L’immigrazione? E’ come un domino….
Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l’economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi.
Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l’immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d’origine. In Ungheria c’è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene…

Regarding the Romanian immigrants to Italy and their lack of wish to return home I partially agree with Ionescu. It is very difficult for them to start all over again in Romania. However I would like to point a few facts:
The whole issue is connected to some Romanian Government initiative to organize meetings in Italy between Romanian immigrants and Romanian companies interested in hiring them. These meetings are clearly focused on hard working skilled immigrants who allready make good salaries and it is difficult for the Romanian potential employers to match or even approach their salaries from Italy. There is also the issue of the wifes. Ususally not only that the man has a good salary but his wife works as well , maybe for less money, but for sure tey will not have TWO good salaries if they return to Romania.
Anyway these kind of meetings , even successful , would not concern the low-skilled , crime-proned ( and I use the word crime here in its American sense) individuals that are so much considered a plague in Italy at this moment.
Caro Foa, lei si stupisce della sistematicità delle immigrazioni? Perchè? Non Le è chiaro a chi conviene arruolare gente che lavora a basso costo? Non è chiaro che questo è quello che vuole il sistema, in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e..schiavi.
Salve tutti! agli immigranti;”dei paesi in via di sviluppo” consiglierei:di restare nelle loro origini!il xkè? semplice;ormai con tanta concorrenza di appunto dei paesi in via di sviluppo,i paesi rikki”ormai arrivati alla soglia” non possono offrire più rikkezza rispetto a ki non ne ha,ma è in crescita di sviluppo.gli immigranti se capiscono o intuiscono tale situazione di ognuno nel suo paese credo vivranno nel meglio.Tanti del sud anni addietro intuirono tale situazione, ora son felici e vivono meglio meglio,con appartamenti oltre anke 100 mt quad ecc.ecc.mentre gli immigrati del sud al nord fanno fatica ancora oggi a farsi un appartamento di appena 50 mt quad.Vero ke al nord cè più lavoro,ma anke vero ke le spese son più dello stipendio attuale,salvo eccezione! sse vedemm gente.
l’articolo è fantasioso e non rispecchia la realtà in romania. L’immigrazione in romania è un fenomeno marginale, pochi immigrati vengono per rimanere lì.
Il flop di queste offerte di lavoro sta nel fatto che non c’è affatto LA GARANZIA DI UN POSTO DI LAVORO. Non garantisce nessuno nulla. E difficile per un romeno che ha fatto il mutuo qui ritornare in romania con delle promesse spesso non mantenute.
Tutto sta nelle aspettative e i romeni emigrati non si aspettano nulla di buono in romania. Se devono tornare devono ripartire da zero come hanno fatto quando sono arrivati in italia. Chi ti prende in romania se hai lavorato in un posto sottoqualificato per 5,6 10 anni?
Bisogna vedere i dettagli di queste cose, qui si sta discutendo troppo superficialmente
Sicuramente un effetto domino e qui contrariamente a pensieri miei soliti non vedo nessuno mano potente dietro.
All’ inizio era conveniente sì mano d’opera a basso costo, crollo del muro di Berlino, spostamenti tra popoli che se ne erano sempre stati a casa loro, ricerca di migliori opportunità e via dicendo.
Solo che si è esagerato e ora l’Europa dei “Grandi” pensa di porre un freno…e con ragione.
Perchè è vero che qualcuno che ci quadagna sulla pelle di questi “migranti” ci sarà sempre, ma non credo a livello di Lobby Europea…è solo un fenomeno non previsto, non valutato e ora travolgente.
Un effetto Domino appunto ma partito senza l’intenzione di creare tutto questo, penso fosse inimmaginabile solo pensarlo 15 anni fà.
Aggiungo solo una cosa, l’Italia si presta molto a immigrazione clandestina o non clandestina che sia, che poi va a occupare posti chiamiamoli “criminosi”.
E’ facilitata comunque da un sistema e da una società che non dà il buon esempio(Italiana)e da condizioni geografiche(il Bel Paese)che si presta a bivacchi vari, tendopoli, sotto i ponti e quant’altro…così come in Spagna, altro paese dal clima clemente per chi è disperato e deve arrangiarsi con quello che capita.
E questo non è colpa di nessuno, il Sole dell’Italia è forse l’unica cosa che a volte mi manca, ma esiste e permette questo tipo di arrivi alla Garibaldina.
Non ne vedo nessuno di questo tipo(così allarmante) a Nord delle Alpi, al di là dell’attenzione che hanno i vari Stati per questo tipo di problema.
Il clima tanto amato, in Italia, sotto questo aspetto è una fregatura.
Tra poco avrò bisogno di un Idraulico in casa, devo allacciare una nuova doccia…spero Marcello che almeno uno sia rimasto da queste parti…
Arrivederci,Ambrogio
Invece di fare rivoluzioni,oggi i poveri d’Europa fanno le valigie e partono.Gli scompensi salariali potrebbero in futuro toccare anche tanti neolaureati italiani.Quando finiranno i risparmi dei genitori ,una vera ciambella di salvezza,chi sa,se non seguiranno anche loro gli europei dell’est verso i nuovi lidi?Sono fenomeni di mobilità sociale incontrollabili. Convengono a chi li intraprende,quando cessano di convenire economicamente,si torna a casa,come stanno facendo tanti polacchi .
In passato, i flussi migratori sono sempre esistiti e con essi, per quanto possibile, gli strumenti ed i mezzi per controllarli. Ultimamente, con l’ampliamento dell’UE e con la evidente incapacità di questo organismo di gestire questa complessa macchina troppo rapidamente e, secondo me, improvvidamente architettata, ci siamo accorti che tra gli innumerevoli e gravi problemi che ci affliggono c’è anche quello relativo al fenomeno migratorio sul quale non esiste al momento una linea d’azione comune.I motivi per i quali avviene questo flusso incontrollato sono molteplici e diversi, in ragione dell’area politico-geografica da cui trae origine il fenomeno ed è anche evidente che , sotto sotto, a livello locale, esistono interessi non sempre limpidi e raccomandabili per mantenerlo tale, ma credo anche che a breve verranno poste le basi per una politica europea comune tesa a definire i limiti e le condizioni nel rispetto dei quali l’immigrazione verso i Paesi UE debba avvenire.
@ dellelmodisicpio:
Ma ti sei mai chiesto come mai alcuni paesi registrano un altissimo tasso di popolazione che sente questo bisogno di migrare?
@ Foa:
Vi sono tante dinamiche differenti, tanti quanti sono i singoli casi umani, ma la causa dell’immigrazione dai paesi dell’est europa è una: la povertà. In Italia, dal dopo guerra, l’immigrazione verso stati stranieri fu parzialmente limitata dal boom economico, ovvero dal Piano Marshall. Però soltanto il nord, per vari motivi, conobbe uno sviluppo industriale, per cui si verificarono forti flussi migratori dal sud al nord.
Se vogliamo controllare il fenomeno, dobbiamo crerare nei paesi dell’est le condizioni per cui quei popoli desiderino stare a casa loro.
La voglia di migrare è sì smossa dal bisogno, ma non sempre dal materiale bisogno, spesso da bisogni umani di migliori rapporti col prossimo (vicini, compagni di lavoro, superiori, istituzioni). Anch’io, medico, cercai anni fa lavoro in GranBretagna, non tanto per comodità né per migliori guadagni, ma alla ricerca di an ambiente migliore per me, in tanti sensi anche personali. Eppure potevo continuare in Toscana. Non vi dico come finì, lascio la curiosità. Quello che mi piace dire è che in ogni Paese esistono gli scontenti, è inevitabile, alcuni sono degli illuminati, altri degli illusi, altri dei frustrati, altri ancora degli arruffoni, per non dire altro. Che fare? Niente, se non migliorare, nell’interesse anche di ognuno, il clima del NOSTRO paese, che come dice il proverbio, è appunto quello in cui si sta meglio.
Carissimi tutti….la clandestinità é un reato!!Che si voglia o che non si voglia in quanto é un vivere da “latitanti” infischiandosene di Leggi e Regole di convivenza, ed é una ingiustizia nei confronti di tutti quelli che vi si attengono !
Facciamo, intanto, penetrare nella nostra GIURISPRUDENZA e nella cultura acquisita del normale vivere giornaliero tale concetto che al memento nè è quasi completamente estraneo……..poi stiamo a vedere cosa succede !
ciao Marcello, dopo un po ti riscrivo e rispondo con felicita a questo tuo post.
La colpa di questa sistematicita’ della migrazione e’ assoldabile all’intera Assemblea di Strasburgo.
L’unione europea e’ un organismo inutile che sarebbe utile solo nella gerstione di questo grave problema che e’ la sistematicita della migrazione. Non ci voleva Einstein per capire che se 200.000 romeni vanno in italia 400.000 in GB, 300.000 in Francia e altri in germania, se in poche parole partono 1.000.000 di persone e’ naturale che voelnte o nolente la romania stessa cerca come sostituire queste figure.
e’ assurdo ancora leggere che ci sono persone che come sempre accollano tutte le colpe alla societa. senza pensare che il problema principale e’ proprio questo. L’apertura non programmata e controllata delle fronterie, porta un mutamento generazionale molto veloce e da cui e’ difficile difendersi.
I comunisti nella speranza di trovare persone povere che li votano (perche’ nella loro mentalita’ e’ solo il povero che puo’ votare comunismo, io dico che e’ solo colui che non ha studiato) han fatto negli anni in cui erano al parlamento di strasburgo in maggioranza, delle leggi che hanno permesso l’entrata indiscriminata di chiunque, e con il problema dell’immigrazione clandestina aperto, hanno ben pensato di far entrare nella UE popoli non in grado di accettare questo (mi riferisco a romania ucraina e polonia) che hanno solo il tentativo di portare i comunisti russi a comandare cio’ che pensano sia un giorno il potere: il Parlamento Europeo. Tutte le leggi che fuoriescono da li, lo fanno per preservare il potere comunista alla comuni9ta’ europea. e la decisione dei politici di realizzare l’europa senza i cittadini e’ la base ideologica del comunismo… decide il partito non i cittadini.
Povera Europa morta prima di nascere. Mancano statisti in grado di vedere più in là del proprio naso. Si vive alla giornata. Assemblare culture differenti era una sfida non da poco. Vi ricordate chi era presidente del consiglio d’Europa? un personaggio a cui non si affiderebbe nemmeno un condominio visto tutto quello che ha combinato. Politicamente era zero, economicamente pure. Volevamo fare l’Europa, uno scherzo? A dirigere l’Europa vanno mandati i migliori come pensiero e come tecnici e non i trombati nelle loro nazioni. Per fare ricerca ci metti uno scenziato mica il netturbino. L’unica cosa è ricominciare da capo con altre idee. Portate avanti con personaggi all’altezza del compito. Il post parla di immigrati che, poveri loro, non hanno colpe se non quelle di aver dato retta a questa Europa. Un saluto.
Grazie a tutti per questo dibattito. E’ chiaro che le cause sono molteplici, però mi colpisce la sistematicità delle migrazioni, di cui non si parla abbastanza. E mi colpisce il fatto che l’Unione europea tenda a non occuparsene, come peraltro avvenuto in occasione delle migrazioni di rumeni in Italia. Oggi centinaia di migliaia di persone cambiano Paese, sguarnendo il proprio; è un fenomeno colossale. Bruxelles è semplicemente poco avveduta o questa passività è voluta? Inoltre: i costi dell’integrazione degli stranieri sono enormi, ma anche di questo non si parla a livello comunitario. Perché? Non è la prima volta che accade: hanno creato Shenghen ma i Paese aderenti non hanno adottato una banca dati comune per i visti, né hanno provveduto a un’efficiente e coordinata politica di lotta contro la criminalità. I risultati li vediamo oggi, purtroppo.
Purtroppo da quando hanno creato l’Europa , c’é una unica volontà : la distruzione ed il degrado .
Ma non andiamo lontano , questa ideologia l’aveva già pensata o Lenin o Stalin : scrivevano che bisogna distruggere la società , bisogna portare la confusione nella gente , perché cosi’ si arriva al potere. Ecco cosa vogliono , il loro potere , solo questo. Dunque bene , distruggiamo tutto scuola , famiglia , Chiesa , economia , punti di riferimento, problemi di delinquenza etc.
Facciamo credere che in nome dell’economia questo porterà enprmi ricchezze a tutti …..
Nella realtà , cosi’ facendo , operano su teste senza piu’ alcun punto di riferimento , ed arrivano dove vogliono.
Ed il problema é che tutti , compresa destra e liberali , plaudono per questo. Il problema che tutti pensano solo al loro potere e portafogli personale.
Si è installata una bruttissima dittatura , camuffata di grande liberalismo , e spero che al piu’ presto si frantumi tutto e si torni un po’ alla normalita’
Del resto , storicamente , tutti i grandi imperi prima o poi si sono frantumati.
Speriamo che avvenga il piu’ presto possibile , prima che tutto sia veramente distrutto , e prima che ci si lasci tutti le penne.
A quanto pare noi siamo il penultimo tesserino del domino. Dopo di noi, ci sono solo i paesi che danno un peso alla ricerca, nei quali fuggono i nostri migliori cervelli. Senza che vengano rimpiazzati da nessuno.
Al di là di questa giustissima causa, il fenomeno dell’immigrazione mi pone altri quesiti. Le persone emigrano a causa di scompensi di benessere e opportunità fra paesi ricchi e poveri. Da buon comuistone, mi domando: questo sistema, che spinge al massimo sulla competitività, sarà il modo migliore per portare più equilibrio? E l’immigrazione porta equilibrio o accentua gli scompensi?
Cui prodest? Si chiede Foa. A mio avviso, giova a chi vuole mantenere lo scompenso, ovvero a chi trae più vantaggio dal modello capitalista.
So già che qualcuno dirà che sono parole, per cui fornirò qualche esempio (condito con un po’ di zizzania sinistrorsa). L’imprenditore edile ha bisogno di manodoepra a basso costo per guadagnare di più. Il manager che ha sposato la top model ha bisogno della badante straniera per la suocera, dal momento che la consorte è troppo impegnata a spendere soldi. Il personale delle pulizie nella ditta dove lavoro è tutto straniero (non sono francesi, tedeschi o inglesi!) perchè nessuno italiano vuole fare le pulizie.
Lo vedete il paradosso? Abbiamo voluto “progresso”, “benessere”, “modernità” per tutti e ci siamo accorti che i poveri ci servono. E allora andiamo a cercarli in altri paesi. Forse dobbiamo ancora capire il vero significato delle tre parole fra virgolette.
Io non vedo arricchirsi altri che quei pochi personaggi, ormai abbastanza ben individuati, che hanno in mano i Mercati Finanziari. Gente con la frenesia del potere, che si permette di giocare con i popoli come se fossero marionette, avvantaggiati nel gioco sporco dai nostri stupidi ed ignavi politici, molti dei quali neanche arrivano a capire che succede e perchè, e gli altri , nel complesso… si accontentano di vivacchiare.
Unica cosa che mi lascia stranita: ma costoro ci pensano al futuro per lo meno dei figli? davvero si illudono che tutto andrà bene per la classe dirigente e figliolanza?
Se fossi in loro non ne sarei tanto sicura e sarei preoccupata. La storia ci ha mostrato come i grandi rivolgimenti alla fine hanno toccato eccome le classi dirigenti: hanno pagato anche loro grossi “contributi”. E io immagino che rivolgimenti “programmati a tavolino”, innaturali, ed imposti , porteranno in realtà grossi guai, speriamo che i folli “ideatori” vengano distrutti essi per primi dalla loro creazione.
Sarò ingenua, ma nutro ottime speranze
Il fenomeno è uscito dal controllo che ci doveva essere prima di aprire le frontiere. Libera circolazione della manodopera era giusto nella forma. Nella sostanza la ns povera Europa, così male rappresentata, si trova a dover gestire una cosa senza controllo. L’Europa dei burocrati. Il ns ministro delle finanze si trova a scontrarsi con questa situazione e ne ha preso le distanze. Potevo capire se la cosa doveva essere organizzata un migliaio di anni fà. Nel diciannovesimo secolo si poteva e doveva fare meglio che sparlare ed agire in maniera dilettantistica. Porre rimedio adesso sarà molto difficile e chi ha creato tutto questo ha nomi e cognomi. Dilettanti allo sbaraglio.
Caro Marcello,
sembra che sia proprio così, l’immigrazione è come un domino ed in assenza di barriere sta provocando disastri per tutti. E sempre più ne provocherà in futuro, non solo per i paesi che accolgono massicci flussi di immigrati, ma anche per i paesi dai quali questi immigrati provengono. Infatti tutti i paesi vanno incontro allo stesso fenomeno: l’ingresso di lavoratori meno qualificati e disposti a lavorare per stipendi più bassi (o a non lavorare e vivere di espedienti, ancora peggio). In questo modo tutti si impoveriscono, si generano enormi costi sociali e ne fanno le spese i cittadini con i redditi più bassi, che improvvisamente sembrano benestanti a paragone dei nuovi arrivati. Anche chi emigra peggiora la propria situazione, se non altro nel lungo periodo. Credo che su tempi lunghi convenga lavorare in un paese in rapida crescita economica come, ad esempio, la Romania piuttosto che emigrare in un paese come l’Italia, già ricco ma con un economia che ristagna. Trovarsi fisicamente in un paese ricco non garantisce automaticamente di beneficiare della ricchezza, e certamente non in Italia, un paese con troppe rendite di posizione.
A chi conviene questa situazione? Non lo so. Verrebbe di rispondere che conviene alle imprese, ma ne dubito. Le economie avanzate come quella italiana non sanno che farsene di lavoratori non qualificati, e anche chi sfrutta questo tipo di manodopera per contenere i costi di produzione prima o poi dovrà sostenere una parte dei costi sociali che l’immigrazione comporta (ammesso che sopravviva, perché un’impresa che punta solo alla riduzione dei costi è condannata a sparire dal mercato in breve tempo).
Può darsi che l’immigrazione convenga solo alla lobby europea. Le identità nazionali costituiscono il più grande ostacolo al disegno di questi personaggi, e distruggerle con una immigrazione massiccia potrebbe essere la via più rapida per raggiungere il loro scopo.
Un saluto.
per questioni di salute, ho smesso di navigare da parecchi anni. comunque, mi sembra di poter dire che con la ” complicità ” dei sindacati e d’ accordo con gli armatori e sulle nostre teste di lavoratori del mare, da parecchi anni, esiste una legge della ( da me SEMPRE deprecata ) UE, han consentito che sulle Navi, anche battenti bandiera Nazionale, si potessero imbarcare Equipaggi ” targati ” ONU. nel senso che a me Ufficiale della Marina Mercantile italiana, veniva, LETTERALMENTE, imposto un Equipaggio che comprendeva personale ” variegato “, compresi ANCHE Ufficiali di altre nazioni EXTRA UE!!!!! e allora, soprge spontanea la domanda: E I NOSTRI EQUIPAGGI? LE NOSTRE MARINERIE? E, SOPRATTUTTO, LA SICUREZZA DELLA NAVE E DELLA NAVIGAZIONE E DEL CARICO? E, davvero davvero, credete che ai ( da me SEMPRE deprecati ) sindacati importassero PIU’ DI TANTO questi problemi? a loro interssavano e, son certo, INTERESANO ANCORA i loro accordi con gli armatori!!! e, da non dimenticare: SEMPRE SULLE TESTE DEI LAVORATORI DEL MARE. a volerla dire tutta, son contento di esserne fuori. perchè, ad ascoltare i commenti di molti miei colleghi, o ex colleghi, c’ è soltanto da mettersi le mani nei capelli. quando si ritrovano a dover a che fare con senegalesi e filippini e coreani ed egiziani. questo quando gli và bene, se non si ritrovano ad essere in DUE SOLI ITALIANI ed aver intorno ad essi ANCHE UFFICIALI DI ALTRE NAZIONALITA’. E venite a parlarci dei rumeni che NON vogliono tornare in patria? perchè NON vanno a raccontarlo agli, ormai ex, marittimi di Torre del Greco o di Ercolano o Molfettesi o della penisola Sorrentina. per quelli che conosco. perchè i sindacati NON vanno a controllare se sulle Navi esistono i PIU’ semplici attrezzi per qualunque evenienza medica possa sorgere? Nell’ ormai lontanissimo ’80, subii sulla Nave un tremendo incidente, scoppiò un proiettore che dovevamo usare durante il transito nel canale di Suez. Ebbene, per quanto il Comandante lanciasse SOS, NON rispose altro che una Nave BULGARA!!!!!! in quegli ormai lontanissimi anni, QUELLA MARINERIA TENEVA TANTO ALLA SALUTE DEI SUOI EQUIPAGGI CHE IMBARCAVANO IL MEDICO CON TUTTO QUANTO POTESSE SERVIRE, ADDIRITTURA IL PLASMA, DEL QUALE MI INIETTARONO 2 LITRI PER POTER SOPPERIRE AL SANGUE PERSO DOPO L’ INFORTUNIO!!!!!!! ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? DOV’ ERA IL ” NOSTRO ” di medico????? mi hanno imposto un ” corso ” di ” paramedico “…. volete sapere cosa ho ” imparato ? ” ho imparato a saper distinguere un attacco d’ appendicite da una colica renale….. se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere fino alle lacrime…. ah! badate: SENZA quel certificato, NON potevamo imbarcarci. quanto durò quel ” corso ? ” 5 GIORNI: dal lunedì al venerdì…… condivido appieno ciò che dice l’ amico Francesco. riuscissimo, solo, ad estirpare la malapianta dei sindacati avremmo già raggiunto e superato un buon livello. ma sino a quando, sulle teste dei marittimi, a concludere accordi, saranno sindacati ed armatori eeeeeehhhhhh, staremo freschi….. credo che, scientemente, abbiano distrutto la nostra marineria. non riesco a trovare altre cause. giuro che mi dispiace tremendamente per i miei Colleghi ancora alle prese con queste ” beghe ” e prego, SEMPRE, che gli vada tutto bene. certo che a sentirli sfogarsi, cresce una tale voglia di giustizia che la metà basta. vi prego di perdonare lo sfogo. un caro saluto a tutti.
Tra un po’ saremo noi a dover accettare un lavoro da fame in Cina per poter continuare a sopravvivere, altro che Romeni.
E’ da 20 anni che lo diciamo ora gridate alla tragedia quando fino ad esso siamo statti irrisi e trattatti come razzisti, xenofobi provinciali e retrogradi antiglobal,
salutatemi i vostri nipotini mezzi cyngalesi e le zie nigeriane.