Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell’American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale  che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell’intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull’ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull’energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo.

Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista?