Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l’arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov’è? L’unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così.

Il rallentamento economico c’è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell’allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse?