Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell’ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l’appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c’erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce.

Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica.

Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l’insieme delle società occidentali?

Aggiornamento: sull’Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l’altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l’Europa delira per lui, negli Usa McCain – dati di ieri notte – guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa…