Bin Laden prepara un’altra sorpresa elettorale?

La fonte è la tv americana Abc: diversi esperti dell’intelligence Usa ritengono sia imminente un messaggio di Osama Bin Laden prima o al limite subito dopo le elezioni. D’altronde non è la prima volta che capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal voto, fu diffuso il filmato in cui camminava sulle montagne. E Bush trovò lo slancio per recuperare lo svantaggio su Kerry. Il bis sarebbe giustificato, spiegano gli analisti, dalla necessità per il capo di Al Qaida di inviare un segnale forte ai suoi e al mondo in un periodo cruciale. Come dire: ci sono ancora e dovere fare i conti con me. Negli ultimi giorni Al Qaida ha […]

  

Una lezione ai supermanager di Wall Street (finalmente)

Sarebbe stata l’ultima beffa: secondo diverse fonti di stampa i supermanager delle società finanziarie che hanno portato Wall Street e il mondo al collasso, si apprestavano a incassare bonus milionari  previsti dai loro contratti, nonostante le società da loro gestite fossero tecnicamente fallite.  Ma il procuratore generale di New York è Andrew Cuomo (figlio dell’ex governatore Mario), ha scritto a nove banche avvertendole che secondo le leggi dello Stato è illegale usare i fondi dei contribuenti per pagare tali bonus. Quali banche? le solite:  Bank of America Corp , Bank of New York Mellon Corp , Citigroup Inc , Goldman Sachs Group Inc , JPMorgan […]

  

Troppo miele su Obama (e la stampa è complice)

La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente. Due pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah […]

  

Vista da lontano: ma l’Italia è impazzita?

Sono arrivato negli Stati Uniti pensando di trovare un Paese depresso, arrabbiato, sconvolto. Qui quasi un milione di famiglie sta perdendo la casa, decine di migliaia di persone sono sull’orlo del fallimento personale, un’intera generazione di pensionandi vede dimezzare, con il crollo di Wall Street, i risparmi di una vita e le aspettative di una vecchiaia serena. Negli Stati Uniti ci sarebbero davvero ottimi motivi per scendere in piazza e invece si tira avanti, talvolta col magone, ma senza pensare a una rivoluzione. Non ancora, perlomeno. Poi mio collego ai siti italiani e scopro immagini fortissime: piazza Duomo a Milano occupata dagli studenti, la sede di Assolombarda assaltata con fumogeni […]

  

Sarah sta affossando McCain?

Sono negli Usa per seguire le elezioni presidenziali. Due impressioni contrastanti: l’America profonda è sempre più perplessa nei confronti di Obama, come racconto in un reportage da Lincoln County, la contea del Missouri che da quasi 60 anni azzecca il nome del presidente. D’altro canto però, Sarah Palin sta provocando disastri. La base repubblicana, quella della destra religiosa e oltranzista continua ad adorarla, ma la maggior parte degli americani, inclusi gli elettori indipendenti, ne diffida. Le ultime novità certo non la aiutano: come governatore avrebbe addebitato allo Stato dell’Alaska viaggi in aereo e in alberghi di lusso per i figli (con un conto di oltre 20mila dollari). La stampa ha scoperto che il […]

  

La sinistra vince nelle piazze ma perde alle urne?

Ma basta riempire le piazze per vincere le elezioni? Obama, ovviamente, spera di sì: sabato c’erano centomila ad ascoltarlo a St Louis. A Denver, alla fine della convention, erano in 70mila, qualche settimana prima decine di migliaia di europei lo ascoltarono rapiti a Berlino. Sì, Barack sa mobilitare le folle, ma il sentimento della piazza corrisponde a quello della maggior parte dei cittadini? C’è da dubitarne: il candidato democratico perse molti consensi dopo Berlino e anche dopo Denver, (sebbene allora soprattutto a causa della discesa in campo di Sarah). Lo stesso potrebbe accadere ora: manifestazioni del genere producono spesso l’effetto […]

  

Macchè capitalismo questo è “debitalismo”. E ora torna Marx?

L’altro giorno sul metro ho sentito un uomo sulla sessantina esclamare con aria soddisfatta: “Aveva ragione Marx, quando affermava che il capitalismo si sarebbe impiccato da sè“. Oggi il radiogiornale di Radio 24 ha annunciato che in Germania le vendite de il Capitale di Marx sono triplicate nelle ultime settimane, proprio in coincidenza con la crisi dei subprime…. E forse siamo solo all’inizio. Intendiamoci: la casta finanziaria ha sbagliato generando la bomba dei derivati, gli imprenditori delle grandi multinazionali e delle banche hanno creato un sistema che consentiva loro di accumulare ricchezze immense e immeritate, senza mai pagare il prezzo […]

  

Classi per stranieri, perché tanto scandalo?

Non riesco a capire le proteste indignate della sinistra contro l’emendamento della Lega che regolamenta l’accesso degli stranieri nelle scuole. In altri Paesi è una pratica normale e dettata dal buon senso. Alla radio ho sentito Fassino dire che istituendo classe separate si discriminano gli immigrati. A me sembra invece che sia vero il contrario: che senso ha mandare allo sbaraglio un bambino in una classe in cui non capisce una parola? Si sentirà subito diverso, verrà deriso dai compagni. Se invece per un anno segue un corso di italiano, quando verrà introdotto nei corsi regolari potrà facilmente integrarsi. E […]

  

Ma Sarko è succube di Carlà?

Ieri stavo pensando di scrivere un post di elogio di Sarkozy, per la reattività dimostrata durante la crisi finanziaria: è stato dinamico, propositivo, flessibile. E’ stato uno dei pochi leader europei (con Berlusconi e il premier britannico Gordon Brown) ad aver capito subito la gravità della situazione e nel ritenere che solo un’azione congiunta a livello europeo sarebbe stata efficace, contrariamente alla Merkel, che è stata costretta a rivedere le sue posizioni, dopo le disgraziate decisioni di una settimana fa, che hanno contribuito non poco a diffondere il panico. Bravo Sarko, dunque. Ma simultaneamente alla riunione europea a Parigi, il presidente francese ha […]

  

Il vero debito americano è (forse) incolmabile

George Bush tenta di rassicurare i mercati: “Siamo una nazione prospera e ci risolleveremo dalla crisi“, ha dichiarato. Me lo auguro di cuore, ma non tutti sono ottimisti. Non lo è l’economista Martin Feldstein, come spiego in un articolo uscito oggi sul Giornale. Negli ultimi giorni l’Economist ha citato un dato spaventoso: il debito aggregato americano (ovvero famiglie, banche, imprese e pubblica amministrazione) è pari al 358% del Pil ovvero 51miliardi di debiti rispetto a un Pil di 14 miliardi. Massimo Mucchetti ha analizzato i sette errori del capitalismo americano, citando, oltre a queste, anche altre cifre inquietanti: l’esposizione della finanza è passata […]

  

Banche, Veltroni sbaglia. Anche la sinistra ha le sue colpe

Ieri sera  Ballarò, Walter Veltroni ha dichiarato che “l’attuale crisi finanziaria è colpa della destra“. Davvero? A me sembra che, in Italia, solo un politico ha visto per tempo arrivare la crisi e si chiama Giulio Tremonti, mentre a sinistra solo certi pensatori no global oggi possono affermare di aver sempre criticato lo strapotere del sistema finanziario. Invece la cosiddetta sinistra moderata mi è sempre parsa piuttosto compiacente, anzi ricettiva, nei confronti delle banche sia a livello nazionale sia internazionale. Vogliamo ricordare la vicenda Unipol? Profumo non è considerato un banchiere prodiano? In genere per anni i leader della sinistra sembravano non avere altro […]

  

L’egoismo della Germania può mettere a rischio anche l’euro

Riepiloghiamo: dopo il crollo del muro di Berlino la Germania  (cancelliere era Kohl) optò per una riunificazione monetaria con l’ex Ddr che sfidava il buon senso e che infatti si dimostrò largamente deficitaria, visto che ancora oggi i leander dell’est sono in difficoltà. Risultato: l’economia europea si fermò e rimase stagnante per tutti gli anni Novanta. La Germania impose al resto d’Europa i cinque criteri di Maastricht come condizione per dare il via libera all’euro; miravano a rendere la struttura finanziaria dei paesi membri della Ue simile a quella tedesca. Quei cinque criteri erano arbitrari  in quanto non includevano altri indicatori economici fondamentali, […]

  

il Blog di Marcello Foa © 2017