Il blog per informarsi, con qualche dubbio…
Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un’intervista a Matt Mullenweg, l’inventore della piattaforma WordPress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti.
Infatti «permetterà una diversificazione dell’offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l’abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete».
Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni.
Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l’abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano?
Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti?
Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti?
AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr—ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet — è che la civiltà del «web» stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, ”immersi come siamo nel “multitasking mentale” appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link“. Timori fondati?

Ciao Marcello,
cerco di essere attento a tutto e di leggermi anche libri e manuali di diverso genere (anche se ultimamente mi concentro sulla comunicazione e le community).
Di conseguenza non sempre riesco a leggere tutto: per fortuna qualche volta mi salvano i Feed Readers: senza ti loro mi sarei perso queste tue riflessioni e l’articolo su Il Giornale. Per il momento me li sono appuntati su delicious alla voce citizen_journalism; poi tornerò a leggerli.
Sto appunto preparando un post in reazione ad un recente articolo di Giancarlo Dillena sul Corriere del Ticino.
E sono anche lieto di sapere che ci sono giornalisti che hanno approcci ben diversi dal suo…
A presto.
Matteo
PS: forse non è un caso se hai lasciato presto la piccola realtà Svizzero italiana per approdare a Il Giornale
… e allora buona navigazione, caro Franco!
Salve.
sono fuori dal giro per una un paio di settimane, vado via Mare nei Caraibi (lavoro).
ci risentiamo
Salutonen.
Mario Bo, anche Giulietto Chiesa non è ben consapevole di alcuni retroscena della vicenda, che invece sono noti a me e ad altri, e che, a saperli cercare, sono visibili a chiunque su internet. Roba che se te li dico davvero mi afferri per pazzo.
Mi va di spendere due parole a favore e in difesa del libro,soprattutto per quello che gli è successo negli ultimi vent’anni.
Dal 1992 al 2001 ho lavorato nella libreria del mio migliore amico con il compito di recarmi ogni giorno(mediamente, compresi anche i periodi morti 4gg alla settimana per tutto l’anno)a Milano nelle varie Case Editrici a ritirare i libri ordinati precedentemente dal cliente.
Il libro come distribuzione ha perso moltissimo in questi anni…le varie case editrici si sono accorporate e hanno “curato” più il settore in cui erano certe di potere vendere.
Mi ricordo in Milano ai primi anni 90, le case Editrici erano ancora dentro la prima cerchia di circonvallazione, poi alcune sono decisamente uscite, altre sono andate lontane(penso al polo della Rizzoli a Melzo).
All’inizio era facile anche identificare una casa editrice perchè sapevi di cosa parlava freferibilmente e orientare le tue letture.
Oggi, passando ogni tanto da Bergamo mi ci reco per un saluto o per prendere quello che ho ordinato…e sono impressionato dalle novità esposte e non è vero che non puoi scegliere perchè quando Il Libraio è una persona che comunque pur con la difficoltà di vendita ha le sue idee,trovi sempre quello che ti interessa.
Certo non bisogna andare a comperare se interessa in quelle grosse librerie dirette dalla Casa Editrice Specifica…molte delle grosse le hanno aperte in tutte le città, non bisogna andare da chi con la scusa di venderti libri scolastici a metà prezzo, te ne rifila due usati e otto nuovi(perchè tanto ormai se lì)e anche due romanzi.
E nemmeno in quelle gosse librerie dei centri commerciali, dove lo stesso titolo è steso sullo scaffale per dieci volte.
Bisogna andare in quelle librerie dove chi le tiene, ami anche la lettura.
Ne restano poche, ma ci sono, baste cercarle.
Poi comunque questa massificazione(intesa come 1000 possibilità di posti vendita del libro)ha rovinato il libro,almeno quello di nicchia.
Comunque pur avendo questo buon aggancio io non sono più riuscito ad avere un libro che mi interessava sulla Mafia…
Lei Marcello sa di quale parlo, le avevo anche detto che lo avevo trovato tramite la Casalini (distributore di Firenze)…in realtà non mi hanno neanche risposto…
Lo stesso mi aveva risposto il mio amico, quando prima di me ci aveva provato seguendo i canali normali Libreria/Casa Editrice…
Sono sicuro che la Casa Editrice non c’entra nulla, anche perchè è sua intenzione vendere…ma la realtà è questa e dopo mesi francamente non mi interessa neanche più…
Ambrogio
Il problema è che siamo offtopic non posso enunciare quelle 1500 enormi contraddizioni e domande irrisolte della “teoria” (chiamarla cosi’ è un’offesa all’intelligenza umana) ufficiale di Bush & co.
Alberto dici delle cose vere, quello che non sono d’accordo è sul fuori dal coro. Non si può essere fuori dal coro come status. Si perdono tutte quelle possibilità di capire, intervenire per migliorare. Lasciamo perdere le ideologie era inteso in questo senso. Ogni governante vorrebbe la gente in fila per due è normale. Siccome non è possibile la maniera migliore è partecipare al miglioramento dall’interno. Stando fuori e criticando solo non si ottiene quello che si vorrebbe.
Ciao e buona giornata e buona giornata a tutti.
…e ora che ho letto gli ultimi due….mi sono messo le mani nei capelli.
Segui il consiglio di Bo,Mario…
Saluti
…non l’ultimo, ma il terzultimo post…sorry…sono troppo lento…
Francesco, …non ci crederai, ma sono d’accordo con tutto quello che hai detto nell’ultimo post, anche nel tono.
È vero, questo sistema punisce i creativi, quelli fuori dal coro, favorisce gli standard eccetera eccetera.
E chi usa ed abusa di posizioni di potere perpetua questa triste storia.
E la scuola, le scuole, dominata dagli stati, non ha in sé le energie per reagire.
Ma per fortuna il clima di libertá che con fatica é emerso e si fa lentamente strada attraverso le istituzioni e le menti ed i cuori della gente, permette grandi sorprese.
Quante storie meravigliose conosciamo di singoli individui che ce l’hanno fatta ed hanno realizzato con successo sogni e visioni rivoluzionarie.
Non sputerei su tutto quello che ci circonda.
Dovremmo tutti lavorare per aumentare la sfera di libertá entro la quale viviamo. I blog servono anche a questo.
Concordo con le osservazioni di Marista e totalmente con quelle di Caterina.
Sta a noi usare con intelligenza gli strumenti che ci vengono offerti.
Il web2 é straordinario nell’offrirci l’opportunitá di essere scemi come geniali.
Usiamolo per aumentare le difese contro chi ci vuol togliere la libertá.
Buona serata
Alberto
Francesco anche se siamo in Ot provo. Parli di verità? Diamo le stesso significato alla parola? Le teorie che và dicendo G.Chiesa protebbero anche essere, ma dire che è la verità ce ne corre. Autoterroristi? Mah. Il blog di Foa è fatto per discutere problematiche e ognuno porta il suo mattone. Foa succube di Bush? non me n’ero accorto. Se vuoi dialogare con noi porta argomenti e non ideologie che quelle sono finite da tempo. Ciao.
d’accordissimo: io leggo solo le mie cose e spesso non so altre cose più importanti che stanno succedendo in Italia. Assurdo ma lo vengo a sapere solo se qualcuno mi dice “hai visto…?” allora apro il giornale!
Per coloro che hanno intuito il seme della verità nelle mie parole, vorrei consigliarvi di cercare le parole “signoraggio bancario”, “riserva frazionaria” e “sovranità monetaria” con google, per approfondire questi argomenti importantissimi.
Grazie a tutti.
Ambrogio, mi dici che le verità che ho rivelato, vi erano già note quasi tutte. Bhe di sicuro non sono note al nostro Foa, il quale fa un post su guantanamo (e molti altri sull’america e sul terrorismo in precedenza) in cui continua a reggere il gioco di Bush, dei neocons e dei poteri che hanno fatto il colpo di stato l’11 settembre 2001 demolendo due torri piene di americani, e in seguito hanno ammazzato centinaia di migliaia di persone in iraq e afghanistan.
Se mi dici che ce l’ho con i banchieri perchè ho perso in borsa, mi sa che non hai capito o non hai voluto capire nemmeno un briciolo di quello che ho espresso nei miei posts.
Se non hai capito che tutti i problemi che abbiamo oggi derivano dal sistema monetario monopolizzato dalle banche, allora mi dispiace per te, perchè non capirai mai il senso di questa esistenza.
Viviamo il nostro presente, un società di massa in cui tutto o quasi viene costruito per essere consumato immediatamente, per seguire il ritmo biologico, per assecondare la nostra provvisorietà di esseri finiti, e attraverso il continuo e perpetuo ripetersi dei cicli di consumo determinare la nostra caducità e nel contempo la nostra immanenza.
I ritmi odierni non sono più quelli di ieri, quelli dell’opera di pietra che deve durare e comunicare di noi ai posteri, i ritmi odierni sono quelli del lavoro, il nostro attuale idolo è il consumo, il consumo veloce, fatto di apparenza e superficialità.
L’analisi, l’approfondimento, l’essere appartengono ai pochi, ma , per fortuna, qui la differenza con il passato, siamo noi, singolarmente, seppure con difficoltà, a sceggliere a quale schiera appartenere.
Questa forma mentis, “consumistica”, si riflette nella società , nell’utilizzo degli strumenti di cui con sempre maggiore frenesia si dota, nelle interrelazioni, nella comunicazione.
Internet, i blog, il resto dei media , i libri, i fumetti, ecc,. sono strumenti di cui ognuno di noi può farne un utilizzo cosciente, creativo, informativo, di approfondimento, di analisi, di specializzazione, oppure abusarne per cogliere frutti alla cui maturazione non ha partecipato.
Certo limmensa mole di informazioni , i ritmi, i bisogni, la competitività estrema e la forma mentis (generalizzo naturalmente) tendono a farci trascurare l’ampiezza del pensiero, riducendoci all’iperspecializzazione, eliminando quasi, la dimensione dello spessore.
Gli stessi strumenti, però, e fra questi, internet e i blog , permettono, a chi sceglie di farlo, di approfondire.
La differenza, per me etremamente importante e pregna di futuri sviluppi, fra internet, i blog rispetto ad altre forme, meglio in integrazione ad altre forme di comunicazione, è insita nel rapporto orizzontale di co-relazione e negli spazi aperti , per chiarire non più una cultura omologata circoscritta che si trasmette dall’alto verso il basso del tipo “io insegno tu impari”, “io scrivo tu leggi” , ma un arricchimento multidirezionale, pluralista che riconosce in ogni singolo individuo una fonte di energia e di conoscenza.
Ovviamente dobbiamo combattere la superficialità , il sentito dire, le frasi fatte, l’idea del diritto alla felicità, e nell’umile riconoscimento dei nostri mezzi, attraverso il costante impegno , il confronto e l’approfondimento, ricercare il nostro percorso.
La paura comunque c’è, è riferita soprattutto ai ragazzi a coloro che per la giovane età, non hanno sedimentato quel sano scetticismo e capacità d’analisi, e si riferisce alla domanda: come reagiranno di fronte a tanta abbondanza di informazioni, di fronte a tante pietanze già preparate?
Perciò penso che chiunque, esperto o meno, s’interroghi sul presente e sul futuro della formazione culturale e sulle storture che intorno a questa possono essere create dai nuovi mezzi, aiuta a sviscerare il fenomeno, a comprenderlo, a sedimentalo ad affrontarlo, a migliorarlo.
Cordialità Cosimo Quarta
Si, ma Francesco…
Spero ti sia sfogato abbastanza con tutte queste verità che ci hai trasmesso…credo che le conoscessimo quasi tutte, almeno i frequentatori più assidui dei questo blog.
Se vuoi svegliare qualcuno dal letargo questo è il posto sbagliato…
Se invece c’è una ragione personale nel prendertela con banche,finanzieri,politici infami, non usare toni troppo alti e di chi sa per certo come gira il mondo e rispetta invece la vita di chi ha vissuto molto più di te e tra queste cose si è già dovuto dipanare…
E te lo dico per simpatia…
Nel caso nell’ultima settimana tu abbia perso tutti i tuoi soldi in Borsa e ancora non ti sia ripreso…non temere ti rifarai, i soldi vanno e vengono…
Ciao,Ambrogio
Alberto, quando citi il discorso della libreria, parli come uno che davanti a un tavolo imbandito stracolmo di pietanze si pone il problema di come fare a provarle tutte. E poi proprio tu ti lamenti della mancanza di spirito critico..
Lo spirito critico non c’è, perchè questo sistema vuole degli zombie replicanti, incapaci di sviluppare, e dio sa quanto costa farlo, un proprio pensiero originale.
Lo spirito critico non c’è perchè quelli che ce l’avrebbero vengono puniti dalla società (invece di essere premiati), spesso hanno difficoltà a trovare lavoro, perchè sono TROPPO BRAVI, TROPPO PROFONDI e TROPPO AL DI FUORI DELLA NORMA e quindi danno fastidio.
Alla fine non si riproducono neanche agli stessi tassi degli altri, e quindi si sta ammazzando il talento e la distinzione anche geneticamente.
A scuola ti insegnano a imparare le cose senza sviluppare una visione critica e personale delle stesse, lo stesso dicasi all’università.
La QUALITA’ è morta in tutto, è rimasta solo la STANDARDIZZAZIONE.
Eppure continuano a volerci far credere che c’è il progresso..per me il progresso si misura da altre cose, non da quanto i prodotti o le persone aderiscono agli standard.
Caro liberty.. come sempre dici cose sensate che condivido in pieno. Ma ho l’impressione che l’ultima frase ti sia rimasta per metá nella tastiera…se la puoi completare visiterei volentieri il tuo blog.
In merito all’argomento vorrei solo ricordare che é difficile valutare la consistenza, la bontá e perfino la direzione di una rivoluzione mentre questa sta accadendo.
Credo che siamo nel bel mezzo di un processo che é emerso spontaneamente (come tante cose buone, come il mercato ed il linguaggio) e che sia estremamente difficile capire dove andrá a finire.
Come tutti gli strumenti peró (dal coltello al linguaggio) puó essere utilizzato male. (non dico bene…perché implica una gamma infinita di valutazioni di altro genere : ma sicuramente possiamo essere d’accordo su molti abusi di uno strumento. Un coltello non dovrebbe servire ad accoltellare, salvo casi estremi e specialissimi. Un linguaggio non dovrebbe servire ad offendere od umiliare, salvo casi estremi e specialissimi …etc)
Allora, lo strumento internet permette a milioni di individui altrimenti muti di farsi sentire, fra l’altro con i blogs. Il mare di informazioni che ci viene offerto darebbe le vertigini a chiunque. La sfida é saper esercitare un filtro critico e funzionale per cercare ció che davvero ci serve.
Ma noi sappiamo sempre ció che ci serve ?
Del resto, quando si entra in una enorme libreria e non si ha una chiara idea di che cosa si vuole comprare, la situazione é molto simile : che libro sceglieró ? Boh, spesso decide il caso od il mal di pancia del giorno.
La specializzazione non ci rende piú o meno ignoranti. La iperspecializzazione non ci rende piú o meno ignoranti.
Ignoranti lo siamo sempre (vorrei dire, grazie a Dio)
Lo strumento internet e la vasta offerta del web2 (curiositá, in Italia si utilizza questo termine?) ci mettono solo a disposizione enormi librerie e palcoscenici contemporaneamente. La scelta di come utilizzarli é sempre solo nostra, individuale e sará – purtropüpo – il frutto della pedagogia che il nostro sistema scolastico ci ha inculcato.
Il training cui famiglie e scuola sottopongono i cervelli dei bimbi dai tre anni in su costituirá sempre il limite all’uso dello spirito critico, grazie al quale chiunque dovrebbe essere in grado di decidere quanto tempo dedicare a ricerche od approfondimenti nel web e quanto tempo sui libri o a parlare con gli amici in mofo tradizionale (cioé guardando, toccando, annusando)
Temo che la gran parte delle analisi sofisticate che si stanno facendo di questo processo rivoluzionario siano troppo tecniche e perdano di vista il problema centrale costituito dalla mancanza di spirito critico che caratterizza la stragrande maggioranza di diplomati e laureati delle societá aperte (Italia, Germania o States é purtroppo esattamente lo stesso).
Il web2 é uno strumento che offre contenuti, ma non é un contenuto. La nostra vita é piú ricca da quando siamo in grado di accedervi ed usarlo. Ma é anche diventata piú breve….occorrerebbero cinquanta ore al giorno per seguire tutto ció che ci viene offerto.
Infine, é interessante ricordare che anche il miglior motore o filtro di ricerca non potrá mai sostituire il principio di responsabilitá che genera la FIDUCIA in una fonte di informazione. Chi si affida ciecamente a filtri che scelgono per lui percorsi di ricerca, selezioni di titoli o notizie etc, perde la possibilitá di decidere se CREDERE a ció che legge o no.
Chi compra il nostro Giornale compra ventiquattro pagine PIÙ trentaerotti anni di fiducia sedimentata : la fiducia che i nostri redattori sono professionisti seri, sono tendenzialmente liberali etc etc.
Chi si fida di Google si incazza spesso e chi si affida solo a screening preconfezionati si accontenta di informazioni parziali. Ma siccome l’informazione perfetta non esiste, puó darsi che le informazioni “parziali” siano sufficienti per prendere decisioni corrette (di business, un biglietto aereo, un libro in Amazon o un blind date domani sera..)
Nei blog spesso si ricrea quel clima di fiducia che lega un giornale tradizionale ai suoi lettori, per cui puó esasere utilizzato per “ponderare” le informazioni che vi si trovano e spesso serve a distribuire utili indicazioni per ulteriori letture o frequentazioni di web2.
Sorry, troppo lungo..
Buon pomeriggio a tutti
Alberto
La diversificazione dell’offerta e dei percorsi di lettura comprime i tempi di ricerca nel caso in cui si abbia necessità di info su temi predefiniti e ricorrenti.
Non credo però che questa metodologia possa soddisfare tutte le nostre esigenze, quindi non rinuncerei almeno ad una rapida occhiata quotidiana di due o tre testate.
In merito all’”AGGIORNAMENTO”oserei dire: è “Google che ci rende stupidi?” o “Noi rendiamo stupido Google?”…..
Io non sono ancora molto convinta del fatto che i nostri meccanismi mentali possano essere condizionati “negativamente” dal web, piuttosto direi che è il modo cui lo si utilizza che potrebbe incatenarci….il web accorcia i tempi così come può riempire tutti gli spazi vuoti …Ci rende reperibili sempre e ovunque ma possiamo decidere solo noi, volendo, quando e se essere raggiungibili. Così come solo noi possiamo decidere se sottrarci agli eventuali effetti/condizionamenti “negativi”.
Nè sono altresì convinta che il multitasking mentale ci “disabitui” alla lettura di un documento ……dipende molto dalle esigenze di ciascuno di noi e non è detto che debba necessariamente essere visto come un fatto negativo e quindi qualcosa di cui avere timore….
Bah. Io leggo in primis i giornali. Poi siccome in generale riportano 250 notizie stupide e 4 notizie interessanti, me ne vado per aggregatori a cercare l’approfondimento. I blog dicono un mare di idiozie? Dipende dai blog ovviamente. Ci sono i blog-diario, dove uno racconta la sua vita che chiaramente hanno il senso di un libro di narrativa. Ci sono i blog informativi che invece hanno valenza diversa, quasi equivalenti ad un libro di saggistica. Solo che in questi, se non sei daccordo con l’autore puoi dirglielo e farti spiegare il perché. Non mi sembra male. Aggiungo inoltre che da quando ho un blog (molto bello e che dice cose interessantissime, tanto scomode ma interessanti
Sull’aggiornamento.
Personalmente, ho trovato nel web moltissimi spunti ma niente di più. L’approfondimento richiede impegno e dedizione. E’ una quesione di interessi personali, tenendo presente che non si può diventare esperti di tutto. E’ molto utile per tenersi aggiornati su temi di attualità come la politica: notizie in tempo reale, molti punti di vista differenti. Ma qui, dipende molto dall’utente.
Ora, mi domando: questa “leggerezza” è intrinseca nella natura del web? A mio avviso, è specchio della natura democratica e liberale che il web vuole avere. Tutti hanno diritto ad accedervi e a pubblicare quello che vogliono, entro minimi criteri di rispetto verso il prossimo, singole persone o gruppi. In questo modo, a “vincere” sono i più accattivanti. Quelli che padroneggiano meglio l’arte di comunicare. A prescindere da cosa comunichino. Per questo, la pornografia fiorisce.
Veniamo al dunque: è vero che ci disabitua alla concentrazione e all’approfondimento? Secondo me, ciò vale per il web nella stessa misura in cui vale per televisione e pubblicità (ad esempio, nei cartelloni sulle strade o alle frmate del tram). Impusli lampo. Motti accattivanti. Figure giovani, richiami sessuali più o meno espliciti. Sui giornali, spesso accanto a pagine importanti come quella degli esteri o di politica, c’è un paginone della pubblicità di un profumo, con belle giovani nude e sensuali (compaiono molto spesso anche ragazzi).
Do un giudizio morale: non va bene. Troppe distrazioni, il cittadino non è portato a riflettere ma a ricevere stimoli per i suoi impulsi subconsci. (uso questi termini con una vaga cognizione, l’importante è il mesaggio!). E’ pubblicità. I siti, anche quello del Giornale, sono pieni di banner. Il web, semplicemente, vi si adegua. Se escludiamo una ristretta nicchia di persone (come i frequentatori di questo blog) che cercano di approfondire e farsi un’opinione, la maggior parte della popoliazione subisce il web, come subisce la televisione e la pubblicità.
Per Luca Beltrame la spazzatura la trovi dovunque, come dovunque trovi persone intelligenti e persone incapaci. Purtroppo pero’ siccome la spazzatura è vendibile i media tradizionali ne sono infarciti, mentre la vera informazione non puo’ essere prostituita.
L’informazione su internet non segue un percorso rettilineo, ma deve correre necessariamente su molti binari paralleli, altrimenti si rischia la visione iperspecialistica o limitata di cui si parlava.
Caro Ambrogio, certo convivere con la verità non è facile. Mi ricordo di una massima celebre che dice: “a che serve sapere che il mio orologio segna l’ora esatta, se tutti gli orologi della città sono invece settati su un’altra ora?”
Oppure l’altra massima: “Il miglior modo di essere considerati pazzi è quello di gridare in faccia la verità”
Cio’ nonostante OGGI LA RICERCA DELLA VERITA’ E’ UN OBBLIGO A CUI NON POSSIAMO SOTTRARCI per poter sperare che noi e le future generazioni possiamo sfuggire a QUEL GRANDE FRATELLO ORWELLIANO a cui tutti ci stiamo avviando.
Ho letto l’intervista a Matt Mullenweg domenica scorsa e questo personaggio continua a lasciarmi perplesso.
La maggioranza dei blog, compresa quella che sta su WordPress.com, branca semi-commerciale della sua Automattic, dice niente o quasi niente. In realta’, come capita spesso su Internet, una buona parte del contenuto rimane spazzatura pura. Peggio capita quando sedicenti “blogger” scrivono post altamente provocatori solo per aumentare le visite (in campo informatico queste cose si vedono a bizzeffe).
Quindi io non so quanto i blog siano effettivamente utili. Ci sarebbero altre perplessita’ sul lavoro del Sig. Mullenweg, ma sono di natura prettamente tecnica e non vorrei tediare qui.
Eh, caro Franco, non sono diplomatico, sono solo disilluso e non ho più aspettative su tante cose.
Non da Roberto Donadoni(che già mi crocefiggevano)che ho visto a fine partita veramente contento…e se lo merita, altro che i bla,bla e bla…
Internet fa bene, non fa bene…polarizzerà tutta l’attenzione delle nuove generazioni che così avranno accesso a tutto e subito in tempo reale…?
Poi bisognerà sempre vedere chi le racconta e perchè…
Io non ho una mente così agile da potere gestire 100 informazioni nei campi che voglio e farmi un giudizio… vado più piano, filtro tutto lentamente e quello che reputo importante/interessante rimane e domani lo arricchisco con altro sullo stesso tema…
Di certo rimane che su un Blog che ci ospita e sul quale spendiamo tempo rimane fondamentale la buona creanza…almeno tra noi.
Ho letto la tua “teoria” che Israele non può bombardare perchè in pratica”tecnicamente” non lo può fare…bene dormirò meglio stanotte…
A Francesco chiedo…anche avendo accesso a questa miriade di informazioni e arrivando purtroppo tu e io allo stesso risultato, con tempi diversi…tu velocemente io meno velocemente…a cosa serve…
Quando arrivi a conoscere la verità(o almeno una parte)…riesci a conviverci…ti è sopportabile?
E adesso sotto con la Spagna…
Buonanotte a tutti e due…
Ambrogio
Stimatissimo sig. Foa,
in questo campo d’indagine non mi sento del tutto convinto ad optare per la Sua indagata decisione, tuttavia mi propongo di suggerirLe che questa mia decisione non è per niente suggerita nè causata da poca accuratezza nel leggere il Suo parere. Premesso ciò inviterei chiunque sia del parere di commentare negativamente a non farlo, e inciterei chiunque, nel caso decida di commentare positivamente, a farlo.
Come ultima cosa, vorrei ringraziarla per l’impegno e la costanza che dedica al suo blog, senza di Lei sarebbe molto meno divertente spaziare tra i contenuti delle news nel mondo moderno.
Saluti a Lei e ai suoi rispettabili lettori
Credo sia troppo presto in Italia stabilire quanto di positivo e quanto di negativo il nuovo medium porterà.
Ognuno di noi usa il mezzo in maniera differente, in basa al lavoro, al tempo libero , al tipo di cultura. Molto dipenderà forse da quanto persone di buona cultura si innammoreranno dal mezzo, offrendo quindi possibilità a chi lo volesse di allargare i propri orizzonti. Internet rispetto alla TV possiede innnumerevoli vantaggi, che resteranno se sarà libero e gratuito. Noi siamo diversi dagli americani, ovviamente, meno pragmatici e molto più salottieri, ci piace dialogare, argomentare, polemizzare gigioneggiare, credo che anche questo porterà le sue differnze. Poi chi ama il gossip, quello cercherà.. tanto altro non avrebbe ricercato in ogni caso.
Resto poi ferma nella convinzione che i giornali in stampa, resteranno a lungo eccome! Cambieranno ( stanno già cambiando), forniranno più cultura di qualità e chi sa che altro, dureranno ancora a lungo, come i libri che anzi traggono nuova vitalità da Internet.
Ciao Marcello e grazie per l’assist! Alcuni ragionamenti in ordine sparso. Per quello che ne so non si è mai assistito all’introduzione di nuovi modelli che modficassero i precedenti senza che si sollevassero paure incondizionate, perplessità e ostilità di qualunque genere. Quello che sta succedendo a proposito di Internet, lo si può leggere al negativo, come nell’analisi di Carr che tu riporti (è bene sottolineare che Nicholas Carr, segnalo il suo interessante blog http://www.roughtype.com/, è tutt’altro che un’antagonista di Internet, quanto piuttosto un attento analizzatore dei nuovi fenomeni),oppure in positivo, per le tanti opportunità che apre in temi di informazione. Occorre però comprendere quali sono gli atteggiamenti delle nuove generazioni: pochi, pochissimi leggono giornale. Nel compenso passano tanto tempo su Internet, ma non per trovare vera informazione, ricercano un’altra informazione, più personale. E’ peggio, è meglio? Ma siamo sicuri che se non ci fosse Internet, il mondo come funziona oggi potrebbe essere interpretato più efficacemente?
Salve.
Ciao Ambrogio vedo che sei molto più diplomatico di me, certe pazzienze io non le posseggo, anche perchè il mestiere mi impoeva di non averne affatto.
Condivido i tuoi punti di vista, hai ragione, ora peró c´é la partita. ciao
Salutonen.
Stimato signor Foa, il problema che lei presenta è in verità di vecchia data. Il fatto di avere accesso a notizie, sempre necessariamente superficiali, non aumenta in nessun modo il nostro sapere, unicamente la ignoranza. C’è un vecchio detto che dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol ascoltare; la cosa curiosa è che ciò è stato provato scientificamente da vari neuroscienziati( vedi, fra altri, gli esperimenti di Fugelsang) che hanno prima provato che la gente preferisce non accettare ciò che è contrario a quello che crede e poi hanno individuato le aree del cervello che si attivano per accettare dati favorevoli alle credenze e quelle che si attivano per rifiutare i dati contrari. Per cui la risposta al suo quesito è affermativa, senza concedere nessuna iperspecializzazione se non all’ignoranza. L’Internet non potrà mai sostuire la lettura specializzata.
Ciao Ambrogio, non te la prendere, ma per sapersi informare su internet bisogna davvero saperci fare, non basta navigarci quando capita.
Su internet trovi TUTTO e quando dico TUTTO intendo TUTTO. Ma occorre un grande allenamento mentale, una grande passione per dipanare il tutto e giungere alla verità. E’ un po’ come comporre i pezzi di un puzzle, difficile si’, ma il risultato finale puo’ essere stupefacente.
I libri sicuramente ampliano la visione e BISOGNA leggerli. Ma per sapere quali leggere io uso sempre Internet. Di solito non pesco mai libri commerciali, che trovi già sullo scaffale, bensi’ cerco libri che spesso non sono facilmente reperibili perchè SCOMODI. LA VERITA’ E’ SEMPRE SCOMODA, ecco perchè tutto cio’ che va contro l’ortodossia dell’informazione prefabbricata viene immediatamente bollato come COMPLOTTISMO. In realtà è proprio li’ che bisogna e vale la pena scavare la verità. Un Saluto.
In merito all’aggiornamento ci sarebbe da fare un esempio. I ragazzi a scuola per fare operazioni utilizzavano la memoria, il ragionamento. Con la calcolatrice tutto si fà in un attimo. Cos’è meglio? Nel lavoro i calcoli si fanno con la matita? Personalmente non saprei cos’è meglio. Al ns amico che cita quel blog devo dire che sono iscritto e leggo i suoi post. Dire che polemizza su tutto è anche comprensibile. Quando prende posizione non sempre c’azzecca. Stà diventando ripetitivo e il suo microcosmo penso che se ne sia accorto. Un saluto.
Grazie a tutti per questi primi commenti. Per Ionescu: il mio articolo sul Giornale riguardava gli Stati Uniti e dunque Beppe Grillo non poteva essere citato; però ampliando la riflessione sui blog è chiaro che l’esperienza del sito del comico genovese va considerata.
Aggiungo questo per Francesco perchè ho letto dopo il blog precedente.
Non è utile servirsi solo di Internet e non è bello che lo auspichi come possibile libertà totale dell’individuo contro una comunque reale disinformazione o informazione mirata che a volte si sovrappongono apposta.
Ti faccio un piccolo esempio da uno che si ritiene ignorante…
Non piacendomi quello che stà succedendo in Afghanistan da troppo tempo, mi sono preso tre libri che trattino l’argomento da punti di vista diversi, punti diversi non solo politicamente parlando, ma che parlano anche della religione, delle etnie e di tutto il resto…
Solo da internet è impossibile formarsi un giudizio, con l’aiuto di testimonianze di gente che ha vissuto in presa diretta forse qualche cosa in più si impara.
Fermo restando che l’esperienza diretta e personale(sia pure soggettiva)è l’unica che ti possa dare una visione complessiva vicino al reale(sia pure sempre e solo soggettiva,la tua).
Al massimo Internet è cosa buona per curiosare e approfondire argomenti che altrimenti ci sarebbero nascosti.
Ciao,Ambrogio
Credo che il Blog sia solo uno degli strumenti…tutto dipende sempre dalla persona che lo usa…sia per chi lo gestisce che per chi lo utilizza.
Più il giornalista che lo tiene è aperto alle novità e ai cambiamenti(in tutti i campi)più il blog secondo me è utile e informativo.
Per la persona che lo legge, si tratta di una scelta personale, come per i giornali, i libri che legge, le trasmissioni televisive che guarda.
Più uno è “curioso” meno si fossilizza su una sola cosa…ma questo appunto è più nella persona che non nei Blog stessi.
Cordialmente,Ambrogio
Un esempio per tutti: l’emergenza sicurezza è stata creata dai media tradizionali. Dai giornalisti. Hanno promesso l’esercito in citta’ per rispondere a questa fasulla richiesta di sicurezza ma poi hanno lasciato perdere. Meglio prendersela con i giudici che non capiscono che dare torto a Berlusconi non si fa.
Come si fa a parlare di blog, di blogger con un titolo bombastico ‘gli ultimi antipotenti al potere’ senza nominare il blogger maximus italiano – Beppe Grillo? Forse perche non è un giornalista ma sa dare notizie e spunti di dibattito?
E’ una notizia postare la foto di Obama in abito somalo? Non non lo è ma visto che Obama è qualcuno la si puo’ dare.
E una notizia che 150 clandestini tra somali e egiziani sono annegati cercando di arrivare in Italia? Si lo è ma visto che quelli non sono un cazzo la si puo’ anche tacere.
C’è una solo ENORME differenza: su Internet puoi SCEGLIERE sui media tradizionali NO
Con l’avvento di internet a larga diffusione non è che sia cambiato molto. Prima certe notizie si cercavano e per gli approfondimenti si andava sullo specifico. Ora è tutto a portata di clik, tutto. Prima per avere un testo ti toccava cercarlo, anche per giorni, ora è tutto quì. Il modo non è cambiato. Chi l’usa in maniera diversa è succube di proprie deformazioni, niente di negativo. Chi vuole capire non ha che l’imbarazzo della scelta. Se uno è portato per qualcosa più di altro quello lo faceva anche prima. Un saluto.
Secondo me neanche i media “tradizionali” sono sufficienti. Un esempio: il numero di omicidi (ivi compresi quelli eseguiti da immigrati) in Italia è la metà delle morti bianche ma i cittadini si dicono più preoccupati per gli immigrati. Il numero di morti sulle strade è sei volte il numero di morti bianche. Ma i problemi sono percepiti, dal più grave al meno grave, in quest’ordine:
1) Immigrazione
2) Morti bianche
3) Sicurezza stradale
Per questo, l’esercito andrebbe messo all’uscita delle discoteche, per controllare i giovani che si mettono al volante. E’ questa la prima causa di morte per incidenti stradali.
Salve.
Molti sono iperspezializzati direi.
Cosí facendo cercano di dimenticare la trave che hanno nel occhio e guardano solo la pagglizza nel occhio del altro, gridando al Lupo.
Salutonen.