L’uragano Gustav e gli errori dei media Usa
Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l’eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l’Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni:
1) In queste condizioni lo spin (ovvero l’informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l’opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull’Irak.
2) L’informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell’uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore.
Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E’ un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell’americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L’antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt’altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio?

Franco,
non era mia intenzione sminuire la situazione disastrosa in Louisiana, volevo solo sottolineare il fatto che il senso unico dell’informazione a volte può trasformarsi in -non informazione-.
Salve.
Dieci miliardi di danni, la graan parte della popolozione giovane che vuol abbandonare la Città per cercare di rifarsi un esistenza più sicura altrove, per non dover ricominciare ogni paio d´anni sempre da capo.
Mezza costa della Louisiana sernza Luce, quasi trecento Kilometri di Dighe da rafforzare, una Raffineria da dislocare, Silos per Cereali in Pericolo, che se ricordo bene, erano/sono di proprietà di una Ditta Italiana, la Ferrara mi pare.
Con la prospettiva di altre batoste magari ancora più forti e micidiali nelle prossime settimane.
Scusa una domanda Alberto, ma di che cosa dovrebbero parlare i Giornali americani, del Napoli in Trasferta per caso?
Salutonen.
Salve a tutti,
vivo da un paio d’anni in USA; quasi per caso ho scovato questo blog. Foa ha descritto perfettamente cio’che e’stata l’informazione in questi giorni!!non si parla d’altro che di Lousiana, non ho visto manco un articolo parlare dei danni ai paesi vicini.
In internet si potran trovare tutte le informazioni che si voglion (pure Google news cmq e’avaro nei titoli), e si’, tutti qui abbiamo una connessione veloce a portata di mano, ma comunque ogni qualvolta accendo la tv in sti giorni non c’e’ verso di aver altre notizie se non Gustav.
Salve.
appena visto, appena letto, così a caldo, God bless You Caterina.
Salutonen
PS.
per un poco mi farò raro, per Ambrogio e tutti gli altri,
francoparpaiola@msn.com.
Direi che il meccanismo infernale non rispetta i sentimenti di nessuno. Ritengo però altrettanto verosimile che nè gli americani nè altri siano ancora tanto facilmente influenzabili…..e questo lo si deve anche all’attività di tutti noi che attraverso strumenti come i blog, i forum e quant’altro riusciamo a scuotere in qualche modo le opinioni e soprattutto a fare da contrappeso a ciò che la stampa impone sule testate.
L’attitudine allo spin, alla distorsione continuerà ad essere alimentata da mille motivi, tra cui non ultimo quello economico e speculativo.
Beltrame lo so anche io che il protocollo di Kyoto era più che altro una intenzione. In USA ci sono i migliori scenziati e saprebbero quello che c’è da fare. Al Gore dice delle cose giuste, perchè non le fanno? Scenziati asserviti al profitto?
Un saluto.
Marcello queste cose le sa benissimo ma gli piacciono le domande retoriche…
Non ho nulla da aggiungere al tutto che è già stato detto, se non, ad abundantiam, un aneddoto di una decina d’anni fa, quando visitai parenti della moglie a New York. Ora un tizio sulla cinquantina, italoamericano ma più americano che italo, ovviamente, mi chiese «What do you do on the fourth of July?». Capito, il mericano (come diciamo noi piemontesi)?
(Che rispondere? Dissi «We just prepare for the sixth».
«What’s on the sixth?» «My birthday». Fine della conversazione.)
I media occidentali? Una pagliacciata. Basta guardare cosa hanno combinato l’11 settembre, per capire come prendono per il c..o la gente, guardare per credere:
Per bo,mario: spero non si riferisca alla decisione di non adottare quella pagliacciata chiamata Protocollo di Kyoto, gia’ abbondantemente “demolito” dagli articoli del Prof. Battaglia su Il Giornale.
Forse in Italia critichiamo oltre il giusto la stampa locale ed i suoi inevitabili condizionamenti.
Spesso si mitizza il “quarto potere” americano o la sobrietà della stampa inglese, ma concretamente nessuno è salvo da osservazioni critiche talvolta dure e puntuali.
Verosimilmente la stampa statunitense dovrebbe avere più attenzione per ciò che accade all’estero, all’opposto, la stampa italiana potrebbe indugiare di meno su vicende estere che talvolta hanno solo il valore della mera curiosità.
Critica che sfonda un enorme portale spalancato.
I media “mainstream” trattano di quello che vogliono le aziende che ne rendono possibile l’esistenza con la loro pubblicita’. A ciascun popolo vengono dati i propri circenses.
Oltre alle fonti “alternative” esistenti in USA
http://www.thirdworldtraveler.com/General/Prog_Media_Links.html
l’americano puo’ usufruire su Internet di informazioni in lingua inglese fornite da media di praticamente ogni paese. Basta visitare google news per accedere a migliaia di articoli, video, ecc. E in America il PC ce l’hanno tutti quelli che seguono le notizie; chi non ce l’ha o non sa leggere o non gli interessa farlo.
Restano quindi le fonti “alternative”
L’unica cosa giusta è che Gustav si scagli contro il paese più inquinatore al mondo, dopo la Cina. Per quello che riguarda l’informazione è una cosa tutta USA. Non è che dicono mezze bugie, dicono, a volte, bugie. Mi ricorda Gorbaciof e la sua glasnost, un rivoluzionario. Anche USA
avrebbe bisogno di un pò di glasnost, ci guadagneremo tutti. Un saluto.
Stimato signor Foa, da quando studiai nell’Universitá del Minnesota vedo che niente ha cambiato. L’americano medio é USA centrico per semplice ignoranza, é un paese cosí enorme e con una cosí bassa densitá di popolazione che é facile per un Minnesotan non sapere, per esempio, la storia di colonizzazione della Florida o le condizioni di vita di stati lontani dal suo. Immaginiamoci l’idea che puó avere l’americano medio degli affari del resto del mondo, nel 1949 mi domandarono se l’Italia era unita. Si ricordi che l’America é tuttavia quella che Sinclair Lewis chiamava Middleamerica cioé una nazione di piccole cittá con la visione parrocchiale cosí ben descritta in Babbitt e Main Street. Non c’é altra spiegazione alle sue perplessitá.
Salve.
A mio avviso la fondamentale differenza che si trova tra il giornalismo europeo e quello americano si deve probabilmente al fatto che, gli americani vivono la loro Vita e se va male, cercano di individuarne le colpe tra i loro Ranghi cercando soluzzini migliori, senza dare la colpa ad altri Popoli.
In Italia e non solo, invece si piange il morto ancora peggio che in Germania, e si da spudoratamente la colpa all’America e non alla propria incapacità, se le cose alla fine non vanno per il verso giuto.
La colpa sarà anche in questi casi dell’America.
Tutti i Giornali Americani hanno una parte molto nutrita di Notizie e Analisi sul resto del Mondo, basta volerle leggere.
Le critiche dell’Uomo della Strada americano si possono leggere poi sui vari Blog dei giornali Online americani, basta volerli andare a cercare e leggerli, per capire che la Gente negli States non è poi così tenuta al Buio, né insensibile, e tanto meno senza compassione, come Marcello credere di sapere interpretare gli americani.
In molti giornali americani c´è del Murdoc. mi sembra però che tanti giornalisti italiani comincino a sentirne gli effetti, per lo meno, per il momento, solo sottoforma di un piccolo raffreddore mentale.
Per la TV americana qui il discorso cambia, gli Sponsor non vogliono sentir parlare che di se e di Casa loro, non nascondono, non cercano di minimizzare i loro problemi, nascondendoli dietro di quelli degli altri, li valutano e li discuto alla Luce del Sole, cosi come sono, non vengono storpiati da qualche Redazione oppure dettati da qualche Partito.
Solo parlando francamente con il pubblico anche di Verità scomode, attriri la sua attenzione, aumenti il tuo indice di ascolto e ti rendi interessante a potenziali Sponsor.
Chi fà il furbo perde lettori e telespettatori, dopo di che si puó attaccare al Tram.
Questa è la vera Liberta di pensiero e di parola e in questo Campo i Massmedia europei abbiamo molta da imparare.
Le TV nazionali in Europa parlano demagogicamente molto più degli Affari degli altri per nascondere su dettato partitocratico, i veri problemi della Nazione, indicando, allargando, diffamando, e in molti casi, come succede qui in Germania, a volte non del tutto a torto, a beffeggiare, specialmente quelli del Bel Paese in Talkshow di dubbia qualità con i soliti argomenti auto congratulanti e frasi mantecate.
Nel giornalismo Europeo ci vorrebbe più dignità di pensiero e meno opportunismo, tutto lì.
Sono più che convinto che in fondo ai loro animi gli americani abbiano già, o cominciato, in seguito al sollevamento del livello marino, allo sprofondamento del terreno nel Delta e dell’aumento degli Uragani, a scaricare mentalmente New Orleans e gran parte del Mississippi Delta, per rilasciarlo a malincuore, alla sua legittima proprietaria, la Natura.
Forse un Riff artificiale, fatto di vecchie Carrette, potrebbe ritardare il fenomeno, permettendo a tutti di organizzare uno sfollamento permanente della Popolazione senza tanti traumi.
Se fattibile, questo non è da poco, that´s big.
Ho paura, del momento che tutto questa accadrà anche alla Foce del Po’, e anche a mezza Pianura Padana, quando un giorno, ormai non più perso nelle tenebre dei tempi a venire, se la riprenderà il Mare invece, ci sarà solo casino, allora riaffioriranno le invidie, i tornaconti, e i Lei non ssá chi sono io, non ci sará ne considerazzione ne tanto meno compassione per gli altri quel giorno, nel animo italiano, ma solo interesse di parte.
Quel giorno sarà da tapparsi le Orecchie, e la colpa sarà data tutta all’America.
Nix Padania con Armata Brancacalderon, sai che ridere.
Salutonen
PS.
E se l´America si scordasse dell´Europa per sempre,ora che tutti hanno paura della Russia? (paura infondata)
Sai che piangere, sai che strappamenti di Capelli urlando die terrore.
Sai che ridere.
Caro Marcello, il fenomeno segnalato in questo post non e’ tipico solo degli Stati Uniti: mi sono trovato in Giappone per vacanza un mese fa e la situazione era anche peggiore, al punto che vedendo stralci delle Olimpiadi nei notiziari i non giapponesi quasi non venivano inquadrati(!).
Quanto al ruolo dei media, non saprei: hanno la loro parte ma anche molti americani vogliono avere ben poco a che fare con cio’ che accade al di fuori della loro sfera di influenza diretta (ecco perche’ e’ un sentimento diffuso che il governo debba star fuori da qualunque questione).
Grazie a tutti per questo bel dibattito. Qualche osservazione. Per Franco Parpaiola: no la sorte di new Orleans non è segnata e, infatti, mentre scrivo Gustav è sceso a forza 2, inoltre Gustav ha già colpito i caraibi e ora morirà sulla terra ferma. Non credo che la mia sia demagogia…
Per Jacktheleopard: la stampa è libera, ma le logiche e le esigenze del ciclo dell’informazione favoriscono distorsioni e, in casi estremi, manipolazioni. Il meccanismo è infernale e si auto alimenta, per la gioia degli spin doctor.
Per Norman: d’accordo l’informazione su Internet aiuta e i blog lo dimostrano, ma lei vive sulla east coast dove, come nella west coast, la gente è più aperta al mondo. Ma nel resto dell’America? Inoltre: nonostante Internet, la televisione continua ad avere un potere di persuasione infinatemnte superiore. Sulla massa ed è questo che conta. Riguardo alla stampa italiana: capitolo lungo e le sue critiche sono per molti versi fondate. Però nonostante tutto in Italia sappiamo cosa fa Sarkozy in Francia, la Merkel in Germania, chi è Zapatero, chi è Brown, come si comporta l’America nel mondo, Putin in Russia. Le informazioni spesso sono superficiali, ma l’eco arriva anche al grande pubblico.
non sbagli,infatti hai fatto centro. Gli Stati Uniti sono proprio come li descrivi tu.Se ne fregano degli altri.
Se il mondo si scordasse dell’America per un po’,allora vedresti i salti!!!
neanche in italia si parla, se non di sfuggita, dei danni provocati dall’uragano in altri paesi. perchè, come dice michael moore, gustav è manna dal cielo per gli antiamericansiti in servizio permanente effettivo. per questa gente l’uragano è stato provocato da bush. come katrina, del resto. e non fa niente che il governatore della louisiana e il sindaco di new orleans erano democratici e che sono loro i primi responsabili della inadeguatezza dei soccorsi. l’importante è sparare su bush. e se serve una catastrofe: ben venga.
se intanto gustav rade al suolo mezzo mar dei caraibi: chi se ne frega. gustav fa notizia solo se è associato alla convention repubblicana.
Ho segnalato a lui questo post, a te segnalo il post del collega Luca De Biase, a proposito dei “Mezzi di confusione di massa”:
http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/31.html#a1983
Un abbraccio, carissimo! :-*
Non ho elementi per valutare quanto Foa scrive, ma sicuramente c’è una buona dose di ragione nei suoi giudizi.
Mi limito però a fare osservare che l’anti-americanismo è in buona parte “a prescindere”, come quasi sempre accade con tutte le ideologie “anti” qualcosa.
Foa, lei ipotizza che negli Stati Uniti la stampa manipolata impedisca all’opinione di pubblica di percepire obiettivamente la realtà. Penso che sia una cosa normalissima. Anche i nostri giornali sono pronti ed efficaci ad individuare le contraddizioni altrui, come nel caso dell’Irak che lei cita, ma quelle di casa nostra compaiono fra bugie, smentite, sceneggiate tragicomiche. E alla fine nessuno sa quale sia davvero la realtà, nè chi è il vero manipolatore.
Un saluto a tutti.
I media fanno spesso una bella opera di informazione guidata.
Basta vedere su ns maggiore quotidiano nazionale online, nella prima pagina degli ultimi due giorni scorsi, la notizia dei 6 indiani schiavizzati al circo Mavilla, però con foto che non c’entrano niente: sono del Circo di Venezia! Sensazionalizzare a tutti i costi anche senza poterselo permettere, ma con quale fine politico?
Un po’ è manipolazione, come hai illustrato tu nel tuo bel libro, un po’ è fretta (per fare un buon pezzo corredato di belle foto ci vuole tempo, e la cronaca batte il tempo: solo che la cronaca in questione investe anche la politica), e un po’ è semplice e crassa ignoranza.
Come quelli che scrivono, in alcuni quotidiani nazionali, “lo stato di Jammu Kashmi”: 2 errori in 3 lemmi!;)
Penso che, specie per parlare di Esteri, come per un editoriale di cultura, ci voglia una bella dosa di preparazione/esperienza.
E così anche in USA, dove la pagina degli Esteri è molto poco libera, molto sia deciso a orchestrato a priori.
Se noti, invece, forse l’unico quotidiano americano a tiratura nazionale libero (o almeno lo era fino a qualche anno fa), lo Washington Post, dedica tutta la prima pagina a Gustav: http://www.washingtonpost.com/
Medesima impressione l’ho avuta io le volte in cui sono stato negli USA. I TG parlano solo e unicamente degli Stati Uniti.
E’ una sensazione molto strana per un europeo, abituato ad essere informato su avvenimenti da tutto il mondo.
E’ ovvio anche dedurne che, dal punto di vista dell’americano medio, il resto del mondo semplicemente non esista.
Caro Marcello, il suo appunto a mio parere è debole in tre punti: 1) non ci si può lamentare di un’informazione americano centrica negli usa, quando nel nostro paese si pubblicano giornali di 60 pagine max, di cui 30 di pettegolezzi politici senza un minimo di spessore, 15 di sport, un po’ (…ma a piccole dosi) di cultura, molta tv e gli esteri sono ridotti all’osso…gli inviati costano, si sa, ma a volte varrebbe la pena pagare il prezzo…2)
inoltre tutti i siti dei maggiori quotidiani statunitensi hanno una sezione “world” molto nutrita…inoltre secondo recenti ricerche e alcuni commentatori esteri negli usa, la tv sta lasciando sempre di più il posto a internet e lei sa bene quanto questo signifchi informazione selezionata dall’utente, più che inviata da un fonte…3) e questo ci conduce a un’ultima considerazione: come fa a parlare di “opinione pubblica” visto che è evidente che esistono per lo meno due tipi di pubblico (internet e tv) che si equivalgono e che corrispondono a due tipi diversi di fruizione dell’informazione? a quale opinione si riferisce?
mi trovo anch’io negli stati uniti, east coast, e da quel che vedo credo che in questo momento le opportunità d’informazione siano lasciate molto ai singoli cittadini, qui come da noi…chi desidera informarsi lo può fare, ma nessuno gli dà un mano, tutt’altro! solo che da noi questa sensazione è più forte perchè ci sono meno mezzi d’informazione…
Salve.
Marcello, Marcello, quanti pericoli ai corso tu?
Lei ora parla, e questo mi meraviglia assai, come il Papa ieri al Angelus, si legga con calma i commenti che noi Lettori abbiamo inviato alla Redazione e capira cosa intendo.
Non é per mancanza di compassione che i Media Americani e il popolo americano non parlino delle altre vittine, non lo fanno perche essi sono rassegnati, e sanno che contro le forze della Natura non c´è potenza Mondiale che tenga.
Questo non è spinn, e la realta della Vita e il modo di pensare di chi, Anno dopo Anno, stagione dopo stagione, deve ricominciare dacapo e rifarsi su la Casa e un esistenza, anche a volte,senza l´aiuto di famigliari che può aver perso durante quelle intemperie.
Anche le TV nostrane parlano con distacco delle disgrazie altrui, quasi a mo´di scoop, anche quelle europee, tutte.
No Marcello quì in questo specifico caso sbaglia, il suo modo di giudicare ora e quasi demagocigo, o lò è già?
Mi sembra che ormai la sorte di New Orleans sia segnata, dietro Gustav c´è Hanna, e nel Atlantico ci sono altre due perturbazioni che aumentando di intensità e velocita,in agguato. Esse vanno verso i Caraibi e il Golfo del Mexico,e probabilmente mieteranno ancora altre voittime e farrano altri danni,alle Città e alle infrastrutture e Lei cerca di farne un caso di etica politica, ma questo e spinn bello e buono.
Salutonen