Sui mercati finanziari l’anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine l’economia americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo articolo. Il deficit salirà all’8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010; mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull’orlo del fallimento, e bussano alle porte della Casa Bianca.

Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità dell’operazione. Dove troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40% da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni.

Alcuni economisti rassicurano, osservando che l’aumento del deficit porterà il debito dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che l’America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero insaziabile l’appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli sconquassi provocati l’anno scorso? Non è un caso che “stipulare un’assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini McDonald’s“, come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa.

Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo?
 

AGGIORNAMENTO: il New York Times scrive stamane che, per la prima volta da molti anni, la Cina sta riducendo gli acquisti di Treasury Bonds, preferendo investire le riserve nazionali nel piano di stimolo all’economia interna, considerato che i i Titoli di Stato rendono praticamente nulla. Attenzione: potrebbe essere l’inizio di un movimento tellurico senza precedenti. Senza la Cina, l’America, finanziariamente, non sta in piedi.