La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell’oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.

Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L’inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti.

Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington?