di riuscire a riassumere in poche righe uno straccio del suo programma. Ma qual’è? Non vorrei che l’espansivo e gradevole ragazzo altro non sia che un gran predicatore e che come tutti i grandi predicatori riesca inevitabilmente a far breccia sulle folle ma non ha ben chiare le idee sul da farsi, rischiando di navigare pericolosamente a vista nella ricerca della risoluzione dei problemi che di volta in volta si presenteranno, una volta a capo dello Stato più potente del mondo. Ma è solo un dubbio. Anche in questo caso, ci risponderà il tempo.
Cordialmente.
Approvo la decisione su Guantanamo. Quel carcere non è servito a niente se non a danneggiare l’immagine dell’America del mondo. Ma non mi sento di dire, con questo, “ben tornata America”.
Diciamoci la verità: noi possiamo ringraziare gli Stati Uniti per la libertà e la democrazia che ci hanno dato dopo il trattato di Yalta, senza dimenticare i loro interessi economici e politici. In virtù dei quali, in altre parti del mondo, hanno represso libertà e democrazia: in Cile, in Iraq (prima armando Saddam contro l’Iran per poi fare la guerra del golfo), nell’embargo di Cuba, adirittura nella loro stessa patria privatizzando la sanità. Insomma un’America doppiogiochista, che difende giustizia o ingiustizia a seconda dei suoi comodi.
Mi auguro che non sia questa l’America che ci attende alla prossima legislatura, anche se non ci scommetterei.
I prigionieri di Guantanamo non sono criminali qualunque ma spietate macchine che producono solo orrore, mi dispiace ma non mi accodo al coro dei buonisti! questi esseri hanno il cervello completamente spappolato dall’indottrinamento avuto, fin dalla giovane età, nelle scuole coraniche! Rimetterli in libertà significherebbe vanificare gli sforzi e i morti che americani e forze occidentali in genere hanno fatto per catturarli. rimessi in libertà tornerebbero a uccidere in nome dell’integralismo musulmano. E’ questo che vogliamo? Io no! Lasciamoli marcire in galera, è quello il loro posto e basta con queste lacrimucce da cattocomunisti! Scusate lo sfogo.
Sono d’accrordo con Mario Bo. A Marco Bianchi dico: non si tratta di essere buonisti. Se l’America vuole continuare ad essere la potenza di riferimento deve recuperare la credibilità e la forza morale che un tempo aveva. Facendo retate e sbattendo degli innocenti in carcere senza diritti, torturandoli non combatte il terrorismo e perde credibilità. Che l’esigenza di cambiare rotta sia condivisa, come osserva Ambrogio, è dimostrata dall’atteggiamento di entrambi i candidati.Se sono buonista io lo sono anche loro….
E quindi l America di Bush se ne era andata.Che qualche liberato da Guantanamo sia tornato a fare il terrorista che importa.E di nuovo la favola di Guantanamo prigione degli orrori.Ma quanto è politicamente corretto il sig.Foa.
Speriamo che questo segnale sia un inversione di tendenza nel fare politica estera della prossima amministraziome Americana.
La corte suprema ha fatto passare questo emendamento per un solo voto di maggioranza, ma sufficente a cambiare il destino di molte persone detenute a Guantanamo.
Per il resto bisognerà vedere chi vincerà le presidenziali…che ora come qualche commentatore ieri evidenziava non è più un duello solo tra democratici e repubblicani, tra un nero e un bianco portatori di sentire e di problemi diversi, ma è sopprattutto un duello “generazionale”.E questo secondo me è l’aspetto più interessante delle prossime elezioni Americane.
Il giovane Obama e il vecchio sia pur funzionante McCain.
Istintivamente, preferirei che vincesse Obama, anche sentendo Bush ieri sera dopo l’incontro con Berlusconi.
L’Iran non deve dotarsi di Nucleare nemmeno a scopi pacifici, contro la tendenza delle nazioni Europee a riconoscergli almeno il diritto di potersene dotare.
Continuare ad imporre la visione della forza in aree geografiche come l’Afghanistan, l’Iran, zone(soprattutto la prima)dove si stanno scannando da sempre(secoli)e dove gli interessi economici in gioco sono enormi, è scherzare col fuoco.
Bush stà cercando di non lasciare dietro di sè il ricordo di un presidente “guerrafondaio”…è un pò troppo tardi per riconoscergli un cambiamento di rotta…
E’ buona cosa che non possa essere eletto una seconda volta e che il suo mandato abbia fine…forse la fine di Guantanamo “gulag” è legato anche a questo.
Ambrogio
1 commento…….???? Foa….bentornato nell’anonimato……!
Si cita USA per la democrazia. In parte è vero. Dopo 11 Luglio c’è stata una reazione sconclusionata e non poteva essere altrimenti, a chi tocca tocca e purtroppo anche qualche innocente a Guantanamo. Il danno d’immagine è che ci hanno messo troppo a capirlo. In tempo di elezioni avvengono fatti che si capiscono. La nuova amministrazine avrà un problema in meno da affrontare. Sarà alle prese con il bubbone Iran e con l’economia. Dovrà anche affrontare il nodo Russia che stà prendendo una posizione che non promette nulla di buono. La bomba atomica in mano ad integralisti non và bene per nessuno. La democrazia americana a volte sembra ingenua. Travolti da scandali economici, anche grandi, e vengono giustificati con il liberismo. Può succedere, azz.. Non ci sono democrazie da prendere ad esempio. Ognuna ha troppi punti deboli.