Gli Usa hanno creato un mostro: il Pakistan

Della tragica vicenda di Mombai ritengo due elementi: 1) Tra gli errori commessi dagli Usa, quello più evidente e potenzialmente pericoloso riguarda il Pakistan, a cui Washington ha dato persino le bombe atomiche. Il problema è che si tratta di un regime instabile, inaffidabile, sempre più condizionato dal ricatto e dall’invadenza di gruppi legati all’Islam radicale. Quando gli Usa invasero l’Afghanistan, permisero a molti agenti pakistani di scappare in aereo, ma tra loro c’erano anche terroristi, protetti da Islamabad. Al Qaida agisce indisturbata in un’ampia zona al confine tra Afghanistan e Pakistan e fino ad oggi i tentativi di dare […]

  

Carlà, Soru e l’orgoglio altalenante degli italiani

Non conosco la situazione politica della Sardegna e da lontano non so giudicare Sour come politico, ma devo dire che il suo gesto è davvero ammirabile. E’ stato eletto dai cittadini, ma non è amato dai partiti della sua maggioranza di centrosinistra, che anziché appoggiarlo gli fanno guerra. Ha tenuto duro per un po’ e poi ne ha tratto le conseguenze: “Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me. Pur nella consapevolezza del […]

  

Obama, il cambiamento… può attendere

Barack Obama sta riempendo il suo governo di ex collaboratori di Bill Clinton; ha scelto come ministro del Tesoro il presidente della Federal Reserve di New York, un uomo dell’establishment. “Barack è stato eletto promettendo il cambiamento, ma nel costruire la squadra del governo ha scelto l’esperienza, l’affidabilità, la tradizione“, come spiego in un editoriale pubblicato oggi, in cui tra l’altro paragono il pragmatismo della sinistra americana all’inconsistenza di quella europea (Pd di Veltroni incluso). Non c’è da meravigliarsi: Obama è un politico che sa affascinare le folle, ma che alla prova dei fatti è estremamente realista, al limite del […]

  

Allargamento? Rumeni in Italia? Tutto bene (per la Ue…)

La Commissione europea ha appena pubblicato una relazione da cui risulta che l’allargamento della Ue a est, incluse Bulgaria e Romania, “hanno avuto un impatto positivo sull’economia degli Stati membri e non hanno causato gravi turbative ai loro mercati del lavoro“. Insomma: tutto bene in una situazione win-win ovvero vantaggiosa per tutti. Riguardo l’Italia, la Commissione riconosce, bontà sua, che i lavoratori mobili rumeni (li definisce così) si sono riversati soprattutto da noi e in Spagna ma ci rassicura affermando che “hanno portato negli ultimi anni un importante contributo ad una crescita economica sostenuta permettendo di risolvere carenze di manodopera […]

  

Solidali… we can

Ad appena due settimane dalle elezioni John McCain e Barack Obama hanno deciso di dimenticare qualunque animosità e di unire gli sforzi per rilanciare l’America. Non ne sono sorpreso: da tempo i due si stimano e dopo lo splendido discorso di concessione del repubblicano, la notte della sconfitta questo sviluppo era prevedibile. Onore a Obama che dimostra di essere animato da uno spirito autenticamente bipartisan. Facile dire: ma in Italia no. Veltroni e Berlusconi ci hanno provato e il dialogo è durato poche settimane (ne abbiamo già parlato su questo blog). Sì sarebbe bello se anche nel nostro Paese fosse […]

  

La Cgil applica ancora le vecchie strategie sovietiche?

Oggi Cgil di nuovo in piazza con gli studenti, in dicembre sciopero generale da sola e tanti no a tutto e a tutti. In questo periodo di profonda crisi economica e sociale, ci si aspetterebbe una gradualità da parte dei sindacati, la capacità di modulare la protesta tenendo in considerazione l’interesse generale e le mosse della controparte. Prendiamo l’istruzione, ad esempio: la Gelmini ha tenuto duro sulla scuola elementare (a mio modo di vedere a ragione), ma ha corretto la rotta sull’università aprendo al dialogo con i sindacati. La Cisl ha apprezzato, la Uil anche sebbene con qualche riserva. La […]

  

Effetto Obama: un prefetto nero in Francia, ma in Italia…

Sarkozy è da sempre un convinto sostenitore dell’integrazione multirazziale e lo ha dimostrato con i fatti. Quando era ministro degli Interni nominò il primo prefetto musulmano di Francia, vinte le presidenziali ha nominato ministro della Giustizia Rachida Dati, che ha origini marocchine, e il primo sottosegretario di colore, Rama Yade, che è nata in Senegal. La vittoria di Obama lo ha incoraggiato a proseguire su questa strada e oggi ha annunciato del primo prefetto nero, Pierre N’Gahane di 47 anni. All’indomani del successo di Obama anche in Italia, soprattutto a sinistra, c’è chi si è chiesto: a quando in Italia […]

  

Ma con queste banche abbassare i tassi non serve…

Sul Giornale di oggi il mio collega Stefano Filippi spiega il paradosso di chi ha sottoscritto il mutuo variabile: i tassi sono scesi, ma la rata o è rimasta stabile o è diminuita marginalmente. Per una riduzione più significativa se ne parla a dicembre, forse. Il problema però, non è solo italiano. Altrove va anche peggio, a cominciare da Stati Uniti e Gran Bretagna.  Negli Usa i i tassi della Banca centrale sono all’1,5%, ma per la maggior parte di chi è indebitato non è cambiato nulla. Come noto, uno dei problemi principali riguarda le carte di credito, che oltreoceano sono per lo più revolving ovvero con […]

  

Altro che socialista, Obama sarà un altro Bill Clinton…

Non fatevi illusioni: Obama non è un visionario, è un politico ambizioso e soprattutto molto pragmatico. Mi auguro che si dimostri un grande presidente, capace di assecondare la voglia di riscatto da parte di un popolo che, sebbene ferito dalla crisi dei subprime, non indulge nel pessimismo (come ho raccontato in questo reportage).  Ma per essere davvero in sintonia con l’anima profonda del Paese Obama non può permettersi di essere troppo “liberal”; dovrà correggere al centro, magari con qualche incursione conservatrice, come si è intuito negli ultimi giorni da alcuni accenti addirittura reaganiani colti nei suoi discorsi e come, peraltro, conferma la scelta dei […]

  

Obama-McCain, comunque vada è una questione di cuore

Razionalmente l’esito delle presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il cinico Karl Rove che in un’intervista ha definito “molto, molto in salita la corsa di John McCain“. Ma di elezione in elezione ci si accorge che la razionalità non basta per prevedere l’esito di un’elezione. Al contrario: gli aspetti subliminali, emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti. Chi sceglie soppesando i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza; si vota per assecondare la propria identità politica o per simpatia o per interesse o ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il candidato. Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi […]

  

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